X
X
Cuneodice.it
Home Cronaca Politica Eventi Attualità Sport Cultura Varie Rubriche Ultime Notizie
Tutta la provincia Cuneo e valli Saluzzese Monregalese Saviglianese Fossanese Alba e Langhe Bra e Roero Il Buschese
Login
Cerca ArticoliCase Cuneodefunti Cuneo
Login
Cuneodice.it
QUOTIDIANO ONLINE
  • Home
  • Cronaca
  • Politica
  • Eventi
  • Attualità
  • Sport
  • Cultura
  • Varie
  • Rubriche
  • Ultime Notizie
  • ABBONATI
    • tutta la provincia
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • defunti Cuneo

    Home \ Attualità \ Cuneo e valliVendita case Cuneo

    CUNEO - Sunday 08 February 2026, 12:04

    “Criminalizzare il disagio non è sicurezza. È una resa politica”

    A una settimana dal corteo di Torino, Giulia Marro si esprime sulla sua partecipazione e sul nuovo Ddl Sicurezza
    “Criminalizzare il disagio non è sicurezza. È una resa politica”

    Riceviamo e pubblichiamo

    “Il nuovo decreto sicurezza approvato dal Governo arriva in un contesto sociale già fortemente segnato da fragilità diffuse.

    È proprio questo il punto che non possiamo eludere: stiamo rispondendo a un malessere profondo con strumenti che lo trattano come una colpa, non come una responsabilità collettiva.

    Da anni, in modi diversi, una parte crescente della società – in particolare giovani e giovanissimi – prova a farsi vedere e ascoltare. Le piazze, le mobilitazioni, le forme di partecipazione non convenzionali raccontano una domanda che va oltre le singole rivendicazioni: il mondo che abbiamo consegnato alle nuove generazioni non è un mondo ideale, anzi. E’ un mondo in cui le persone non stanno bene, soprattutto i più giovani. E i dati sulla salute mentale lo confermano con chiarezza.

    In Europa quasi un giovane su sette sotto i 19 anni convive con un problema di salute mentale. In Italia il disagio psichico tra adolescenti e giovani adulti è in costante aumento: ansia, depressione, disturbi alimentari, autolesionismo. I servizi territoriali e ospedalieri parlano apertamente di tentativi di suicidio quotidiani e della presenza sempre più frequente di minorenni nei reparti di psichiatria. Questa è la realtà con cui dobbiamo fare i conti.

    Di fronte a questo quadro, la scelta politica di insistere quasi esclusivamente su una risposta securitaria rischia di produrre un effetto preciso: trasformare il disagio in devianza, la fragilità in colpa, la sofferenza in un problema da reprimere. È una scorciatoia pericolosa, perché sposta lo sguardo dalle cause alle conseguenze, e dalle responsabilità collettive ai comportamenti individuali.

    Negli ultimi anni abbiamo progressivamente ridotto gli spazi di comunità, di socialità accessibile, di aggregazione culturale ed educativa. Abbiamo lasciato crescere precarietà, solitudine, difficoltà abitative e lavorative. Abbiamo indebolito i servizi di salute mentale e reso sempre più difficile intercettare il disagio prima che esploda. In questo contesto, sorprendersi della rabbia, della frustrazione o della rottura del patto sociale è quantomeno ipocrita.

    La sicurezza non si costruisce punendo il disagio, ma riducendolo. Non si garantisce moltiplicando sanzioni, ma investendo in salute mentale, scuola, casa, lavoro dignitoso, presìdi educativi e culturali, spazi dove le persone possano sentirsi riconosciute e non sorvegliate. Dando la possibilità e l’idea dell’esistenza di un futuro che in questo momento è negata: abbiamo fatto debiti, consumato risorse, inquinato il pianeta e a chi prova a reagire rispondiamo con un manganello o con un daspo. Una società più giusta è anche una società più sicura.

    Continuare a leggere tutto attraverso la lente dell’ordine pubblico significa rinunciare a capire cosa sta succedendo davvero, soprattutto a una generazione che non chiede permissività, ma senso, futuro, possibilità di vivere una vita che non sia solo sopravvivenza.

    La politica dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente, ed inizio io a farlo: criminalizzare il disagio non risolve nulla. 

    Anzi, alimenta rancore, sfiducia e distanza dalle istituzioni. 

    Se vogliamo davvero abbassare la tensione sociale, dobbiamo tornare a fare quello che la politica dovrebbe fare: ascoltare, comprendere, prendersi cura. Tutto il resto è gestione dell’emergenza. E l’emergenza, così, non finisce mai.

    Giulia Marro
    Consigliera regionale del Piemonte"

    Redazione
    luogo CUNEO
     Condividi
    Tag:
    Giulia Marro - DDL Sicurezza - Scontri di Torino
    commenti
    Effettua il login per commentare
    notizie interessanti
    Menu
    • Home
    • Cronaca
    • Politica
    • Eventi
    • Attualità
    • Sport
    • Curiosità
    • Cultura
    • Varie
    • Rubriche
    • Altro
    Redazione

    [email protected]
    Maggiori informazioni...

    Territori
    • Cuneo e valli
    • Saluzzese
    • Monregalese
    • Saviglianese
    • Fossanese
    • Alba e Langhe
    • Bra e Roero
    • Il Buschese
    Edizioni
    • italia
    • torino
    • genova
    • bologna
    Cuneodice.it Applicazione per smartphone Android
    Cuneodice.it Applicazione per iPhone e iOS
    Feed RSS

    Privacy Policy - P.IVA 03978350043 powered by Publidok S.r.l.

    Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Continuando a navigare ne accetti l'utilizzo. Leggi di più
    OK