Crisi idrica: Cuneo al terzo posto tra le province piemontesi per spreco dell’acqua
Secondo una recente indagine, ogni giorno in tutta la regione vengono immessi nelle reti 359 litri pro capite e se ne perdono 127, equivalente al 35,4%La siccità, le temperature estreme registrate negli ultimi mesi e, più in generale, gli effetti dei cambiamenti climatici destano crescente preoccupazione anche tra gli artigiani piemontesi.
La progressiva scarsità d’acqua rischia infatti di incidere sull’attività delle imprese artigiane e, più in generale, sull’intero sistema produttivo regionale.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese sulle “imprese idro-esigenti”, che ha preso in esame il perimetro delle attività manifatturiere e di quelle dei servizi alla persona, in base all’indicatore Intensità d’uso dell’acqua di Istat, in Piemonte, dove la severità idrica è media, nel perimetro dei 10 settori a maggior intensità di uso di acqua operano oltre 10mila imprese che danno lavoro a 125mila addetti. Le imprese artigiane sono circa 7mila con circa 28mila addetti. Il 66,9% delle imprese piemontesi che operano nel perimetro di settori water intensive è artigiano.
“La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non ci sarà un cambiamento nelle previsioni meteo in quanto alle piogge mancanti si aggiunge il caldo record degli ultimi mesi. - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - Una situazione climatica che potrebbe penalizzare pesantemente le imprese manifatturiere in particolar modo quelle artigiane che rappresentano la maggioranza delle imprese a maggior uso di acqua. In relazione al fabbisogno di acqua, vanno considerate anche le imprese dei servizi alla persona: lavanderie, acconciatori ed estetisti, in cui si registra un maggiore consumo di acqua per uso imprenditoriale”.
Assai preoccupante è la situazione sula condizione delle infrastrutture idriche. Secondo una recente indagine della CGIA di Mestre in Piemonte, ogni giorno, vengono immessi nelle reti 359 litri pro capite e se ne perdono 127, equivalente al 35,4%.
La regione più sprecona è la Basilicata con il 65,5% di perdite, seguita dall’Abruzzo con il 62,5%. Quella più virtuosa è l’Emilia Romagna con solo il 29,7% di acqua che si perde.
Tra i capoluoghi del Piemonte il più sprecone è Verbania con il 43% delle perdite, seguito da Novara e Cuneo con il 31,5%, da Biella con il 30,7%, Alessandria 28,9%, Torino 25,6%, Vercelli 22,25 e Asti con il 19,2%.
“Come ogni estate si pone la questione della crisi idrica. Si facciano gli invasi e si intervenga sulla rete! - conclude Felici - Con la scusa del “cambiamento climatico” non si fa più manutenzione e si preferisce scaricare responsabilità e disagi su cittadini ed imprese. È necessario, con estrema rapidità continuare a ripensare alle priorità del PNRR e sfruttare quindi le risorse europee per ammodernare e realizzare gli invasi e le reti distributive per poter affrontare meglio una eventuale emergenza idrica che potrebbe mettere in seria difficoltà le attività produttive. Occorre programmare e progettare per non farci trovare impreparati di fronte al perdurare di assenza di precipitazioni senza dover rincorrere l’emergenza e senza dover adottare, se fosse necessario, misure drastiche”.
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