Cuneo è tornata in piazza per Gaza: il presidio contro Ddl Romeo e Board of Peace
La mobilitazione di fronte al palazzo della Prefettura: "Il Governo italiano sta ricorrendo a misure autoritarie e restrittive per soffocare il nostro movimento"Stasera, lunedì 2 marzo, circa una cinquantina di persone ha preso parte al presidio convocato di fronte al palazzo della Prefettura di Cuneo. L’iniziativa, organizzata dal Coordinamento Cuneo per Gaza, aveva l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su quanto accade in Palestina, ma non solo. La mobilitazione odierna, infatti, è stata pensata anche per protestare contro l’approvazione del Ddl Romeo in materia di antisemitismo e contro il “Board of Peace” guidato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’iniziativa si inserisce all’interno di una mobilitazione regionale, che vedrà impegnate diverse realtà in tutto il Piemonte e che farà da preludio a una grande manifestazione per la Palestina che si terrà a Torino sabato 14 marzo.

Il Ddl Romeo è stato definito dai promotori del presidio un “ennesimo attacco portato dal Governo Meloni al dissenso e a chi da tempo si mobilita a favore del popolo palestinese”: “La forza che abbiamo dimostrato negli ultimi mesi durante gli scioperi, i blocchi e i boicottaggi è stata inaspettata e dirompente. Il Governo italiano, in tutta risposta, sta ricorrendo a misure autoritarie e restrittive per soffocare questo nostro movimento, per silenziarne la voce. Ricorre a decreti sicurezza liberticidi e controlla l'informazione di massa, mentre si moltiplicano denunce e arresti, e si manipola il significato di antisemitismo, come insegna il caso del Ddl Romeo”. Secondo i promotori del presidio, alcuni passaggi della nuova legge finirebbero per equiparare antisemitismo e antisionismo.
“Nel frattempo - spiegano dal Coordinamento Cuneo per Gaza - il genocidio in Palestina non si sta arrestando, e oggi è la Cisgiordania a essere apertamente sotto attacco. Secondo nuove disposizioni, le regole edilizie in vigore nell’Area C – sotto pieno controllo israeliano e pari a circa il 60% della Cisgiordania – verrebbero estese anche all’Area A, sotto il controllo politico e militare dell’Autorità palestinese (17% del territorio), e all’Area B, a gestione condivisa (23%). Tel Aviv potrà così gestire permessi di costruzione e demolizioni anche in aree formalmente non sotto la propria giurisdizione. Le misure agevolano inoltre la vendita di terre palestinesi a cittadini israeliani. E come se non bastasse, Israele sta introducendo la pena di morte per annientare i propri avversari. Questi ennesimi tasselli del progetto coloniale israeliano trovano nel trumpiano Board of Peace il loro culmine ideale: un comitato ‘di pace’ che non riconosce il genocidio del popolo palestinese, che non prevede di considerarne la voce, che si fonda sullo sfruttamento commerciale della ricostruzione e assegna a Donald Trump il ruolo di unico vero decisore finale, senza l'ombra della minima garanzia democratica”.
Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal Prefetto Mariano Savastano e gli ha consegnato il documento che illustra le ragioni della mobilitazione.
CUNEO cuneo


Condividi