Cuneo, gli istituti tecnici in piazza contro la riforma Valditara
Alla protesta almeno duecento tra insegnanti e studenti: "Senza ascolto è imposizione. Se deve esserci un cambiamento questo deve avvenire con il dialogo""Istruzione dimezzata, generazione sfruttata": è questa una delle tante scritte apparse oggi, giovedì 7 maggio, in piazza Galimberti. Un messaggio chiaro da parte degli insegnanti che hanno scioperato contro la riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro Valditara. Una manovra considerata "imposta" dall'alto e che ha trovato una netta contrapposizione nel corpo docente. Anche Cuneo ha risposto così all'appello dello sciopero nazionale, portando il dissenso nelle piazze.
Per quale motivo questa riforma ha scatenato un'ondata di dissenso e malcontento tra il corpo insegnanti? L'obiettivo del Ministero è quello di collegare il mondo dell'istruzione a quello lavorativo accorciando il percorso degli studi. Una scelta non condivisa dagli insegnanti, per i quali "la scuola non deve essere un centro di addestramento, bensì un percorso per la formazione del cittadino consapevole".

"Oggi siamo stanchi di essere zittiti. Se deve esserci una riforma per adattarsi ai cambiamenti, questa deve avvenire tramite il confronto con i docenti e deve mettere al centro gli studenti e la pedagogia, non la professione. La scuola deve formare i cittadini, solo successivamente subentrerà la professione", esordisce così Marisa De Simone, segretaria generale FLC CGIL di Cuneo. "Si va verso il taglio non solo delle materie umanistiche, ma anche di quelle scientifiche. La scuola che c'è stata in Italia non è quella che abbassa il capo e dice sì, è invece quella nata negli anni Settanta, con tutta la lotta che ne è derivata, arrivata ad oggi attraverso una ricerca continua. C'è stato un percorso di crescita dal punto di vista pedagogico e deve continuare ad essere così".
Nel video, le dichiarazioni raccolte durante la manifestazione.
CUNEO Istituti tecnici - Attualità - scipero - valditara

Condividi