Dentro il nuovo biodigestore di Borgo San Dalmazzo: il 15 maggio l'inaugurazione
L'impianto, costato circa 16 milioni di euro di cui 12,8 con fondi Pnrr, è entrato in questi giorni in fase di avviamento: "La dimostrazione che il pubblico sa fare sistema"“È stato un percorso particolare, siamo partiti da lontano e siamo arrivati a un risultato di cui siamo orgogliosi”. Così Giancarlo Isaia, presidente di Acsr Spa, ha sintetizzato la conclusione dei lavori per il nuovo biodigestore di Borgo San Dalmazzo. L’impianto - costato circa 16 milioni di euro di cui 12,8 milioni con fondi del Pnrr (a fondo perduto) - è entrato in questi giorni nella fase di avviamento: trasformerà la frazione organica dei rifiuti urbani – l’umido che ogni giorno separiamo in casa – in biometano e compost di alta qualità.
Il Consorzio Ecologico Cuneese, soggetto pubblico beneficiario del finanziamento Pnrr, costituito dai medesimi 54 Comuni soci di Acsr, gestisce la raccolta e trasporto dei rifiuti urbani con soluzioni orientate all’economia circolare.

L’impianto sorto nel sito di San Nicolao, che si affianca alla già esistente sezione di compostaggio aerobico, utilizza una tecnologia a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione, capace di trattare ogni anno 35 mila tonnellate di FORSU e 10 mila tonnellate di scarti di legno e verde. Il biometano prodotto – oltre 3,4 milioni di metri cubi all’anno – verrà immesso nella rete nazionale del gas, generando oltre 35 mila MWh di energia rinnovabile, equivalenti al fabbisogno energetico di circa 3 mila famiglie. Il compost ottenuto, fino a un massimo di 11 mila tonnellate annue, tornerà all’agricoltura come fertilizzante naturale, utilizzabile sia nelle coltivazioni convenzionali sia in quelle biologiche.
L’obiettivo è conferire a Borgo San Dalmazzo i rifiuti organici di tutta la provincia: oltre a quelli del bacino Acsr (circa 10 mila tonnellate) - ha spiegato Isaia - è già formalizzato un accordo con il consorzio albese (Coabser) ed è in dirittura d’arrivo quello con l’area monregalese (Acem), per arrivare a un totale di circa 30 mila tonnellate annue. Nel frattempo, sono stati avviate interlocuzioni con il consorzio saluzzese Csea. È prevista una fase di collaudo, in cui si procederà gradualmente per far arrivare a regime l’impianto.

Per il Presidente del Consorzio CEC Pier Giacomo Quiriti, “questo biodigestore è un investimento importante per il territorio. Come Consorzio abbiamo accompagnato questo progetto fin dalla candidatura, che rafforza il sistema pubblico locale e garantisce benefici ambientali ed economici nel medio-lungo periodo”.
Ancora Isaia sottolinea il valore strategico dell’operazione: “Per i nostri 54 Comuni soci, che rappresentano oltre 160 mila abitanti, questo biodigestore non è solo un impianto all’avanguardia. È la dimostrazione che il pubblico sa fare sistema, intercettare risorse europee e realizzare opere che danno una risposta concreta ai cittadini. Abbiamo chiuso il cerchio dell’economia circolare: l’umido è una risorsa che produce energia pulita oltre al fertilizzante per la nostra agricoltura”.

Cristiana Giraudo, direttore generale di Acsr Spa: “Un aspetto centrale del progetto è stato il rigoroso rispetto delle scadenze imposte dal Pnrr. Il finanziamento a fondo perduto di 12,9 milioni di euro – su un investimento complessivo di circa 16 milioni – era infatti legato a un cronoprogramma particolarmente serrato. I lavori, affidati tramite gara europea a Entsorga Italia Spa, sono iniziati con le opere civili il 13 dicembre 2024 e si sono conclusi il 31 marzo 2026 con l’installazione di tutte le forniture tecnologiche. La fase di commissioning e avviamento è iniziata ad aprile ed è tuttora in corso, con l’obiettivo di entrare a pieno regime entro l’estate. Durante questa fase tutte le linee impiantistiche già presenti sono rimaste attive, evitando l’invio ad altri impianti dei rifiuti prodotti nei nostri Comuni”.
Fanno sapere da Acsr: “La tecnologia scelta non richiede un apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. Le vasche di digestione sono sigillate, l’impianto è in depressione con sistemi di biofiltri che permettono un abbattimento significativo delle emissioni odorigene, un tema molto sentito dalle comunità che vivono vicino a impianti di questo tipo. Inoltre, l’incremento del traffico pesante sarà estremamente contenuto: solo quattro mezzi aggiuntivi al giorno tra ingressi e uscite. Dal punto di vista energetico, il bilancio è largamente positivo. A fronte di consumi complessivi dell’impianto pari a 5 mila MWh all’anno, la sola produzione di biometano supera i 35 mila MWh annui netti. Ciò significa che ogni anno il biodigestore restituirà al territorio sei volte l’energia che Acsr consuma, contribuendo in modo sostanziale alla transizione ecologica del territorio cuneese”.

Francesco Galanzino, CEO di Entsorga Italia S.p.A., evidenzia il risultato tecnico e organizzativo raggiunto: “Costruire un biodigestore di questa complessità in poco più di quindici mesi, rispettando i vincoli del Pnrr, è stata una sfida entusiasmante. Abbiamo installato tecnologie all’avanguardia, con un cantiere in spazi ristretti. Non era facile rispettare i tempi, abbiamo anche avuto un inverno rigido come non accadeva da anni. Ma il vero successo è stato il lavoro di squadra con Acsr: una committenza pubblica competente e determinata, che ha saputo affrontare insieme a noi gli imprevisti senza mai perdere di vista l’obiettivo finale”.
L’apertura del nuovo impianto di Borgo San Dalmazzo si inserisce nel più ampio percorso intrapreso dall’Unione Europea per rafforzare la propria sicurezza energetica e accelerare la transizione verso un sistema a basse emissioni di carbonio. Negli ultimi anni, infatti, l’Europa ha avviato una strategia mirata a ridurre in modo significativo la dipendenza dal gas naturale importato, puntando su una maggiore produzione interna di energia da fonti rinnovabili. In questo contesto, il piano REPowerEU ha fissato obiettivi ambiziosi per incrementare la produzione di biometano, riconosciuto non più come una soluzione di nicchia, ma come una fonte immediatamente disponibile e integrabile nelle infrastrutture esistenti, per sostituire parte del gas fossile e migliorare l’autosufficienza energetica del continente. Parallelamente, strumenti come NextGenerationEU mobilitano risorse senza precedenti per accelerare gli investimenti in infrastrutture e tecnologie pulite e innovative, favorendo lo sviluppo di progetti in grado di coniugare crescita economica e sostenibilità. Sul fronte normativo, la RED (Renewable Energy Directive) III alza ulteriormente l’asticella, stabilendo obiettivi vincolanti per arrivare a produrre almeno il 42,5% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 (con l’obiettivo di arrivare al 45%) e rafforzare i target di riduzione delle emissioni climalteranti nei settori energetici e industriali.
Gli impianti di digestione anaerobica e produzione di biometano come il nuovo biodigestore di ACSR S.p.A. rivestono perciò un ruolo chiave, contribuendo alla valorizzazione degli scarti organici e al tempo stesso alla decarbonizzazione. Progetti strategici, che rappresentano un tassello concreto verso un sistema energetico sempre più indipendente, sostenibile e resiliente.

L’inaugurazione ufficiale del biodigestore è fissata per il 15 maggio 2026 alle ore 15 presso la sede Acsr Spa di Borgo San Dalmazzo. Sabato 16 maggio, dalle ore 9 alle ore 12, l’impianto sarà aperto alla cittadinanza con visite guidate a gruppi, ogni 30 minuti, per permettere a tutti di vedere da vicino come l’umido si trasformerà in energia e fertilizzante.
BORGO SAN DALMAZZO Borgo San Dalmazzo - biodigestore












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