Fauna selvatica, Cia Cuneo: “Il sistema degli indennizzi va radicalmente riformato”
Il presidente provinciale Bozzolo: “Un meccanismo gravato da appesantimenti burocratici che scoraggia gli agricoltori dal presentare domanda per i bandi regionale”“Approfittare delle opportunità offerte dal bando della Regione Piemonte in scadenza il prossimo 31 marzo, che finanzia interventi di difesa dalla fauna selvatica, per rafforzare la prevenzione e migliorare la convivenza tra agricoltura, allevamenti e animali selvatici”. È l’appello lanciato dal presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, Marco Bozzolo, che invita le aziende agricole del territorio a valutare con attenzione la misura regionale.
“Si tratta di un bando che offre opportunità concrete e interessanti per migliorare la coesistenza tra attività agricole e fauna selvatica – dichiara Bozzolo – e che va nella direzione giusta, cioè quella della tutela preventiva, riducendo il ricorso agli indennizzi per le predazioni”.
Un sistema, quello basato sugli indennizzi, che secondo Bozzolo mostra limiti evidenti: “Oggi ci troviamo di fronte a un meccanismo poco efficiente, gravato da ritardi e appesantimenti burocratici che spesso scoraggiano gli agricoltori dal presentare domanda. In molti casi si rinuncia perfino a denunciare i danni subiti, con il risultato di falsare anche le statistiche sulle predazioni, che appaiono inferiori alla realtà”.
Bozzolo auspica una revisione profonda: “Il sistema del risarcimento non tiene conto del valore del lavoro agricolo e dei mancati guadagni causati dagli attacchi della fauna selvatica. È necessario riformarlo in modo radicale, parallelamente serve incentivare con decisione la prevenzione”.
Il bando regionale, in scadenza a fine marzo, concede sostegni particolarmente rilevanti, con finanziamento al 100% delle spese ammissibili, sotto forma di contributo in conto capitale.
Tra le spese ammesse rientrano, a titolo esemplificativo, la realizzazione di recinzioni fisse o mobili anche elettrificate per la protezione degli animali durante il ricovero notturno, la costruzione di micro-unità abitative per il personale addetto alla custodia degli animali al pascolo, l’acquisto di cani da guardiania e l’installazione di sistemi di dissuasione acustici o luminosi contro le intrusioni della fauna selvatica.
La spesa minima ammissibile è pari a 500 euro per beneficiario, mentre quella massima raggiunge i 20.000 euro per ciascuna operazione di investimento; ogni soggetto può presentare una sola domanda di aiuto. Possono accedere agricoltori singoli o associati, consorzi di scopo, altri gestori del territorio pubblici o privati e soggetti collettivi, inclusi i beneficiari di interventi di cooperazione che comprendano soggetti in possesso dei requisiti richiesti.
“Invitiamo le aziende agricole a cogliere questa occasione – conclude Bozzolo – perché investire oggi nella prevenzione significa ridurre i conflitti, proteggere il lavoro degli allevatori e costruire un equilibrio più sostenibile tra attività produttive e presenza della fauna selvatica sul territorio”.
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