Fondazione Crc, i sindaci dicono no al “superpresidente”
L’eventuale prolungamento dei mandati di presidente e consiglieri generali, disallineati rispetto al cda, non piace ai “grandi elettori” di Cuneo, Mondovì e Alba“Grazie, ma no grazie”, rispondono i sindaci di Cuneo, Alba e Mondovì alla Fondazione Crc in merito in merito alla dibattuta questione dell’addendum Acri.
A palazzo Vitale era convocata per il pomeriggio di lunedì, quasi in contemporanea con l’apertura dei lavori del Consiglio comunale nel vicino municipio di Cuneo, la riunione con gli stakeholders istituzionali in merito alla questione. Il tema è la revisione del protocollo con cui il ministero dell’Economia e delle Finanza e l’Acri, l’associazione delle casse di risparmio italiane, regolano gli investimenti finanziari delle fondazioni ma anche i loro organigrammi interni.
A far discutere è in particolare la possibilità di allungare i termini del mandato dei presidenti e dei consigli generali delle fondazioni bancarie, portandoli dagli attuali quattro fino a sei anni. Un’opzione che le singole fondazioni devono decidere se esercitare o meno e che comporta qualche grattacapo con la politica. Perché portare il limite a sei anni, di fatto, significa disancorare la durata degli incarichi da quelli dei sindaci che hanno diritto di esprimere le proprie nomine nei consigli generali.
A novembre Patrizia Manassero, Alberto Gatto e Luca Robaldo avevano sollecitato un chiarimento a riguardo con la Crc. “Ringraziamo il presidente Gola e il Consiglio Generale per il confronto avviato su un tema particolarmente delicato come quello dell’addendum, per il coinvolgimento di tutti gli stakeholder e per l’ascolto attento delle diverse posizioni” dicono, all’indomani dell’incontro, i tre “grandi elettori”.
“Abbiamo apprezzato - aggiungono - l’approfondimento svolto anche dal punto di vista tecnico, che ha contribuito a chiarire i diversi aspetti. Al contempo, ribadiamo le nostre valutazioni, perché convinti che l’attuale modello di governance (che non prevede un disallineamento della durata del mandato dei componenti degli organi) della Fondazione abbia dimostrato nel tempo di funzionare efficacemente”. Un aspetto da rimarcare, infatti, è anche che il possibile allungamento interesserebbe il presidente e i consiglieri, ma non i componenti del consiglio di amministrazione. Aspetto che suscita ulteriori perplessità e che aveva portato la sindaca del capoluogo a dirsi preoccupata per “un disordine tra gli enti di indirizzo e la fondazione che può alterare la relazione tra gli enti di nomina e la fondazione”.
“Quello di lunedì - concludono i tre sindaci - è stato un primo incontro e abbiamo accolto con favore la disponibilità del presidente e del Consiglio a proseguire il dialogo attraverso ulteriori momenti di confronto”.
CUNEO cuneo - Patrizia Manassero - Alberto Gatto - Fondazione Crc - Alba - Mauro Gola - Mondovì - Fondazioni - Comuni - Sindaci - luca robaldo

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