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    CUNEO - domenica 10 maggio 2026, 10:33

    Giraudo controreplica a Calderoni: "Interessarmi della sicurezza di Cuneo non significa attaccare la città"

    Prosegue il botta e risposta tra il Sindaco e il consigliere regionale: "Se è a conoscenza di luoghi in cui si spaccia droga a Roccavione, me li indichi"
    Cuneodice.it Giraudo controreplica a Calderoni: "Interessarmi della sicurezza di Cuneo non significa attaccare la città" Cuneodice.it

    Riceviamo e pubblichiamo la replica di Paolo Giraudo al consigliere regionale Mauro Calderoni, che a sua volta aveva commentato il video pubblicato sui social dal sindaco di Roccavione sul tema della sicurezza nella città di Cuneo.

    Egregio Direttore,
    ho letto con attenzione la lettera del consigliere regionale Mauro Calderoni pubblicata da alcune testate giornalistiche e lo ringrazio per la premura con cui mi invita a occuparmi di Roccavione. Lo rassicuro subito: me ne occupo. Ogni giorno. E, per fortuna, non da solo, ma con il contributo indispensabile della mia Giunta, del vicesindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali e di tutte le persone che collaborano con l’Amministrazione.

    Detto questo, mi permetto di chiarire un punto: interessarmi della sicurezza di Cuneo non significa “attaccare Cuneo”. Significa semplicemente conoscere il territorio in cui viviamo, aprire gli occhi, osservare la realtà, ascoltare i cittadini: dovrebbe essere la base per un amministratore. Cuneo è il capoluogo: i cittadini di Roccavione, come quelli di tanti altri Comuni vicini, la frequentano per motivi essenziali. Ci vanno per le scuole, per l’ospedale, per gli uffici, per i servizi. E ci vanno anche per piacere, perché Cuneo è una bella città, che io stesso frequento volentieri.

    Proprio frequentandola, però, capita anche di vedere alcune criticità. Alcune le vedo io, altre le segnalano i cittadini, altre ancora finiscono sui giornali perché sono fatti di cronaca di pubblico dominio. Mi pare curioso che farlo notare venga considerato propaganda populista. Evidentemente, per alcuni, il problema non è ciò che accade: è chi osa dirlo.

    La sicurezza di Cuneo mi interessa anche per un motivo molto semplice: la criminalità non si ferma al cartello stradale con scritto “fine Comune”. Se in un capoluogo crescono degrado, spaccio o microcriminalità, il rischio è che questi fenomeni si spostino anche nei paesi vicini. Questo non è populismo: è buon senso amministrativo.

    Quanto a Roccavione, il consigliere Calderoni stia tranquillo. In meno di due anni abbiamo lavorato molto: abbiamo mantenuto solidi i conti del Comune, investito sui servizi scolastici, sostenuto mensa, doposcuola e assistenza, lavorato su manutenzioni, sentieri, frazioni, viabilità e promozione del territorio. E soprattutto abbiamo visto un dato che considero molto importante: a Roccavione sono nate o stanno nascendo ben otto nuove attività. Mentre altrove purtroppo molte serrande si abbassano, da noi alcune si rialzano. Non sarà una rivoluzione mondiale, ma per un piccolo Comune è un segnale concreto di fiducia.

    Ci siamo occupati anche di sicurezza, naturalmente. Abbiamo collaborato con le Forze dell’Ordine, sollecitato una maggiore presenza sul territorio e investito sulla videosorveglianza, anche grazie al lavoro dell’assessore con delega alla sicurezza. Le situazioni a cui il consigliere allude sono state affrontate e risolte più di un anno fa.

    A questo proposito, visto che io Cuneo la frequento e per questo mi permetto di parlarne, vorrei chiedere al consigliere Calderoni: lei a Roccavione viene spesso? Se è a conoscenza di luoghi in cui si spaccia droga, me li indichi. Mi farebbe un favore, e lo farebbe soprattutto ai cittadini. In ogni caso è sempre il benvenuto: lo invito volentieri a fare un giro per il paese, magari anche a visitare le nuove attività che stanno aprendo. Potrebbe essere una piacevole sorpresa.

    Il consigliere sostiene che il mio non sia il modo giusto per risolvere i problemi. Può darsi. Ma allora chiedo: qual è il modo giusto? Segnalare ciò che accade, ascoltare i cittadini, chiedere più attenzione e più controllo non serve a nulla? Serve forse girarsi dall’altra parte? Serve spiegare alle persone che si sentono insicure che si sbagliano, che è solo una loro impressione, che va tutto benissimo?

    Io credo che chi amministra debba fare esattamente il contrario: ascoltare, verificare, intervenire. Anche quando il tema è scomodo. Anche quando qualcuno preferirebbe non parlarne.

    Perché la collaborazione tra enti locali è certamente un valore. Ma collaborare non significa tacere. Significa avere il coraggio di guardare i problemi in faccia e affrontarli insieme.

    Con cordialità, e con l’invito sempre aperto a venire a Roccavione.

    Paolo Giraudo
    Sindaco di Roccavione

    Redazione
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Mauro Calderoni - Paolo Giraudo

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