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    CUNEO - giovedì 4 giugno 2026, 16:29

    Giulia Marro: “La Regione permetta alle Rsa di aprire le porte ai non ospiti per l’ultimo saluto”

    La consigliera regionale: “Non si tratta di abbassare gli standard sanitari, al contrario di consentire l’utilizzo di spazi realmente autorizzati e controllati”
    Cuneodice.it Giulia Marro Cuneodice.it
    Giulia Marro

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Sull’ultimo saluto nelle RSA, nelle case di riposo e negli spazi individuati dai Comuni serve una scelta politica chiara. La Regione Piemonte deve prendere atto delle richieste che arrivano dai sindaci, da UNCEM e dai territori montani: così com’è, la disciplina non risponde pienamente ai bisogni reali delle comunità locali.

    La nota interpretativa regionale ha reso evidente il problema. Da un lato, la legge consente il trasporto della salma a cassa aperta, per il periodo di osservazione, anche in case di riposo, strutture per anziani o persone con disabilità e luoghi idonei individuati dai Comuni. Dall’altro, però, limita l’utilizzo delle RSA ai soli casi in cui la persona defunta fosse già ospite della struttura. È proprio questo il nodo da sciogliere.

    Quando ho presentato il mio emendamento all’Omnibus 2025, che apriva alle RSA e agli spazi individuati dai comuni, l’obiettivo era dare più strumenti ai Comuni, più libertà alle famiglie e più dignità alle comunità, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree montane. In molti territori non esistono case funerarie vicine, non sempre è possibile ospitare la salma in abitazione e spesso gli unici spazi adeguati, già dotati di locali idonei e sottoposti a controlli, si trovano proprio nelle strutture residenziali per anziani.

    Per questo la Regione deve avere il coraggio di correggere la norma. Non si tratta di abbassare gli standard sanitari, né di rinunciare a sicurezza, igiene, decoro e vigilanza. Al contrario: si tratta di consentire l’utilizzo di spazi realmente idonei, autorizzati e controllati, anche nelle RSA, previo consenso della struttura e nel rispetto della tutela degli ospiti, del personale e delle famiglie.

    La distinzione rigida tra strutture utilizzabili e RSA escluse rischia di produrre un effetto assurdo: nei territori in cui mancano alternative, si impedisce proprio l’uso degli spazi più prossimi e spesso più adeguati. È un problema concreto, non teorico. Lo stanno dicendo i sindaci, lo stanno dicendo gli amministratori delle vallate alpine, lo sta dicendo UNCEM. Ed è una questione che va al di là dei colori politici.

    Su questo tema esistono anche interessi economici evidenti. È legittimo che ogni categoria difenda il proprio punto di vista, comprese le realtà che gestiscono case funerarie. Ma la Regione non può costruire le proprie scelte guardando solo a un modello privato e centralizzato. Deve guardare prima di tutto alle famiglie, ai Comuni e alle aree interne.

    Mi unisco quindi a chi chiede alla Giunta regionale di intervenire rapidamente, con un correttivo normativo o con ogni strumento utile, per permettere ai Comuni di individuare anche nelle RSA spazi idonei al commiato, non solo per gli ospiti della struttura, quando siano garantite tutte le condizioni sanitarie, organizzative e di dignità necessarie.

    Sono disponibile a incontrare sindaci, UNCEM e amministratori interessati per costruire una proposta condivisa da portare in Regione. Il punto politico deve rimanere che l’ultimo saluto non può diventare un privilegio per chi vive vicino ai grandi centri o può permettersi costi aggiuntivi, altrimenti sarà evidente che i discorsi istituzionali che si fanno sull’importanza dei piccoli comuni e delle aree montane si svuotano di senso.

    Giulia Marro
    Consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra 

    Redazione
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Regione Piemonte - Anziani - rsa - Giulia Marro - Case di Riposo - avs

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