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    CUNEO - martedì 7 luglio 2026, 14:14

    “I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro

    La consigliera regionale di Avs denuncia le criticità derivanti dall’applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD: “Un percorso che merita massima riservatezza”
    Cuneodice.it “I servizi per le dipendenze devono restare ad accesso diretto”: l'appello di Giulia Marro Cuneodice.it

    La consigliera regionale di Avs Giulia Marro denuncia le criticità derivanti dall'applicazione della ricetta dematerializzata nei SerD, che obbliga a registrare digitalmente e nominativamente la prestazione sanitaria prima di poterla erogare, rischiando così - secondo lei - di creare un passaggio burocratico che nei SerD può ostacolare l’accesso diretto, riservato e anche anonimo alle cure. “Il mio question time sulle criticità che stanno colpendo i Servizi per le Dipendenze (SerD) piemontesi non è stato ammesso perché giudicato non urgente - interviene la consigliera -. Una decisione che lascia perplessi, mentre servizi fondamentali per la cura delle dipendenze stanno segnalando problemi concreti e, in alcuni casi, hanno già procedure bloccate”.

    “Il SerD deve restare un servizio ad accesso diretto: una persona che ha un problema di dipendenza deve potersi rivolgere al servizio senza dover prima passare dal medico di base, o senza ostacoli burocratici e con la garanzia della massima riservatezza, perché proprio la possibilità di essere accolta in modo rapido, protetto e anche anonimo, quando previsto, è ciò che permette a molte persone di chiedere aiuto senza paura di essere esposte o stigmatizzate — prosegue Giulia Marro —. Le conseguenze sono già evidenti. Alcune Asl stanno riscontrando difficoltà, e in alcuni casi l'impossibilità, di accedere ai laboratori per effettuare esami ematochimici e test tossicologici perché viene richiesta la ricetta dematerializzata. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sulla continuità dei percorsi di cura”.

    Marro ricorda inoltre che la Giunta era già stata investita di una criticità molto simile. “Solo pochi mesi fa la collega Alice Ravinale aveva presentato un question time sulle Neuropsichiatrie infantili, dove si stavano verificando problemi analoghi. In quella sede l'assessore Riboldi aveva risposto che non era previsto l'obbligo della ricetta dematerializzata e aveva annunciato un approfondimento tecnico con le aziende sanitarie. A quell'impegno, però, non è mai stato dato seguito. Oggi ci ritroviamo con criticità analoghe che coinvolgono anche i SerD, segno che il problema non è stato affrontato”.

    “Fa impressione che la Regione trovi sempre il tempo per parlare di droga quando si tratta di repressione, sicurezza o inasprimento delle pene, ma consideri non urgente discutere dei servizi che ogni giorno curano le persone con dipendenza. La lotta alle dipendenze non si fa con gli slogan: si fa mettendo nelle condizioni di lavorare chi, ogni giorno, accoglie e prende in carico le persone più fragili”.

    “Per questo ho trasformato il question time in un'interrogazione urgente. Lo faccio, però, ben sapendo che troppo spesso le interrogazioni ricevono risposta ben oltre i tempi previsti dal regolamento, svuotando di efficacia uno degli strumenti di controllo a disposizione delle opposizioni. Mi auguro che questa volta non accada come per l'interrogazione della collega Ravinale: una risposta formale seguita da nessun intervento concreto. Perché quando i servizi continuano a segnalare gli stessi problemi, significa che le promesse non bastano più — termina la consigliera di Avs —. Continueremo a insistere perché i SerD rappresentano un presidio essenziale della sanità pubblica. Se tre servizi che segnalano le stesse criticità non rappresentano un'urgenza per la Regione Piemonte, è legittimo chiedersi quale sia oggi il concetto di urgenza”.

    c.s.
    luogo CUNEO
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    Tag:
    sanità - Dipendenze - Question time - Aiuto - Giulia Marro - Ricetta dematerializzata - serd - avs - Riservatezza

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