Il caso Delmastro sbarca in Consiglio regionale: "Chiorino si dimetta"
La vicepresidente della Regione faceva parte della società "Le 5 Forchette" insieme alla figlia di Mauro Caroccia, condannato con aggravante mafiosa. Martedì prossimo l'informativa di CirioTiene banco anche nel Consiglio regionale del Piemonte il caso “5 Forchette”, che vede coinvolti, oltre al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, anche la vicepresidente della Regione Elena Chiorino e il consigliere regionale Davide Zappalà, tutti esponenti di Fratelli d’Italia. La vicenda, emersa nell’ambito di un’inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano, riguarda la gestione del ristorante “Bisteccherie d’Italia” a Roma, di cui Delmastro deteneva il 25% delle quote: il 50% apparteneva invece a Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa nell’inchiesta “Affari di famiglia” della Dda di Roma relativa al clan Senese.
All’interno della società, costituitasi a Biella, c’erano con il 5% delle quote anche i già citati Chiorino e Zappalà, il restante 15% era suddiviso tra Cristiano Franceschini, segretario di Fratelli d’Italia a Biella e assessore al Comune di Biella, e un’altra persona. Delmastro, Chiorino e Zappalà erano poi usciti dalla compagine societaria.
Il caso, come detto, ha tenuto banco anche in Consiglio regionale, con la minoranza sulle barricate per chiedere chiarimenti. In apertura della seduta odierna Vittoria Nallo (Sue) ha chiesto un’informativa del presidente Alberto Cirio e della stessa Chiorino per fare luca sulla vicenda: a nome del governatore, assente perché a Bruxelles, è intervenuto l’assessore Vignale, spiegando che la Giunta “è disponibile a chiarire e che la Commissione legalità è il luogo migliore per rispondere”.
È intervenuta anche Gianna Pentenero (PD), che ha annunciato una mozione per chiedere le dimissioni di Chiorino: "Si tratta di un fatto politico gravissimo, è grave che Cirio non senta esigenza di chiarire in Consiglio”. La richiesta di chiarire in Consiglio e non in Commissione è arrivata anche da Sarah Disabato (M5S): "Non si tratta di giudicare la persona, ma l’opportunità politica di stringere legami con persone condannate, la vicepresidente deve dimettersi”. Dello stesso avviso Alice Ravinale (AVS): “Non facciamo i giudici, ma l’opportunità politica della vicenda ci fa dubitare dell’integrità morale della vicepresidente. Se la vicepresidente non si dimette, le si devono ritirare le deleghe”.
Dopo una riunione dei capigruppo, il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha comunicato la calendarizzazione dell’informativa di Cirio e Chiorino per martedì prossimo.
CUNEO Consiglio regionale - Elena Chiorino

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