Il futuro del turismo passa dai borghi: la sfida della provincia di Cuneo
Nel panorama nazionale solo pochi comuni minori riescono ad esprimere il proprio potenziale. Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori: "Non è un limite, ma un'opportunità"Una nuova sfida si profila all'orizzonte per la provincia di Cuneo? Ne è convinto Giorgio Chiesa, presidente dell'Associazione Albergatori, che prende una posizione netta sull'argomento turismo nella zona del cuneese.
“Come Presidente dell’Associazione Albergatori, guardo ai dati della recente ricerca Confturismo-Isfort con grande attenzione, ma soprattutto con una chiara convinzione: per la nostra provincia di Cuneo, i piccoli borghi non sono solo "luoghi di passaggio", ma il vero cuore pulsante di un nuovo modello turistico”. La ricerca citata evidenzia come in Italia solo una piccola percentuale di comuni minori riesca oggi ad esprimere appieno il proprio potenziale.
“Per noi”, continua il Presidente Chiesa “questo non è un limite, ma una straordinaria opportunità di crescita.” Conferma Danilo Rinaudo, Presidente Confcommercio Provincia di Cuneo “Il nostro territorio possiede un’identità unica, fatta di cultura, stile di vita ed enogastronomia, che non può essere delocalizzata. Tuttavia, per trasformare questo potenziale in valore economico e occupazionale, dobbiamo fare un salto di qualità. Il turista di oggi è tecnologico, informato e cerca l'autenticità.” L’importanza della cultura come volano di crescita del turismo è all’attenzione di Confcommercio anche a livello nazionale - la creazione di Confcultura ne è la prova – continua Rinaudo “Dobbiamo interiorizzare una cultura dell'ospitalità che sia professionale e diffusa. La sfida per i nostri comuni è quella di diventare "primattori", facendo proprie le conoscenze di gestione dell'accoglienza che noi operatori del settore applichiamo quotidianamente.”
Un borgo turistico è un ecosistema che deve essere pronto ad accogliere con infrastrutture di contorno essenziali: dalla cartellonistica e segnaletica per garantire che il turista si orienti con facilità, vivendo un'esperienza fluida dalla porta di ingresso del paese fino ai percorsi naturalistici o culturali; ai servizi accessori: i piccoli negozi di paese, le botteghe, gli artigiani, i produttori locali. Sono loro il primo punto di contatto, la vera anima che accoglie e racconta l'identità del borgo. Senza una rete commerciale attiva e integrata nell'offerta turistica, il borgo rischia di apparire come una cartolina statica, anziché come una destinazione viva.
Rincara Chiesa “Condivido pienamente le preoccupazioni espresse dal Presidente di Confturismo, Manfred Pinzger, sull'accessibilità. Senza infrastrutture e collegamenti adeguati, anche il borgo più affascinante della nostra provincia rischia l'isolamento. Ma l'infrastruttura non è solo stradale: è digitale, è organizzativa, è capacità di fare rete. Come Associazione, il nostro obiettivo è promuovere un turismo che sia "spalmato" su tutto l'anno, combattendo la stagionalità e valorizzando le aree interne che troppo spesso sono rimaste ai margini dei grandi flussi. La nostra responsabilità sociale è quella di rendere lo sviluppo economico dei borghi cuneesi sostenibile e innovativo.”
Conclude Rinaudo “Il turismo, nel nostro territorio, è l'acceleratore necessario per rigenerare i centri minori e creare nuove opportunità per i nostri giovani. La strada è tracciata: investire in accoglienza, curare il decoro e i servizi, e soprattutto, lavorare insieme — imprese, istituzioni e comunità — per rendere la provincia di Cuneo una destinazione che non si visita, ma che si vive.”
CUNEO turismo - chiesa - Attualità

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