"In difesa dei Sindaci con la schiena dritta"
L'ex consigliere provinciale Paolo Chiarenza interviene sulle polemiche seguite alle celebrazioni per il 25 aprileRiceviamo e pubblichiamo.
Egregio direttore,
nella coalizione di centrodestra ci sono due categorie di sindaci. Una, che pur non volendo seguire l’andazzo di sinistra di diffondere il nuovo inno ufficiale di raccolta “Bella ciao”, si affretta comunque a rivendicare la Resistenza e le imprese partigiane – che si riscoprono dopo tanti anni a getto continuo – giurando sul loro indiscutibile antifascismo. Costoro non sentono il coraggio e il dovere di dedicare un pensiero di commemorazione alle vittime della “parte sbagliata” della guerra civile; nesssuno fa memoria del “sangue versato dai vinti”.
L’altra categoria è quella che ha il coraggio delle proprie idee di destra, nazionali, sociali e cattoliche. Una categoria che rivendica un’Italia unita e pacificata, che superi gli odi, i rancori, le divisioni di una guerra civile che gli ex comunisti redivivi vogliono permanente per evidenti ragioni politiche.
Quest’anno poi il 25 aprile ha scatenato più che mai i pruriti antifascisti degli esponenti del Pd e AVS, come è confermato dalle polemiche sollevate in alcuni Comuni cuneesi. Di fronte alle testimonianze storiche di una provincia di Cuneo chiaramente integrata nei fastigi del Ventennio, è gran fatica per loro correre dietro a situazioni “scabrose” che si rivelano ovunque.
Io difendo i sindaci con la schiena diritta, dalle idee e princìpi chiari e coerenti, che magari leggono libri di storia non a senso unico. Sindaci che in nome della democrazia e della libertà di tutti i cittadini facciano squillare il Canto degli Italiani di Mameli, e non un inno partigiano che è evidentemente di parte. Essi sono garanzia di vita civile ed equanime per il proprio Comune. Per fortuna, di questa categoria, i Sindaci in provincia di Cuneo sono tanti.
Ringrazio per l’attenzione, cordialmente.
Paolo Chiarenza
Redazione
CUNEO Paolo Chiarenza
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