In valle Roya la protesta contro il raddoppio del Tenda: "Ma resta l'unica via percorribile"
Marcello Bevilacqua, fondatore del gruppo Facebook "Colle di Tenda", contesta le ragioni della mobilitazione: "Chi dice che il progetto è superfluo dimostra scollegamento dalla realtà"Marcello Bevilacqua, fondatore del gruppo Facebook Colle di Tenda, interviene sulla mobilitazione annunciata per il fine settimana dal collettivo "1 Tunnel e Basta", che chiede di abbandonare il raddoppio del tunnel del Tenda per dirottare i fondi sul potenziamento della ferrovia Cuneo-Ventimiglia.
In merito al recente comunicato diffuso riguardante la viabilità del Colle di Tenda e la proposta di rinunciare al ripristino della vecchia galleria per concentrare il traffico esclusivamente sulla nuova canna a doppio senso, le comunità, i lavoratori e i rappresentanti del territorio esprimono il proprio totale e fermo dissenso.
Liquidare il progetto della seconda canna come "superfluo" o, peggio, dipingere lo sviluppo della SS20 come la nascita di un'improbabile "autostrada" d’alta quota, dimostra una profonda scollegamento dalla realtà geografica e tecnica del nostro territorio.
Di seguito si replicano e si chiariscono i motivi tecnici, normativi ed economici per cui il raddoppio del tunnel resta l’unica via percorribile:
1. Sicurezza e vie di fuga: la lezione del passato non ha insegnato nulla?
La storia dei trafori alpini ha ampiamente dimostrato che le gallerie monodirezionali (a canna doppia) garantiscono standard di sicurezza infinitamente superiori rispetto al doppio senso in canna unica. In caso di incidente, incendio o avaria di un mezzo pesante, la seconda canna non è un "lusso", ma rappresenta l'unica via di fuga sicura per i viaggiatori ed evita il blocco totale del valico, scongiurando un nuovo isolamento forzato della Val Vermenagna e della Val Roya.
2. Limiti strutturali e stringenti normative europee
Sostenere che la nuova canna possa accogliere permanentemente il traffico a doppio senso significa ignorare le rigide direttive europee sulla sicurezza dei tunnel transfrontalieri (Direttiva 2004/54/CE). Per geometria, dimensioni e sistemi di ventilazione integrati in fase di costruzione, la nuova galleria è stata progettata per il transito monodirezionale. Forzare un doppio senso permanente su questa struttura andrebbe contro i requisiti minimi di sicurezza imposti dall'Europa, riducendo la portata dei mezzi e la fluidità del traffico.
3. Sopravvivenza economica e sociale delle valli
Il collegamento stabile, rapido e sicuro tra Italia e Francia è l'ossigeno economico per le nostre vallate. Pendolari, lavoratori frontalieri, artigiani e il comparto turistico ed estivo non possono continuare a dipendere da semafori, fasce orarie e sensi unici alternati. Il raddoppio definitivo è l'unico investimento in grado di garantire il diritto alla mobilità e di fermare lo spopolamento e la crisi economica di un intero territorio che attende risposte da oltre dieci anni.
4. Lo spettro dell'"Autostrada": una mistificazione della realtà
Definire questa arteria un'autostrada è tecnicamente impossibile e fuorviante. La conformazione morfologica della statale, caratterizzata da tornanti stretti, dossi, curve e attraversamenti di centri abitati, impedisce strutturalmente qualsiasi scorrimento veloce o pesante ad alta densità. Il raddoppio del tunnel serve a fluidificare il traffico normale di collegamento, non a creare un corridoio autostradale che la montagna stessa rifiuta.
Chiediamo con forza alle istituzioni italiane e francesi, ad Anas e alla Commissione Intergovernativa di non farsi distrarre da narrazioni parziali. Il "minuto dopo" l'inaugurazione della nuova canna è già passato: ora è il momento di pretendere i finanziamenti, la trasparenza e l'avvio immediato dei lavori per il recupero della vecchia galleria. Il territorio non accetterà compromessi al ribasso che ne ipotechino il futuro.
LIMONE PIEMONTE Tenda

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