"Italiano e orgogliosamente antifascista": Cirio tra gli studenti a Dronero
Il governatore del Piemonte parla del 25 aprile, tra pensieri e aneddoti personali: "La libertà? Spesso non capiamo la sua importanza"Un cineteatro Iris gremito, la partecipazione attiva degli studenti di una classe quinta, i sindaci del territorio e il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Dronero si risveglia così per onorare il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Ottantuno anni dopo questa data continua a evocare valori fondamentali, un ponte tra la memoria storica e le nuove generazioni.

L’evento è stato inaugurato dalle note del duo Duccio-Adele. Dopo i saluti e i ringraziamenti delle autorità locali presenti in sala, la parola è passata ad Alberto Cirio in un lungo e appasionato monologo sull'importanza del 25 aprile e dei suoi valori di libertà: "Io vorrei che vivessimo il 25 aprile come una festa, un momento di rinnovo dell'impegno per far sì che questa liberta e il rispetto verso chi ha dato la vita per noi per abbattere un regime che aveva distrutto i valori del nostro paese. Mi rivolgo ai ragazzi. Questa è una festa, dobbiamo essere gioiosi. Questa è la festa della libertà, un qualcosa di straordinario. Spesso facciamo fatica a capirne l’importanza: molti la paragonano all’aria, non la vediamo e non la sentiamo, ma se non ci fosse non potremmo vivere. Questa libertà non è stata gratuita. Ha avuto un costo di vite umane: sono coloro che ci hanno permesso di vivere liberi".
Valori che sono stati trascritti nella Costituzione, a cui il presidente della regione fa riferimento con un aneddoto personale: "Dopo la caduta del regime non bastava solo affermare la libertà, occorreva anche regolarla. Servivano delle regole, scritte poi nella Costituzione: il regalo più bello che ci hanno lasciato le madri e i padri costituenti. Sono proprio queste norme a garantire la nostra libertà e a stabilire quando e come lo Stato debba intervenire, agendo sempre secondo quanto è stato scritto. Nel 2020 ero diventato presidente della regione e ci fu il Covid. Dovetti prendere delle decisioni importanti, ma quella che mi fece più male fu la scuola. I pediatri avevano parlato chiaramente sulla chiusura della scuola, ma dall'altra parte c'è il diritto all'istruzione. Chiamai il presidente Mattarella... mi disse di leggere la Costituzione. Lì ho capito che il diritto alla vita viene prima di tutto. È lì che troviamo le regole per garantire le coscienze democratiche. Questo è il risultato di quello che ci hanno lasciato i partigiani. Ecco perché dobbiamo impegnarci ad attuarla tutti i giorni. Questo è ciò che dobbiamo prendere da questa giornata: un sentimento di gratitudine, ma anche di impegno quotidiano specialmente ora, con quello che stiamo vivendo a livello internazionale".
Prima di lasciare il palco il presidente Cirio ha voluto chiudere così il suo discorso: "Questa giornata deve portarci a trasmettere questi valori. Per questo ringrazio chi mi ha regalato questo tricolore, che porterò con me perché sono il presidente della regione, ma sopratutto sono Alberto Cirio: italiano e orgogliosamente antifascista".
DRONERO Dronero - Attualità


Condividi