La Granda è sopra la media per numero di mense scolastiche, ma con ampi divari tra i comuni
Nell’anno scolastico 2024-2025 meno della metà delle scuole statali di Cuneo città garantiva il pranzo. La conferma dai dati del ministero, rielaborati da OpenpolisNon in tutti i comuni del Cuneese la mensa scolastica è garantita allo stesso modo. E anche a livello nazionale il quadro non è omogeneo: il Nord si colloca sopra la media italiana, con il Piemonte tra le regioni più virtuose, mentre in diverse aree del Paese la copertura è ancora ridotta o assente. Un aspetto che va oltre la disponibilità di uno spazio dove pranzare: la mensa permette il tempo pieno e le attività pomeridiane, favorisce la socialità e garantisce un pasto equilibrato.
Nell’anno scolastico 2024-2025 gli edifici scolastici statali erano 39.351 e, di questi, 14.362 disponevano di uno spazio mensa: il 36,5% del totale. Dietro quel dato si nascondono ampie differenze territoriali. Nel Nord-Ovest la quota sale al 50,8%, nel Centro al 41,6% e nel Nord-Est al 38,3%. Più basse le percentuali nel Sud (24,1%) e nelle Isole (22,3%). I dati, diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, sono rielaborati dalla fondazione indipendente Openpolis, che fornisce anche informazioni specifiche sui vari comuni.
A livello regionale, il Piemonte è la seconda regione italiana dopo la Valle d’Aosta (71,9%) per percentuale di edifici dotati di mensa: il 62,6%. Subito dietro si collocano Liguria (59,5%) e Toscana (59,1%). All’estremo opposto si trovano invece Lazio (25,3%), Calabria (22,5%), Campania (18,1%) e Sicilia (14,4%). La spaccatura tra Nord e Sud si conferma anche a livello provinciale. Sono 53 le province che superano la media nazionale. Tra queste, la maggioranza si trova nel Centro-Nord. I territori con le incidenze più elevate sono Valle d’Aosta (71,9%), Imperia (68,3%), Biella (67,6%) e Vercelli (66,2%). In fondo alla classifica si collocano Trapani (12,6%), Catania (8%), Napoli (7,7%) e Ragusa (3,7%).
Analizzando la situazione del Cuneese, ci sono comuni in cui l’offerta raggiunge il 100%, come Vinadio, Ormea, Margarita, Entracque e Guarene, e comuni in cui il dato è più basso. Ad esempio, a Chiusa di Pesio l’80% delle scuole statali offre il servizio mensa, mentre a La Morra la percentuale scende al 66,7%. Peggiore – ma ancora sopra alla media italiana – la situazione a Mondovì (57,7%) e a Sant’Albano Stura (50%). A Cuneo città il 48,9% degli istituti prevede la mensa, percentuale che scende al 44,4% ad Alba.
Ci sono però anche zone che si collocano al di sotto della media nazionale, come Villanova Mondovì (20%), Bernezzo (16,7%) e Ceva (14,3%). Numerosi sono anche i comuni in cui nessuna scuola statale garantisce il servizio mensa: da Vernante a Roccaforte Mondovì, da Manta a Cervere. Anche nella provincia Granda, quindi, la situazione è tutt’altro che omogenea.
Eppure le mense rappresentano un presidio contro la povertà alimentare, un fenomeno che non coincide solo con la mancanza di cibo, ma anche con l’impossibilità per alcune famiglie di accedere a un’alimentazione adeguata e di qualità. Un pasto bilanciato non è solo una questione calorica: incide sulla crescita, sulla prevenzione di malnutrizione, sovrappeso ed eventuali patologie. La mensa ha anche un ruolo educativo: oltre a insegnare abitudini alimentari sane, permette a bambini e bambine di condividere con i propri pari un momento diverso, lontano dai banchi. Non mancano poi le conseguenze sulle famiglie perché la mensa dà la possibilità ai genitori di coniugare con più facilità gli impegni lavorativi con il lavoro di cura nei confronti dei figli.
CUNEO scuola - Mensa - Infanzia

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