La Regione riduce le distanze tra edifici e cimiteri, protestano le associazioni ambientaliste
La presa di posizione dei referenti provinciali di Legambiente, Pro Natura, Cuneo Birding, Lipu e Italia Nostra: "I Consigli comunali mantengano il vincolo di 200 metri"Riceviamo e pubblichiamo.
Non può passare inosservata, da parte di chi si occupa della tutela dell’ambiente e del paesaggio, la recente modifica legislativa, inserita dalla Regione Piemonte nella legge di Bilancio del 30 dicembre 2025, riguardante la riduzione del vincolo cimiteriale.
Non ci convincono le argomentazioni e le dichiarazioni trionfalistiche rilasciate in questi giorni sugli organi di stampa da parte del proponente, l’Assessore Regionale all’Urbanistica: “Una svolta per i piccoli Comuni, una vera opportunità di sviluppo e di governo del territorio”.
Giova ricordare all’Assessore e agli addetti ai lavori che, prima ancora che il R.D. n 1265/1934 normasse la distanza di rispetto con vincolo di inedificabilità dal perimetro dei cimiteri, il buon senso e la saggezza degli amministratori dei paesi di montagna e collina hanno pianificato e costruito anzitempo i cimiteri in luoghi ben lontani dai centri abitati. Le motivazioni di tali scelte si possono sintetizzare nella tutela delle esigenze sanitarie, nella sacralità del luogo e nella possibile futura espansione del plesso cimiteriale.
La norma vigente del Testo Unico delle Leggi sanitarie del 1934 ha stabilito una fascia di inedificabilità di almeno 200 metri dal perimetro dei cimiteri per la costruzione di nuovi edifici, un vincolo assoluto, di rispetto della pietas, con deroghe solo per le opere pubbliche di interesse generale, previa valutazione sanitaria.
Con la recente modifica approvata con un emendamento alla legge di Bilancio del 30 dicembre 2025, si è ridotta la distanza minima da 200 a 50 metri al fine di consentire a Comuni di poter costruire in prossimità del perimetro cimiteriale.
A questo punto sono doverose alcune considerazioni: l’attuale vincolo storico di inedificabilità di 200 metri rappresenta per molti Sindaci, in particolare dei piccoli Comuni, come dichiarato dai proponenti, “un ostacolo allo sviluppo edilizio e alla valorizzazione del territorio”.
È questa l’opportunità di un futuro sviluppo urbanistico, in adiacenza alle aree cimiteriali, che la montagna/collina oggi invoca per contrastare lo spopolamento e l’abbandono? La ratio della nuova norma quali interessi pubblici persegue?
Sicuramente per alcuni casi un condono/sanatoria per chi non ha rispettato negli anni il vincolo assoluto di inedificabilità nelle aree di rispetto, ai quali non è mai stata applicata la norma della demolizione da parte di chi ne aveva il potere ed il dovere, e ora si vede premiato.
Quale la reale necessità di “nuovo sviluppo edilizio” (con vista Campo Santo), quando già oggi molte case di montagna sono vuote, abbandonate, degradate e recuperabili senza comportare nuovo consumo di suolo?
Sul consumo di suolo la Regione Piemonte non ha finora dimostrato di voler invertire la tendenza; ci attendiamo finalmente da parte dell’Assessore all’Urbanistica segnali e proposte concrete; lo stesso Assessore dovrebbe spiegare quale “valorizzazione del territorio” produrrà la nuova norma.
Considerato che la nuova norma non ha abrogato la precedente, ma ha lasciato la facoltà ai Comuni di derogare dai 200 metri ai 50 metri, rivolgiamo un appello ai Consigli comunali, a cui spetta la decisione finale, di riconfermare la storica norma di vincolo dei 200 metri quale area di rispetto dal perimetro cimiteriale, in caso di adeguamento degli strumenti urbanistici vigenti.
Una particolare attenzione si richiede alle Autorità competenti che dovranno esprimere un parere in merito all’applicazione della nuova norma attraverso istruttorie approfondite e motivazioni rafforzate, quali: la Azienda Sanitaria Locale per l’espressione del parere igienico-sanitario, la Soprintendenza per il rispetto del Codice dei Beni culturali, del paesaggio e del valore storico testimoniale (D. Lgs. 42/2004), le Commissioni locali per il paesaggio per la tutela del decoro e della funzione cimiteriale.
Cuneo, 7 gennaio 2026
Bruno Piacenza, presidente Legambiente Cuneo
Domenico Sanino, presidente Pro Natura Cuneo
Albino Gosmar, presidente Cuneo Birding
Patrizia Rossi, delegata Lipu Cuneo
Alberto Collidà, presidente Italia Nostra Cuneo
CUNEO Cimitero

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