Le missioni del Comune? Paga la Fondazione
Nessuna spesa per le attività istituzionali di Cuneo, compreso il discusso viaggio a New York: “Strombazzato, ma senza ricadute” maligna Boselli (Indipendenti)“Paga la Fiat!” dicevano i militanti torinesi dell’autonomia operaia, nei caldi anni Settanta, all’epoca in cui andava di moda la “spesa proletaria” in ristoranti e negozi. Qualcuno che paga davvero c’è, invece, per le missioni istituzionali del Comune di Cuneo. Ma non è il municipio.
Lo si apprende dalla risposta che la sindaca Patrizia Manassero ha dato all’interpellanza sul tema presentata, nell’ultimo Consiglio comunale, da Giancarlo Boselli di Indipendenti. “Non c’è un carico sul bilancio comunale di euro alcuno” fa sapere la prima cittadina. Perché ad aprire il portafoglio, in occasione delle due missioni di relazione istituzionale portate avanti dall’amministrazione, è stata la Fondazione Crc. Il caso più discusso è quello del recente viaggio a New York che ha visto impegnata la stessa sindaca, insieme all’assessore alle Manifestazioni Sara Tomatis e alla dirigente del settore Cultura Michela Ferrero.
Centrata sulla promozione della castagna di Cuneo, la missione ha avuto il suo fulcro in una serata al consolato italiano a New York e nella partecipazione al Summer Fancy Food, dove la Regione Piemonte aveva uno stand di promozione. “Ci sono stati incontri con operatori economici, promotori di viaggio e giornalisti” spiega Manassero. Quattro i giorni di permanenza, con costi totali di 12.096 euro e una spesa di 11.160 euro per il catering. È sempre la fondazione “vicina di casa” a finanziare con 15mila euro l’altro progetto culturale con la città di Santa Fè in Argentina, che vede come partner il Rotary Club.
“Non abbiamo capito per quali motivi non sia stato possibile informare preventivamente il consiglio su queste missioni internazionali di cui, per gran parte, abbiamo saputo solo a posteriori dai mezzi d’informazione” aveva lamentato Boselli. Non risparmiandosi, nella replica, qualche osservazione al vetriolo sul “tanto strombazzato viaggio a New York”: “Doveva far conoscere al mondo la nostra piccola fiera del marrone e non siamo affatto contrari a iniziative di marketing, anzi le abbiamo sollecitate. Ma non crediamo che la missione a New York porti chissà quali ricadute: non è un articolo su un giornale o la presenza di chi non sappiamo nella sede del consolato. Forse la ricaduta non è stata di grande rilievo, in termini di partecipanti alla serata”. Un appunto a parte riguarda il “conto” saldato: “Vantarsi perché la spesa è stata pagata dalla fondazione è ridicolo: i soldi della fondazione sono soldi nostri”.
Le polemiche non investono invece l’altro grande ambito di intervento all’estero, quello legato alla cooperazione internazionale. Qui un ruolo importante, ricorda la sindaca, l’ho avuta la cuneese Lvia, che sarà prossimamente ospite di una commissione dedicata al tema della solidarietà oltre confine.
“Abbiamo iniziato con un progetto di cooperazione internazionale nel 2019 per sostenere l’attività dei giovani e dei migranti di ritorno, con Lvia e il comune di Thiès Ouest in Senegal” spiega Manassero. Ne sono seguite altre ancora fra Senegal, Bolivia e Guinea. Non un impegno gravoso, in termini di tempo: le missioni sono state sei dal 2019, con una media di quattro o cinque giorni per ciascuna.
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