Mentre Rixi esulta, al Tenda si lavora per un'opera che avrebbe dovuto essere conclusa sei anni fa
I recenti passi avanti non cancellano il passato (e ciò che resta da fare): i toni trionfali del viceministro andrebbero forse lasciati nel cassetto“L’ampliamento delle aperture del Tunnel di Tenda per tutta l’estate è un risultato concreto ottenuto grazie al lavoro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Anas, insieme alle Regioni Piemonte e Liguria e al confronto costante con la Francia”. Si apre così la nota diffusa pochi minuti fa dal viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporto Edoardo Rixi, a poche ore dalla riunione della Conferenza intergovernativa che ha ridefinito e ampliato gli orari di apertura del tunnel del colle di Tenda per il periodo estivo.
Scrive l’esponente della Lega: “Abbiamo ascoltato le richieste dei territori, delle imprese e degli operatori turistici e abbiamo lavorato affinché il tunnel fosse il più possibile fruibile nel periodo di maggiore afflusso. Allo stesso tempo proseguiamo lungo il percorso concordato ad Antibes col ministro Tabarot per realizzare la seconda galleria. Dopo anni di rinvii e promesse, questo Governo ha riportato il Tunnel di Tenda al centro dell’agenda infrastrutturale, rispettando gli impegni assunti e trasformandoli, passo dopo passo, in risultati concreti”.
Un comunicato dai toni estremamente entusiastici. Forse eccessivamente, perchè malgrado l’apertura (parziale) dello scorso anno ritardi, rinvii e scadenze non rispettate non sono prerogativa esclusiva dei Governi precedenti, ma hanno caratterizzato anche i primi anni di questo esecutivo. Quella del Tenda è una storia da cui nessuno, tra coloro che hanno amministrato il Paese e il territorio negli ultimi vent’anni, può prendere le distanze, quale che sia il colore politico. La soddisfazione per i risultati raggiunti è senz'altro legittima, lo è meno raccontare la verità a modo proprio.
E se ormai ci si è abituati a un tunnel aperto a metà - lo sarà ancora per diversi mesi - non è giusto rassegnarsi a un certo tipo di narrazione parziale da parte di chi governa. Così come non è giusto tollerare ancora certi toni trionfali - anche un po' fastidiosi per chi il prezzo delle chiusure l'ha pagato sulla sua pelle e con le sue tasche - mentre nel 2026 sono in corso i lavori per un'opera che da cronoprogramma iniziale avrebbe dovuto essere conclusa nel 2020. E che ad oggi resta lontana dall'essere ultimata.
LIMONE PIEMONTE Tenda - rixi

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