“Nessun blocco delle assunzioni di personale sanitario”: la Regione smentisce
I dubbi dopo la diffusione di una nota alle Asl: “L’obiettivo non è sospendere il reclutamento, ma aggiornare il fabbisogno” precisano gli uffici del grattacieloNessun blocco delle assunzioni nel servizio sanitario regionale. La Regione Piemonte interviene per smentirle le ricostruzioni avanzate dopo l’invio di una nota alle aziende sanitarie. Quanto emerso, assicurano dagli uffici del grattacielo, “non corrisponde al contenuto della nota”.
L'obiettivo del provvedimento “non è sospendere il reclutamento del personale, ma avviare una ricognizione straordinaria per aggiornare il fabbisogno e verificare la distribuzione delle risorse già presenti nelle aziende sanitarie e programmare le future assunzioni sulla base delle effettive esigenze assistenziali dei territori”. La stessa nota specifica infatti che la ricognizione “non deve essere intesa come blocco generalizzato e indistinto”, ma come una misura finalizzata a verificare la coerenza tra fabbisogni, modelli organizzativi e risorse disponibili.
“Negli ultimi anni - continua il comunicato - la Regione Piemonte ha compiuto uno dei più importanti investimenti sul personale sanitario della propria storia. Come certificato dall'ultimo Osservatorio regionale sul personale, dal 2019 gli organici del servizio sanitario regionale sono aumentati di 4.200 unità, di cui 2.260 dal giugno 2023, tra personale del comparto e dirigenti. Un incremento che testimonia la volontà della Regione di rafforzare concretamente la sanità pubblica”.
“Chi parla di blocco delle assunzioni racconta una realtà che non esiste. La lettera inviata alle Aziende chiede esclusivamente ai direttori di fare una fotografia della situazione esistente, non soltanto sotto il profilo numerico, ma anche delle competenze assegnate e della distribuzione del personale tra le diverse strutture. Lo scopo è rilanciare un piano assunzionale sempre più mirato alle esigenze reali, effettive e attuali dei pazienti piemontesi” dichiara l'assessore alla Sanità Federico Riboldi.
“Una ricognizione non è un blocco. È una scelta di responsabilità che punta a garantire a tutte le strutture sanitarie del Piemonte le stesse opportunità di rispondere ai bisogni dei cittadini, valorizzando al meglio gli oltre 4.200 professionisti assunti in questi anni e continuando a investire sulla sanità pubblica. Assumere è fondamentale e il fatto che il Piemonte primeggia a livello nazionale con un + 3% rispetto alla media italiana, ne è la dimostrazione; ma è altrettanto fondamentale fare in modo che ogni professionista sia impiegato dove serve davvero ai cittadini. È questo il senso della ricognizione avviata dalla Regione” conclude Riboldi.
CUNEO sanità - Piemonte - regione - Asl - Federico Riboldi

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