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    CUNEO - Tuesday 03 March 2026, 11:35

    Nuovo ospedale di Cuneo, anche la Fondazione pressa l’assessore: “La pazienza è colma”

    “Non si sa quando verrà messa la prima pietra” dice Silvia Merlo. Tutti i consiglieri contro il partenariato di Icardi: solo Riboldi “salva” il predecessore
    Nuovo ospedale di Cuneo, anche la Fondazione pressa l’assessore: “La pazienza è colma”
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    Non è un saluto di prammatica al neo direttore dell’ospedale e nemmeno un intervento solo “istituzionale” quello con cui Silvia Merlo, presidente della Fondazione Ospedale di Cuneo, striglia l’assessore Federico Riboldi e con lui la sanità regionale sulla questione nuovo ospedale.

    “La pazienza di noi cuneesi è colma” tuona l’imprenditrice, menzionando in Consiglio comunale i ritardi accumulati dall’inizio del progetto: “Ho assistito più volte a un cronoprogramma che man mano andava avanti nel tempo, oggi chiedo un’indicazione puntuale delle risorse e che vengano monitorate anche nel quantum. Quello attuale - continua, riferendosi al nuovo scadenzario di Riboldi - è un cronoprogramma che non fa vedere quando verrà messa la prima pietra, ma soprattutto quando verrà consegnato l’ospedale”. In effetti l’orizzonte temporale illustrato arriva fino al novembre 2028, data programmata per l’invio del progetto di fattibilità all’Inail che dovrà esprimere il suo parere e sborsare i finanziamenti.

    “Il ricorso non può essere uno stop alla progettazione: devono esserci fatti concreti” avverte Merlo, riferendosi allo stop temporaneo imposto dalla grana Inc. Basta con il balletto dei direttori generali, domanda la presidente della Fondazione: “Chiedo una governance stabile, competente e duratura, perché è importante sapere che chi inizierà questo ospedale lo porterà anche alla fine. Chiedo, infine, un tavolo permanente di confronto dove i portatori di interesse siano allineati”.

    Richieste ai vertici della sanità che si aggiungono a quelle esplicitate non solo dalla sindaca Patrizia Manassero, relative soprattutto alle modalità di finanziamento dell’Inail, ma anche dal presidente della Provincia Luca Robaldo e dalla sindaca di Borgo San Dalmazzo Roberta Robbione, in veste di rappresentante della conferenza dei sindaci dell’Asl Cn1. Per Robaldo “il primo auspicio è quello di una sempre più importante sinergia con le due Asl presenti sul territorio. I cittadini non fanno differenze e chiedono che sia garantito il diritto alle cure, indipendentemente alle strutture a cui accedono”. Robbione invece vuole sapere “come si stia sviluppando il piano sanitario per l’assistenza territoriale”: “Stiamo vedendo terminare i lavori delle case di comunità sui territori, ma dobbiamo avere certezze sulle risorse che saranno messe in campo per farle funzionare”.

    Il consiglio comunale sul nuovo ospedale

    Tempo perso sul PPP: “Ora la realtà è sotto gli occhi”

    Nel dibattito tra i consiglieri il convitato di pietra è il predecessore di Riboldi, l’ex assessore alla Sanità regionale Luigi Genesio Icardi. Il partenariato pubblico privato, in sigla PPP, è un’idea sua, rivendicata anche di recente ma osteggiata da tutti nell’assemblea cittadina. “Ci siamo scontrati sulla necessità che questo ospedale fosse pubblico e non privato. - esordisce Beppe Lauria (Indipendenza) - Abbiamo impiegato anni e oggi ci venite a spiegare che si andrà in quella direzione. Di questo la devo ringraziare, sottolineando che il cambiamento di rotta avviene all’interno di una maggioranza che non è cambiata”. Abbiamo altri due problemi, aggiunge: “La viabilità di accesso all’ospedale di cui non si è parlato, nonostante sia passato inutilmente del tempo, e cosa si farà degli spazi lasciati liberi dall’attuale ospedale”.

    “Oggi si parte da zero perché si è sbagliata la scelta iniziale della sede e ritengo continui a essere sbagliata” insiste Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), rimettendo in discussione la scelta del Carle e più in generale di un nuovo ospedale: “Nel piano sanitario si dà molta importanza ai servizi territoriali ma le uniche risorse impegnate riguardano la costruzione degli ospedali”. Al commissario uscente, presente insieme a Riboldi e a Ripa, va l’onore delle armi: “Se non ci fosse stato Tranchida a dire no al partenariato, questo ospedale ci avrebbe fatti andare incontro a un tracollo”.

    “Questo ospedale che la città di Cuneo aspetta da tempo ha ritardi clamorosi, non per il destino cinico e baro ma per scelte compiute da chi ha la responsabilità diretta per la realizzazione dell’opera” attacca Giancarlo Boselli (Indipendenti), esprimendo dubbi sui fondi garantiti da Riboldi: “La certezza del finanziamento Inail ci sarà solo quando sarà presentato il progetto esecutivo”. Preoccupa, poi, il futuro dell’attuale Santa Croce: “Un’incognita permane su ciò che verrà fatto dell’area che sarà liberata”.

    Sulle scelte di Icardi ritorna Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), il primo a fare i conti in tasca al partenariato, a suo tempo: “Ora la realtà è sotto i nostri occhi ed è chiaro anche a voi che la scelta dell’Inail porterà a un risparmio nel corso degli anni di decine di milioni di euro, come da noi sostenuto allora: la scelta purtroppo è arrivata con quattro anni di ritardo”. C’è un’altra opzione ancora più economica, sostiene il consigliere, ovvero il finanziamento statale diretto: “Permetterebbe di velocizzare l’opera in modo ottimale e risparmiare centinaia di milioni”. Sul progetto del Carle i dubbi riguardano lo stato delle aree (“sono tutte acquisite?”) e quel che succederà alla sede durante i lavori: “Realizzare posti letto ha costi importanti e non si può pensare a un modulo temporaneo per spostare l’attuale attività del Carle”.

    “Dopo anni di discussione, cambi di strategia e incertezze siamo ancora fermi” lamenta Claudia Carli dalle file del Partito Democratico: “Nel 2020 era stato finanziato l’ospedale con fondi statali ma si è preferito dare credito al PPP che di fatto ha comportato solo anni di attesa inconcludente, a cui si è abbinata anche una forte instabilità nella governance ospedaliera. Cuneo e il suo ospedale meritano un trattamento migliore”. Critiche al partenariato anche da Centro per Cuneo, nell’intervento di Maria Laura Risso: “Non abbiamo mai sostenuto con convinzione il partenariato pubblico privato perché intravedevamo il rischio di un aumento dei costi e una contraddizione rispetto al principio della sanità pubblica”.

    Il consiglio comunale sul nuovo ospedale

    Il nodo irrisolto della viabilità a Confreria

    Il nodo su Confreria riguarda soprattutto la viabilità, con il rischio, evidenziato dal centrista Silvano Enrici, di congestionare via Carle: “Dovrete intervenire su una frazione con un grande movimento di auto: abbiamo già una provinciale che è la più praticata del territorio”. Ne parla anche il capogruppo Vincenzo Pellegrino: “Riteniamo fondamentale richiamare il quadro di collegamento autostradale con particolare riferimento al lotto 1.6, un collegamento strategico anche per l’ospedale”. Circa il Santa Croce, rassicura, “si è pensato anche al dopo, quel che verrà fatto sull’area che verrà dismessa”.

    “I ritardi legati ai ricorsi possono essere giustificabili, quello che non è giustificabile è quando il rallentamento è imputabile alla politica” osserva Luca Paschiero (Cuneo Civica), mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Garnero polemizza con Carli: “L’ospedale non è di destra né di sinistra, puntare il dito non fa bene a nessuno”. Da Mario Di Vico (Cuneo Civica) un accenno al problema delle liste d’attesa: “Devo fare un’ecografia all’addome: mi sono prenotato il 28 gennaio, mi hanno indicato il 28 dicembre”.

    Il consiglio comunale sul nuovo ospedale

    Sulle liste d’attesa “vediamo il fondo del tunnel”

    Le repliche arrivano sia da Livio Tranchida, commissario uscente dell’Aso, che dall’assessore. Il manager si concentra sui rilievi relativi all’insufficiente comunicazione con l’Asl: “Ricordo la collaborazione stretta tra ospedale e Asl sul tema delle neurologie e il protocollo che vede la ginecologia di Cuneo e di Savigliano collaborare per il punto nascita in una formula totalmente innovativa, a livello nazionale”. Riboldi invece prende le difese del suo predecessore: “Non ci sono due linee del governo regionale, c’è una linea precedente e una successiva. Il ricorso al PPP e ci avrebbe indubbiamente permesso di risparmiare alcuni mesi, ma l’aumento fuori previsione di 130 milioni di euro non poteva essere recepito”. Da Icardi, dice, arriva “una difesa comprensibile del suo operato”.

    Sul tema dei tempi per le prestazioni, infine, “siamo riusciti a recuperare in un anno il numero di prestazioni pre Covid. Per alcune specialità i tempi sono ancora inaccettabilmente lunghi, ma vediamo il fondo del tunnel di un problema davvero serio come quello delle liste d’attesa”.

    Il consiglio comunale sul nuovo ospedale

    Andrea Cascioli
    luogo CUNEO
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    cuneo - Partito Democratico - santa croce e carle - viabilità - Beppe Lauria - Giancarlo Boselli - sanità - lavori - Confreria - Provincia - Consiglio comunale - Ugo Sturlese - Fratelli d'Italia - Comune - Cuneo per i Beni Comuni - Ospedale - Piemonte - regione - Massimo Garnero - Luigi Icardi - Silvano Enrici - luca paschiero - maria laura risso - Centro Per Cuneo - liste d'attesa - luca robaldo - Mario Di Vico - Livio Tranchida - Partenariato - roberta robbione - Vincenzo Pellegrino - Indipendenti - Silvia Merlo - Cuneo Mia - Claudio Bongiovanni - Claudia Carli - Federico Riboldi - Fondazione Ospedale di Cuneo - Indipendenza! - Cuneo Civica
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