Per i marciapiedi rotti di Cuneo ci sono 50mila euro all’anno. Anche il Pd chiede più interventi
“Ormai c’è chi fa percorsi alternativi sotto i portici” sostiene Boselli (Indipendenti). “I soldi arrivano solo con i grandi bandi” lamenta Sturlese (Cbc)Non è solo il “salotto” di piazza Galimberti ad affrontare con buche e pietre rotte - se n’è parlato, l’ultima volta, a febbraio - ma tutta la città, dove più, dove meno. Un florilegio di marciapiedi interrotti o allagati, nel quartiere Cuneo Centro, lo ha portato il consigliere Giancarlo Boselli (Indipendenti) illustrando un’interpellanza dedicata appunto ai marciapiedi: “Dopo tanto tempo i sottofondi sono insufficienti e sono notevolissime le frantumazioni e le sbrecciature: ho allegato una decina di fotografie, ma il lavoro che è stato fatto aveva evidenziato una casistica di 70-80 segnalazioni”.
Una situazione che a detta dell’ex assessore si sta aggravando e a fronte del quale, riferisce, “mi è stato detto che ormai si sono costruiti ‘percorsi alternativi’. C’è chi fa il giro sotto i portici per evitare i punti in cui non si può transitare”. A cogliere lo spunto dalla maggioranza è Santina Isoardi del Partito Democratico, ampliando il discorso alle frazioni: “L’intera rete urbana necessita di una riqualificazione profonda: se nel cuore della città il problema sono i lastroni in pietra, in molte altre zone i cittadini devono fare i conti con l’asfalto sgretolato, buche e radici che rendono il cammino un percorso. Un marciapiede dissestato in periferia è pericoloso quanto in via Roma”.
Quel che si chiede è “che si metta finalmente in atto quel piano di manutenzione diffusa che vado auspicando da tempo. La cura della città dev’essere uniforme e costante per restituire dignità a ogni quartiere”. Dalla minoranza Beppe Lauria (Futuro Nazionale) bacchetta l’amministrazione: “Avete avuto in questi anni e negli anni precedenti tanti di quei soldi che avreste potuto non solo mettere a posto i marciapiedi, ma rifare una città nuova”.

Analogo rimprovero giunge da Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia): “In alcuni punti gli interventi sono stati fatti, è ovvio che per rimettere in senso tutto occorrerebbe un importo notevole. I soldi a disposizione sono stati tanti e bisognava pensare a queste situazioni che si protraggono da tempo”. Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) punta il dito contro i meccanismi di finanziamento degli enti locali: “La struttura della finanza locale ormai è tale che andiamo avanti con grandi bandi per grandi opere: gli stadi, gli ospedali nuovi e tutto ciò che mette in azione grandi masse di denaro. Bisognerebbe riflettere sul ruolo di questi bandi nazionali o europei, perché alla fine non si governa niente”.
In qualche modo gli dà ragione l’assessore ai Lavori pubblici Luca Serale, confermando che la coperta è corta: per i marciapiedi il Comune stanzia circa 50mila euro all’anno, cifra che lo stesso assessore riconosce come non sufficiente. In centro, soprattutto, “la geometria dei lastroni non dà una mano alla manutenzione”: troppo grandi, oltre che vetusti. Per questo dov’è possibile si punta a sostituirli: “Siamo passati da lastre talvolta di 250 cm quadrati a lastre di 50-70 cm”.

La manutenzione viene comunque assicurata, tramite un ufficio apposito e una squadra pronta ad intervenire in casi di necessità: “In piazza del Cottolengo abbiamo rifatto i camminamenti, in una zona sensibile perché in quell’area abbiamo potenzialmente persone con maggiori problemi di deambulazione. Abbiamo situazioni, soprattutto a livello frazionale, che richiederebbero maggiore attenzione anche nelle asfaltature. Ma dai soldi oggi a disposizione non possiamo attingere”.
Da Boselli, oltre alla promessa di verificare i futuri lavori sui marciapiedi segnalati, giunge un richiamo: “Le denunce dei cittadini che sono caduti a causa dello stato dei marciapiedi sono tantissime. E ci risulta che non ricevano risposte esaurienti in merito al risarcimento del danno”.
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