Piemonte, regione solida: meno del 9% delle aziende a rischio insolvenza. Brilla Cuneo
La provincia spicca con la percentuale più bassa, il 5,2%, corrispondente a 3.227 imprese considerate a rischio. I dati emergono dall’osservatorio Business Scan 2026Il Piemonte si conferma come una regione "forte" dal punto di vista aziendale. Le imprese a rischio insolvenza si mantengono al di sotto della media nazionale. Le imprese attive in regione sono 397.325 e, su queste, l’incidenza delle imprese a rischio insolvenza, in un orizzonte di 12 mesi, si attesta all’8,6%, pari a 34.170 aziende, a fronte di una media italiana del 12,1%, ovvero 674 mila imprese a rischio sul totale nazionale di 5.570.296 imprese attive (Sevendata su dati CCIAA).
Nel confronto nazionale, il Piemonte si colloca tra le regioni con livelli di rischio sotto la media. Incidenze più elevate si osservano nel Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano proprio in Piemonte (8,6%), in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d’Aosta (7,5%) e Veneto (9%). Su base annua, la quota di imprese a rischio in Piemonte è cresciuta di 0,7 punti percentuali, a fronte di una crescita media nazionale dell’1%.
I dati emergono dall’osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull’intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.
Dentro i confini regionali, l’analisi per provincia evidenzia una variabilità contenuta ma significativa: l’incidenza più elevata di imprese a maggiore rischio si osserva a Novara (10,1%, 2.840 imprese a rischio), Alessandria (9,5%, 3.461 imprese a rischio), Torino (9,4%, 19.695 imprese a rischio), Biella (9,1%, 1.336 imprese a rischio) e Vercelli (9,0%, 1.265 imprese a rischio), mentre valori più bassi si registrano nelle province di Asti (7,9%, 1.641 imprese a rischio), Verbano-Cusio-Ossola (7,3%, 854 imprese a rischio) e Cuneo (5,2%, 3.227 imprese a rischio).
“Le imprese del Piemonte nel 2026 si collocano in base al livello di rischio insolvenza sui 12 mesi tra le realtà più solide a livello nazionale, con un’incidenza significativamente inferiore alla media italiana, confermando un’elevata tenuta complessiva del tessuto produttivo – commenta Fabrizio Vigo, Ceo e co-founder di Sevendata –. L’analisi provinciale evidenzia differenze contenute, con un’incidenza leggermente più elevata a Novara, Alessandria, Torino, Beilla e Vercelli e un profilo più solido a Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola e Asti. La regione mantiene una capacità di resilienza che si spiega con la qualità e la composizione della sua base produttiva: accanto a una forte presenza del comparto commerciale, e a settori rilevanti come costruzioni, agricoltura e logistica, il territorio beneficia di una struttura produttiva equilibrata e diversificata. Allo stesso tempo, alcuni indicatori segnalano che la resilienza non va data per scontata: il lieve incremento della quota di imprese a rischio e la flessione contenuta del survival rate indicano un contesto in cui la tenuta dipende sempre più dalla capacità delle imprese di preservare equilibrio finanziario, continuità operativa e posizionamento di mercato in uno scenario macroeconomico dinamico in grado di gestire fenomeni di incertezza”.
In termini di concentrazione del tessuto imprenditoriale, il Piemonte fa registrare una variazione annuale delle imprese attive pari a -0,6%, a fronte della media italiana che registra il saldo negativo (-0,8%). Il maggior numero di imprese attive è a Torino (52,7% del totale regionale pari a 209.516 aziende), seguita da Cuneo (15,6%, 62.050 imprese), Alessandria (9,2%, 36.427 imprese) e Novara (7,1%, 28.122 imprese), mentre Asti (5,2%, 20.777 imprese), Biella (3,7%, 14.677 imprese), Vercelli (3,5%, 14.061 imprese) e Verbano-Cusio-Ossola (2,9%, 11.695 imprese). Sul fronte della dinamica annua delle imprese attive, la regione mostra un andamento in lieve contrazione, confermando un quadro complessivamente stabile.
La lettura demografica regionale indica un saldo negativo tra nuove imprese e cessazioni: il tasso di natalità si attesta al 5,3%e la mortalità al 5,8% (saldo -0,5 punti percentuali). Anche gli indicatori di resilienza mostrano una buona tenuta: il survival rate – tasso di sopravvivenza – delle imprese nate nel 2024 e ancora attive nel 2026 è pari al 92,8%, in lieve calo rispetto al biennio 2022–2024 (93,6%).
Dal punto di vista settoriale, il numero più alto di aziende attive si registra nel commercio (22,5%), seguito da costruzioni (16,1%) e agricoltura e pesca (11,4%). Le incidenze di rischio insolvenza più elevate si riscontrano nelle attività estrattive in cava (28,4%), nelle attività legate alla gestione di acqua e rifiuti (17,6%), nei fornitori di energia (15,9%) e nelle attività di trasporto e magazzinaggio (12,1%). Le attività meno a rischio sono invece quelle legate ad agricoltura e pesca (2,3%), attività finanziarie e assicurative (2,4%) e altri servizi (3,2%).
CUNEO cuneo - Piemonte - Attualità

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