Sanità in Piemonte, Azione: “Disavanzo da 900 milioni e liste d’attesa infinite”
Il commento del segretario provinciale Giacomo Prandi: “Definire i bisogni di cura come ‘desideri’ è distante dalla realtà che vivono ogni giorno i cittadini”Azione esprime forte preoccupazione per la situazione del sistema sanitario regionale, segnato da un disavanzo che sfiora i 900 milioni di euro e da tempi di attesa sempre più lunghi per visite ed esami. Una crisi che, anche a livello cittadino, si traduce in difficoltà concrete per l’accesso alle cure e mette sotto pressione l’intero sistema ospedaliero locale.
“Il quadro che emerge è allarmante e non consente letture rassicuranti – dichiara Giacomo Prandi, segretario provinciale e vice regionale di Azione -. Definire i bisogni di cura come ‘desideri’ è distante dalla realtà che vivono ogni giorno i cittadini. Siamo di fronte a un sistema che fatica a garantire prestazioni nei tempi necessari, mentre il disavanzo continua a crescere. A ciò si aggiunge un contesto nazionale in cui le risorse per la sanità pubblica risultano insufficienti a coprire l’aumento dei costi e dell’inflazione, con effetti diretti sull’organizzazione dei servizi e sulle liste d’attesa”.
“A Cuneo, il tema riguarda da vicino anche il presente e il futuro dell’ospedale cittadino – aggiunge Nicolò Musso segretario cittadino di Azione Cuneo –. Il dibattito sulle strutture sanitarie non può essere separato dalla qualità dei servizi offerti oggi: senza un rafforzamento concreto del personale e dell’organizzazione, il rischio è che anche le prospettive di sviluppo restino sulla carta. In questo contesto, cresce anche la pressione sul pronto soccorso, che registra un numero sempre più elevato di accessi, con diverse decine di migliaia di ingressi all’anno e picchi giornalieri che mettono in difficoltà la capacità di risposta del servizio. Una quota significativa di questi accessi riguarda codici a bassa priorità, spesso legati proprio alle difficoltà di accesso alla medicina territoriale e alle lunghe liste d’attesa”.
“La vera emergenza è la rinuncia alle cure – prosegue Nadia Toselli, responsabile Welfare di Azione Cuneo –. Sempre più cittadini sono costretti a rivolgersi al privato per ottenere prestazioni in tempi accettabili. Chi non può permetterselo, spesso rinuncia. È una situazione che non può essere accettata. Il diritto alla salute deve essere garantito concretamente, ogni giorno. Il risultato è un sovraffollamento cronico, con tempi di attesa che possono superare diverse ore e permanenze prolungate nei locali del pronto soccorso, ben oltre gli standard previsti. Una situazione che comporta un ulteriore stress per operatori sanitari già in condizioni critiche e che incide sulla qualità complessiva dell’assistenza”.
“Come Azione sosteniamo da tempo una necessaria una revisione profonda delle politiche sanitarie, - conclude Prandi - che metta al centro la riduzione immediata delle liste d’attesa, il potenziamento della medicina territoriale e investimenti strutturali sul personale. Serve una visione chiara che consideri la sanità non come un costo, ma come un investimento fondamentale per la comunità. I cittadini chiedono un sistema sanitario che funzioni davvero, capace di dare risposte oggi, non solo promesse per il futuro”.
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