Sempre più giovani, sempre più soli. L'identikit di chi si rivolge alla Caritas
Il numero di persone in carico ai servizi della Diocesi di Cuneo e Fossano è in continuo aumento. Presentato il rapporto sul 2025Sempre più giovani, sempre più soli. È questo, in estrema sintesi, l’identikit di chi si rivolge alla Caritas diocesana di Cuneo e Fossano. Il quadro emerge dall’edizione 2025 del report redatto dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas. Un rapporto intitolato “La solitudine (n)ei numeri primi” che è stato diffuso già nei giorni scorsi, ma che è stato presentato nel dettaglio stamattina, martedì 19 maggio, in Sala Vinay a Cuneo.
“I numeri sono in aumento è questo era prevedibile. Osserviamo che una fetta sempre più ampia di chi si rivolge ai nostri servizi è rappresentata da persone sole, sia giovani che anziane”, ha detto in apertura Enrico Manassero, direttore della Caritas diocesana.
Nel 2025 la rete Caritas della Diocesi di Cuneo e Fossano ha incontrato e assistito 1.866 persone: alcune di queste sole, altre a titolo di “capofamiglia”. Tra queste, 598 si rivolgevano per la prima volta ai servizi Caritas, il 32% del totale. Rispetto al 2024 si è registrato un aumento dell’8% degli utenti. L’incremento è però particolarmente significativo se si allarga l’orizzonte all’ultimo quinquennio: nel 2021 si erano rivolte alla Caritas “solo” 1.116 persone, per un aumento nei cinque anni che tocca il 67%.
Un altro dato che emerge è quello relativo all’età sempre più precoce di chi si avvale dei servizi della Caritas, una tendenza registrata a livello nazionale: se nel 2021 gli under 25 in carico alla Diocesi di Cuneo e Fossano erano il 5% del totale, nel 2025 il dato è salito all’8,3%, con un incremento costante dal 2022 a oggi. L’89% di loro è straniero.
Aumenta anche la percentuale delle persone sole, le cosiddette “famiglie monocomponente”: nel 2025 hanno rappresentato l’83% degli utenti che si sono rivolti ai Centri diocesani e il 37% di chi si è rivolto alle parrocchie, dati che nel 2024 erano rispettivamente dell’82 e del 31%.
In particolare, un dato significativo emerge prendendo in analisi solo le donne che si rivolgono ai Centri di Ascolto: quelle italiane rappresentano il 33% del totale, ma la percentuale sale al 44% se si considerano solamente quelle sole. Sintomo - si legge nel rapporto - di una “solidarietà etnica che ha maggiore tenuta rispetto alla società occidentale”. “Osserviamo una rete famigliare italiana che si sta sfaldando, rispetto a quella che abbiamo definito ‘etnica’ che invece rimane più forte”, ha detto Mario Parola, responsabile dell’Osservatorio della Caritas diocesana e della mensa di Cuneo.
Tra gli over 60, il 60% di chi si rivolge alla Caritas è da solo: tra questi, il 71% è di nazionalità italiana. Ulteriore segnale, quest’ultimo, di una rete di sostegno famigliare che sta poco a poco venendo a mancare.
In totale, per i servizi erogati, nel 2025 la Caritas diocesana di Cuneo e Fossano ha sostenuto spese per 196.114 euro, la gran parte suddivisa tra spese per la casa e spese alimentari.
La rete Caritas
Una rete, quella della Caritas, che si compone di due Centri di Ascolto diocesani e di diciannove Centri di Ascolto parrocchiali, ai quali rivolgersi per poi essere indirizzati verso gli altri servizi presenti sul territorio. Da quelli cosiddetti “a bassa soglia”, come mense e dormitori, a quelli per l’educazione e alfabetizzazione, passando per borse lavoro, lavori di pubblica utilità, ambulatori medici, raccolta e distribuzione di viveri e vestiario e attività per le carceri.
Le due mense di Cuneo e Fossano hanno distribuito nel 2025 oltre 50 mila pasti, in aumento rispetto ai 44 mila del 2024, servendo in totale 1.080 persone (erano state 926 nel 2024). Il 56% degli utenti ha tra i 25 e i 45 anni, il 16% meno di 25 anni, la restante parte ne ha più di 46.
Tra i fiori all’occhiello della Caritas di Cuneo e Fossano c’è inoltre “Ayla”, progetto nato per accogliere donne in condizioni di gravi marginalità, che nel 2025 ha assistito 35 donne indirizzandole poi verso diverse soluzioni abitative.
I dormitori maschili - due a Cuneo e uno a Fossano - hanno invece accolto in totale 142 persone lo scorso anno. Il dormitorio “Claudio Massa” di Cuneo oggi è gestito da due persone in carico alla Caritas: un ragazzo egiziano arrivato a Cuneo senza una dimora ad aprile del 2025 e un ragazzo gambiano in uscita dal Sai. “Un esperimento che sta dando ottimi risultati”, dicono dalla Diocesi.
Altro punto fondamentale della rete è rappresentato dagli ambulatori medici, quello dei Tommasini e del San Paolo di Cuneo, che nel 2025 hanno assistito rispettivamente 69 e 115 persone e sono attivi grazie al lavoro di quattro medici e quattro infermieri.
CUNEO cuneo - Caritas - Fossano - diocesi

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