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    LIMONE PIEMONTE - mercoledì 24 giugno 2026, 15:53

    Tenda, Giraudo risponde a Garelli: "Adesso tornare indietro sarebbe folle"

    Il sindaco di Roccavione replica alle riflessioni del direttore dell'Istituto Storico della Resistenza sul vecchio traforo: "Il rispetto per la storia non può diventare disprezzo per il futuro"
    Cuneodice.it Paolo Giraudo Cuneodice.it
    Paolo Giraudo

    Paolo Giraudo, sindaco di Roccavione, interviene in merito alla posizione espressa nei giorni scorsi da Gigi Garelli riguardo alla realizzazione della seconda canna del tunnel di Tenda. Di seguito l'intervento completo.

    "Gentile Direttore,
    ho letto con attenzione l’intervento di Gigi Garelli sul traforo del Tenda. Confesso che, arrivato alla fine, mi è rimasto un dubbio: se Garelli voglia candidarsi a sindaco di Cuneo o a custode romantico di una galleria chiusa dentro una montagna.

    Perché una cosa è riconoscere il valore storico del vecchio traforo del Tenda. Nessuno lo nega. Anche le opere di ingegneria raccontano una storia, e quella galleria appartiene certamente alla memoria del nostro territorio. Ma un’altra cosa, completamente diversa, è trasformare quella memoria in un alibi per lasciare il Cuneese ancora una volta fermo, isolato, penalizzato.

    La popolazione delle nostre valli, dei nostri paesi montani e pre-montani, le imprese, gli artigiani, gli operatori turistici, i lavoratori, hanno sopportato anni e anni di disagi, rinvii, chiusure, senso unico alternato, promesse mancate e collegamenti da Terzo Mondo. Non hanno sofferto tutto questo per arrivare finalmente al momento decisivo e sentirsi dire che, forse, sarebbe meglio rallentare, fermarsi, ripensarci, contemplare la bellezza della lentezza.

    La lentezza, quando la scegli in vacanza, può anche essere poesia. Quando la subisci per anni sulla pelle di un territorio, diventa declino.

    Il Tenda non è un esercizio letterario. Non è un tema scolastico sul rapporto tra progresso e memoria. È un’infrastruttura fondamentale per l’economia del Cuneese, per il collegamento con la Francia, per la vita quotidiana di intere comunità che vogliono continuare a vivere, lavorare, investire, accogliere turisti, trattenere residenti e attività. I nostri paesi non hanno bisogno di belle citazioni: hanno bisogno di strade, collegamenti affidabili, tempi certi e opere finite.

    Fa sorridere — amaramente — che proprio una persona che vorrebbe candidarsi a sindaco del capoluogo si presenti ai cittadini con una visione così distante dalla realtà delle valli e delle imprese. Cuneo non può permettersi un candidato sindaco che davanti a un’opera strategica si commuove per la pietra ottocentesca e dimentica le famiglie, i camion, gli albergatori, i ristoratori, i frontalieri, i commercianti, gli imprenditori e tutti coloro che da anni pagano il prezzo dell’isolamento.

    Garelli richiama Alex Langer e il suo “più lento, più dolce, più lieve”. Bellissimo. Ma forse bisognerebbe evitare di usare certe citazioni come carta da regalo per impacchettare una posizione che, nei fatti, rischia di essere semplicemente: più fermi, più isolati, più poveri.

    Il punto è molto semplice. Possiamo discutere se, vent’anni fa, si sarebbe potuto progettare un Tenda diverso. Probabilmente sì. Forse si poteva immaginare un tunnel nuovo, più ampio, scavato altrove, con altre soluzioni tecniche. Nessuno dice che la storia di quest’opera sia stata lineare o perfetta. Ma quel dibattito andava fatto allora. Oggi siamo qui. Oggi esiste un’opera avviata, esiste un progetto, esistono cantieri, esistono impegni istituzionali, esiste una prospettiva finalmente concreta di superare il senso unico alternato e avere un collegamento stabile, sicuro, continuativo.

    Adesso tornare indietro sarebbe folle.

    Sarebbe folle per Cuneo. Sarebbe folle per la Valle Vermenagna. Sarebbe folle per Roccavione, Robilante, Vernante, Limone Piemonte e per tutto il territorio che da questo collegamento dipende direttamente o indirettamente. Sarebbe una scelta capace di condannare i nostri paesi a restare in una condizione di marginalità proprio nel momento in cui dovrebbero invece provare a rinascere.

    Il traforo storico merita rispetto. Ma il rispetto per la storia non può diventare disprezzo per il futuro.

    E il futuro del Cuneese non può essere quello di conservare un monumento nascosto nella montagna mentre fuori dalla montagna le imprese chiudono, i giovani se ne vanno, il turismo arranca e i territori si spopolano.

    Se Garelli vuole aprire un museo del traforo, parliamone, potrebbe essere un'idea interessante. Se vuole candidarsi a guidare il capoluogo, allora dovrebbe spiegare ai cittadini se la sua idea di sviluppo è davvero quella di rinunciare all’unica soluzione concreta oggi sul tavolo per avere un collegamento a doppio senso, moderno e affidabile.

    Perché tra una citazione elegante e una strada che funziona, io scelgo la strada che funziona.

    E credo che la scelgano anche i cittadini, le imprese e i paesi che da troppi anni aspettano non una poesia sulla lentezza, ma la fine di un incubo".

    Paolo Giraudo
    Sindaco di Roccavione

    Redazione
    luogo LIMONE PIEMONTE
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    Tag:
    Tenda

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