Un nuovo patto locale per l’“università diffusa”: Cuneo rinnova l’intesa con Unito
Sono più di 1.600 gli studenti nel capoluogo: infermieristica e Suism la fanno da padrone. Nuovi corsi di laurea? “Un sogno, ma ne parleremo in cabina di regia”Un nuovo patto tra gli enti locali e l’università di Torino, per radicare - e finanziare - quella che è ormai riconosciuta come “università diffusa” del territorio. L’assessore alla Cultura cuneese Cristina Clerico ne ha parlato ai consiglieri, rispondendo anche alle sollecitazioni di chi vagheggia l’arrivo di nuovi corsi di laurea in città: “L’espansione dei corsi è un sogno per molti amministratori, ma deve scontare la necessità di un lungo percorso di lavoro con l’università per renderli utili, sostenibili e duraturi”.
In base agli ultimi dati forniti da Unito, sono 1.617 gli universitari iscritti ai corsi nel capoluogo della Granda. Una presenza folta nell’ambito sanitario, con 374 iscritti a Scienze Infermieristiche, 31 a Tecniche di laboratorio e 40 al corso specializzante di Radiologia. Seguono per numero di iscritti il Suism (ex Isef), la sede di Economia, il Disafa (Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari) e Giurisprudenza.
“Per numero di laureati - ricorda Clerico - siamo la provincia fanalino di coda in regione, pur essendo quella con il Pil medio pro capite più alto: una possibile criticità su cui continuare a lavorare”. Nel 2021 è stata ripresa la storica convenzione che legava l’associazione per gli insediamenti universitari in provincia di Cuneo e tutti gli enti del territorio. Ne fanno parte, oltre all’università e alla stessa associazione, i Comuni di Cuneo, Alba, Savigliano e Peveragno, la Provincia, Fondazione Crc, Fondazione Cassa di Risparmio Savigliano, Camera di Commercio e Aso Santa Croce e Carle.

Settecentomila euro per l’università a Cuneo
Ora una nuova convenzione governa il polo universitario cuneese, comprensivo delle tre sedi principali e del centro universitario sul magnetismo naturale di Peveragno. Prevede da parte degli enti locali un contributo per l’attività sul territorio e da parte dell’università la presa in carico dei costi e degli immobili. Il contributo del territorio è pari a 200mila euro annui, oltre a 200mila erogati dall’ospedale di Cuneo e 170mila versati dalla stessa Aso al Comune di Cuneo per l’utilizzo dell’ex Mater Amabilis.
All’interno della convenzione c’è una ripresa del patto locale fra i tre comuni con sedi universitarie, Fondazione Crc e la Camera di Commercio: “Questo documento caratterizza le richieste che ogni dieci anni il territorio rivolge all’università” spiega l’assessore. Resta comunque la cabina di regia annuale con Unito: “Sono stati individuati dai tavoli di concertazione, come bisogni principali, lo sviluppo e l’implementazione dei tre centri di ricerca già esistenti: quello sull’antifrode in ambito agroalimentare a scavalco tra scienze agrarie, giurisprudenza ed economia, il centro di ricerca enologico di Alba e il centro di ricerca sulle scienze della formazione che caratterizza il polo di Savigliano”. Di nuovi corsi, come detto, per ora non si parla, ma Clerico assicura che i temi verranno portati in cabina di regia.
Il totale degli importi che il Comune di Cuneo viene chiamato a erogare è di circa 490mila euro sulla convenzione del 2021 e 212mila euro nel patto locale. L’imminente scioglimento dell’associazione per gli insediamenti universitari, non più compresa nel nuovo patto, aiuterà lo sforzo finanziario redistribuendo fra i Comuni i 170mila euro del “fondo cassa”: di questi 113mila euro sono da attribuire a Cuneo, 40mila a Savigliano e 16mila per Alba.

Il Santa Croce forma gli infermieri di domani
A chiedere lumi su “frequenza delle sedi e numero dei laureati” è Beppe Lauria (Futuro Nazionale), domandando “se quell’investimento produca effetti concreti” in termini di laureati che restano sul territorio. Su questo, risponde l’assessore, l’ultimo studio d’impatto risale “a un’era geologica fa”: era il 2012 ed era stato effettuato da Fondazione CRC. “Ma alcuni criteri valgono tuttora” precisa Clerico.
“Ogni euro investito in cultura e in università è comunque un ritorno economico per la città” replica a sua volta Stefania D’Ulisse (Cuneo Solidale Democratica), elogiando l’attività formativa dell’ospedale: “Porto l’esperienza dei ragazzi che studiano infermieristica e tecniche di radiologia, di cui sono stata docente: sono ragazzi che provengono da tutta Italia, non solo cuneesi, e portano un indotto importante. Sarebbe bello poter pensare in futuro a un ampliamento dei percorsi universitari per le scienze mediche, portando anche a Cuneo la laurea magistrale in infermieristica e i vari master di coordinamento”.
Un passo avanti in tal senso è già stato fatto con giurisprudenza, ricorda Monica Pellegrino (Centro per Cuneo): “Quando ho fatto giurisprudenza era presente solo la triennale, con problematiche a livello logistico ed economico: alcuni si fermavano ai tre anni perché non potevano continuare”. Ora, invece, c’è la possibilità di seguire l’intero ciclo di studi. Dalla centrista Maria Laura Risso un suggerimento: “Poiché avremo una biblioteca meravigliosa, per sfruttarla al meglio sarebbe opportuno che Cuneo avesse una facoltà umanistica”. Vaste programme, come si è detto.
L’intesa con l’università, in ogni caso, prosegue e si rinnova. Solo due anni fa Cuneo aveva ospitato l’inaugurazione dell’anno accademico, la prima mai svolta fuori da Torino: anche questo è il segno di un “peso” accresciuto negli equilibri dell’ateneo.
CUNEO cuneo - santa croce e carle - Beppe Lauria - Cristina Clerico - Consiglio comunale - Comune - Ospedale - Università - maria laura risso - Centro Per Cuneo - Università di Torino - Cuneo Solidale Democratica - Stefania D'Ulisse - Monica Pellegrino - Futuro Nazionale



Condividi