Caro carburanti, autotrasporto in ginocchio: "Così saremo costretti a fermare i mezzi"
L'allarme delle associazioni di categoria. Felici (Confartigianato): "Siamo di fronte ad una speculazione di cui il Governo sembra voler approfittare". Rinaudo (Confcommercio): "Serve un confronto"“Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita”. A lanciare l’allarme sono le imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte che evidenziano come gli incrementi del gasolio registrati dall’inizio del conflitto in Iran stiano incidendo in modo sempre più pesante sulla sostenibilità economica delle attività delle aziende.
“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto che, mediamente e in condizioni normali, incidono tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta - spiega Giovanni Rosso, presidente autotrasportatori di Confartigianato imprese Piemonte - quindi basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante”.
“L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi - conclude Rosso - rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo. Consigliamo, quindi, alle imprese di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto”.
Secondo l’analisi fatta dall’Ufficio Studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo. Lo studio ricorda anche la progressione degli aumenti; nel 2021 il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L’anno dopo, con la crisi in Ucraina raggiunse 1,65 euro al litro (+ 22,3%) mentre adesso ha sfondato i 2 euro.
Il calcolo fatto da Confartigianato dice che se con il carburante a 1,65 euro per litro i costi operativi gravavano per il 50% sull’operatività del mezzo ora, con il gasolio sopra i 2 euro, l’incidenza supera l’85%. Tuttavia, secondo Confartigianato, l’andamento dei prezzi registrato negli ultimi giorni non può essere spiegato esclusivamente con la situazione internazionale.
“Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano - commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte -. Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. Quando però ci si scontra con una mentalità degna della sinistra più arcaica rimane poco da fare”.
“È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico – conclude Felici – ma è ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il Governo sembra voler approfittare. Il risvolto grottesco e stupefacente sta nelle scuse addotte per non tagliare le accise. Avessero ammesso che la circostanza fa comodo per fare cassa lo avremmo capito, ma dire che 'il carburante lo consumano i ricchi’ lascia pochi dubbi sull’approccio ispirato al socialismo reale da parte dell’esecutivo, con buona pace dei valori liberali cui sostiene di volersi ispirare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda i rappresentanti provinciali di Confcommercio. Il presidente Danilo Rinaudo sottolinea come il caro gasolio “sta mettendo seriamente in difficoltà le imprese di autotrasporto, un settore strategico per il funzionamento dell’intera economia. L’aumento dei costi del carburante incide pesantemente sui bilanci delle aziende e rischia di compromettere la sostenibilità di molte attività, con inevitabili ripercussioni su tutta la filiera della distribuzione delle merci. Come Confcommercio riteniamo necessario aprire un confronto concreto con le istituzioni per individuare misure che possano sostenere il comparto e garantire condizioni operative più stabili. Difendere l’autotrasporto significa tutelare non solo le imprese del settore, ma l’efficienza del sistema economico e commerciale del nostro territorio”.
Gli fa eco il presidente FAI Cuneo Giuseppe Bernocco, amministratore delegato di Ballario Trasporti srl. Bernocco tiene a precisare che “il rapporto tra il costo chilometrico e il prezzo dei trasporti è da molto tempo diventato un problema strutturale e insostenibile per le aziende di autotrasporto. L’attuale scenario geopolitico in Medio Oriente incide sul prezzo del gasolio, tra le principali voci di costo (30-40% del totale). Si stima un aumento di oltre 1.000–1.500 euro al mese per ogni camion, che potrebbero salire fino a 2.000 se la crisi perdura. Le nostre imprese riscontrano difficoltà a scaricare i maggiori costi (che oltre al carburante annoverano certamente anche materie prime, gomme, costo dei mezzi, concorrenza sleale dei vettori stranieri) sulle tariffe finali, rendendo il rapporto costo-chilometro ormai fuori controllo”.
Il responsabile Area Trasporti e Logistica di Confcommercio provincia di Cuneo Gabriele Bracco: "Il comparto garantisce quotidianamente la movimentazione delle merci. L’autotrasporto rappresenta l’infrastruttura invisibile dell’economia: oltre l’80% delle merci in Italia viaggia su strada. Quando aumentano i costi del carburante, l’intera filiera logistica ne risente. Il rischio concreto è quello di una progressiva perdita di competitività per molte aziende del settore, in particolare per le piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura dell’autotrasporto italiano. È indispensabile un’azione tempestiva da parte delle istituzioni per evitare che il peso della crisi energetica ricada esclusivamente sulle imprese del settore. In particolare, è necessario rafforzare le misure di compensazione sui costi del carburante, stabilizzare i meccanismi di rimborso delle accise per le imprese di autotrasporto e garantire giuridicamente la piena attuazione degli strumenti contrattuali che permettano l’adeguamento automatico dei corrispettivi di trasporto ai costi energetici. Inoltre, occorre perseguire politiche strutturali che accompagnino la transizione energetica senza compromettere la sostenibilità economica delle imprese”.
Il segretario Fai Cuneo Franca Bosio precisa che “negli ultimi giorni molti operatori dell’autotrasporto, con il gasolio salito di circa 20-50 centesimi al litro nell’ultima settimana, sono costretti ad anticipare liquidità per continuare a lavorare. Senza interventi di sostegno urgenti, il rischio concreto è che diverse imprese siano costrette a ridurre l’attività o fermare i mezzi”.
CUNEO trasporti

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