Decreto Fiscale, Confindustria Cuneo: "Molto delusi, chiediamo un intervento correttivo"
Preoccupazione per il taglio del credito d’imposta 5.0. Costamagna: "Non è accettabile modificare a posteriori le condizioni su cui le imprese hanno basato le proprie decisioni"Il decreto Fiscale pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce misure fortemente penalizzanti per le imprese che hanno investito nel 2025 e presentato l'istanza a partire da novembre, confidando nel quadro normativo vigente. Il provvedimento prevede infatti un taglio del 65% del credito d’imposta 5.0 richiesto e l’esclusione degli investimenti in fonti rinnovabili, in particolare degli impianti fotovoltaici ad alta efficienza. Una decisione che ha già suscitato la netta presa di posizione di Confindustria nazionale, con il vicepresidente per le Politiche industriali e il Made in Italy Marco Nocivelli, che ha parlato di una misura che "lede il principio del legittimo affidamento" e "mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni".
Confindustria Cuneo esprime forte preoccupazione per gli effetti del provvedimento sul tessuto produttivo locale. "Siamo soddisfatti per l’eliminazione del vincolo territoriale sull’iperammortamento, che auspichiamo possa sbloccare rapidamente il decreto attuativo - commenta il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna - ma esprimiamo grande delusione per la decisione che riguarda le imprese in attesa del riconoscimento del credito d’imposta 5.0. Si tratta di aziende che hanno effettuato investimenti rilevanti nel 2025, assumendosi impegni economici e tecnici sulla base di regole chiare e di indicazioni istituzionali".
"Nel mese di novembre - prosegue Costamagna - alle aziende era stato chiesto di scegliere tra il credito d’imposta 4.0, con aliquota del 20%, e il credito 5.0, con aliquote fino al 45%. La maggior parte ha optato per il 5.0, sostenendo anche costi aggiuntivi per consulenze, certificazioni e adeguamenti legati al risparmio energetico richiesto dalla norma. Oggi queste stesse imprese si trovano con un beneficio ridotto a circa il 15,75%, inferiore a quello che avrebbero ottenuto con il 4.0".
I dati raccolti sul territorio cuneese evidenziano con chiarezza l’impatto della misura. "Solo considerando le 22 aziende associate che ci hanno trasmesso i dati - sottolinea il Presidente - parliamo di oltre 27 milioni di euro di investimenti, a cui corrispondeva un credito d’imposta complessivo di oltre 12,8 milioni di euro. Con il decreto fiscale, il beneficio riconosciuto a queste aziende scende a circa 4,48 milioni di euro. Un taglio di oltre 8 milioni di euro che incide in modo significativo sulla liquidità di tali imprese e sulla sostenibilità degli investimenti già realizzati".
Confindustria Cuneo richiama quindi la necessità di un intervento immediato. "Non è accettabile modificare a posteriori le condizioni su cui le imprese hanno basato le proprie decisioni. Accogliamo con interesse l’apertura del Governo a un confronto con le categorie produttive e, come sistema, ci impegneremo affinché, già in sede di conversione del Decreto, vengano ripristinati gli impegni assunti. È fondamentale non lasciare indietro nessuna azienda", conclude il presidente Costamagna.
CUNEO Confindustria

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