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    CUNEO - Monday 09 February 2026, 13:50

    Gioco d’azzardo, AVS: "Si torni alla legge del 2016, la maggioranza rimedi all'errore fatto"

    L'intervento delle consigliere regionali Giulia Marro e Alice Ravinale dopo l'audizione in commissione di Libera Piemonte per la presentazione del dossier "Azzardomafie"
    Gioco d’azzardo, AVS: "Si torni alla legge del 2016, la maggioranza rimedi all'errore fatto"

    Riceviamo e pubblichiamo.

    L'audizione in commissione di Libera Piemonte per la presentazione del dossier "Azzardomafie", in cui erano peraltro presenti soltanto tre esponenti del centrodestra, conferma un dato drammatico: il Piemonte, invece di andare avanti, ha fatto un passo indietro nel contrasto al gioco d’azzardo patologico che sta avendo conseguenze devastanti nella nostra Regione. La legge regionale del 2016, valutata sulla base di 9 criteri qualificanti nel dossier presentato, aveva ottenuto 8 “semafori verdi”. Oggi, con la legge regionale n. 19 del 2021, gli indicatori con valutazione positiva sono scesi a 4. Un arretramento netto che segnala un indebolimento degli strumenti a disposizione per affrontare una vera piaga del nostro tempo. Il giocato fisico in Piemonte ammonta a 4,3 miliardi di euro, che sommati ai 5,2 raccolti dall'online fa toccare la cifra dei 9,5 miliardi nel 2024 e la spesa media annua in gioco d’azzardo ha ora superato i 2.200 euro pro capite, bambini compresi.
    Si tratta di un fenomeno che incide direttamente sul benessere psico-fisico ed economico delle persone e delle famiglie e che colpisce in modo particolare le condizioni di fragilità, pur attraversando trasversalmente tutti i livelli sociali. Come ricordato nel corso dell’audizione, l’azzardo è spesso definito “la tassa sulla povertà”: a pagare di più sono proprio coloro che hanno meno.

    A questo si aggiunge l’impatto della criminalità organizzata. Il settore del gioco d’azzardo rappresenta uno dei canali più redditizi per le mafie, con margini elevatissimi che favoriscono riciclaggio e infiltrazioni nell’economia legale. In Piemonte la presenza di organizzazioni criminali che utilizzano il gioco come leva di controllo economico è ormai un elemento strutturale. Sono nove i clan coinvolti nel gioco d’azzardo in Piemonte, tra i numeri più alti in Italia. Come riportato nel dossier le mafie approfittano dei giocatori affetti da ludopatia, li conoscono e li avvicinano, concedendo prestiti a tassi usurari. Si genera così un circolo vizioso, in cui la dipendenza economica dai clan si somma alla dipendenza dal gioco.

    I dati del report di Libera dovrebbero fare impallidire la Giunta Cirio e la maggioranza piemontese: tutte le loro chiacchiere su legalità e sicurezza si schiantano di fronte a questo dramma sociale, frutto di una precisa scelta politica.

    La Giunta Cirio ha cancellato nel precedente mandato la legge regionale sul gioco d’azzardo n. 9 del 2016, l’unica che aveva saputo contrastare il fenomeno, facendo risparmiare ai e alle piemontesi oltre 200 milioni di Euro. Come abbiamo sempre detto, la nuova legge approvata nel 2021 è una liberalizzazione di fatto del gioco d’azzardo e un vero e proprio favore alle lobby del gioco.

    Oltre 12.000 cittadini piemontesi avevano firmato per la proposta di legge di iniziativa popolare che riportava ai parametri del 2016, archiviata in dieci minuti dalla destra nella precedente legislatura. 

    Ci aspettiamo che la maggioranza non resti sorda a questi problemi e abbia il coraggio rimediare all'errore fatto, mettendo la salute e la fragilità economica della popolazione piemontese al primo posto rispetto agli interessi delle lobby del gioco d'azzardo. Noi faremo la nostra parte, anche a fronte dell'appello fatto da Libera, Arci, Acli e tante altre associazioni nello scorso mese giugno, per riaprire la discussione sulla modifica della legge regionale, i cui risultati sono fallimentari. Non possiamo contribuire ad ampliare la forbice delle disuguaglianze sociali. Dobbiamo invece tornare a scrivere una legge capace di essere un modello, tornando alla norma del 2016 e guardando alle migliori pratiche adottate intanto in altre regioni. Il Piemonte era stato un riferimento nazionale. Oggi serve il coraggio di invertire la rotta.

    Giulia Marro
    Alice Ravinale
    Consigliere regionali AVS 

    c.s.
    luogo CUNEO
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    Tag:
    gioco d azzardo
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