In quattro anni gli utenti della Caritas diocesana di Cuneo-Fossano sono aumentati del 67 per cento
Il dato contenuto nell'edizione 2025 del rapporto redatto dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse: le situazioni di fragilità sono sempre di più (e in età sempre più precoce)Anche quest’anno la Caritas della Diocesi di Cuneo-Fossano ha presentato il rapporto redatto dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse, attivo da diversi anni sia a livello centrale che sulle parrocchie dotate di un Centro di Ascolto o di un Servizio a favore delle fasce marginali della popolazione. Il report fornisce un quadro di sintesi sulla situazione delle persone in condizioni di fragilità economica sul territorio.
Il primo dato, particolarmente eloquente, è quello relativo al numero di utenti incontrati nei servizi di ascolto e nei servizi a bassa soglia nel 2025: 1866 persone (598 - pari al 32% - il numero dei nuovi accessi) con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Da rilevare che se il dato ha un minimo margine di scarto rispetto al 2024 (1725 era il numero totale), tuttavia nel range tra il 2021 e il 2025 l’aumento è del 67%. Dato che nel periodo 2023-2025 si attesta al 13%. Si legge nel comunicato diffuso dalla Diocesi: ”Certamente questi numeri registrano una miglior capacità di raccolta dei dati da parte dei Centri di Ascolto parrocchiali, ma è soprattutto da riconoscere lo sforzo che la Caritas diocesana ha messo in atto negli ultimi due anni di un ascolto diretto delle persone nei servizi a bassa soglia (mense, dormitori), facendo sì che l’operatore non sia statico ma promuova quell’attenzione che papa Francesco aveva stimolato nel suo Magistero quando parlava di Chiesa in uscita".
Un dato certamente interessante riguarda gli utenti under 25 incrociati nei servizi e Centri di Ascolto. La percentuale di minori di 25 anni passa dal 7,63% all’8,21%, con uno scarto di appena lo 0,6%. Ma il dato va letto nei termini assoluti: nel 2024 ne erano registrati 166 mentre nel 2025 sono saliti a 214: il che significa un incremento di 48 unità. “Non è da sottovalutare il fatto che se lo scorso anno parlavamo di ‘Destini’, indicando una condizione per la quale la povertà non è solo una questione economica ma una complessa rete di privazioni che può limitare le opportunità, trasmettendosi di generazione in generazione, ora poniamo l’accento sul fatto che lo scivolamento nella povertà (e quindi la marginalizzazione) è sempre più precoce".
Molto è dovuto al fatto che si registra a livello nazionale una perdita di tracce di 4000 minori stranieri non accompagnati (Msna). Alcuni di essi fanno approdo anche ai servizi bassa soglia della Caritas diocesana. “Problematico fenomeno che non permette una continuità socio-assistenziale che favorirebbe una stabilizzazione e una migliore integrazione nei processi di uscita dalla precarietà”.
Vera nota dolente - si legge nel rapporto - è la considerazione che emerge dai dati sui nuclei familiari monocomponenti. Nei Centri diocesani i nuclei monocomponenti si attestano all’83% del totale (583), stabile rispetto al 2024 ma altissimo in quanto sono incontri soprattutto nei servizi diocesani a bassa soglia (mense e dormitori). La preoccupazione cresce quando si leggono i dati dei territori fuori dei grandi centri abitati dove la crescita dei monocomponenti registra un aumento del 6%. Non è confortante in quanto nelle parrocchie (che in genere non hanno servizi a bassa soglia e quindi non hanno un grande turn-over di persone e soprattutto di giovani) si registra un salto dal 31% al 37% (da 332 a 425), mentre le famiglie con più componenti scendono dal 38% al 32%.
L’inversione delle percentuali permette di fare alcune considerazioni: “La prima: certamente c’è una più agevole conoscenza e presa in carico delle famiglie con più componenti da parte degli operatori parrocchiali (le famiglie sono più visibili). Una seconda valutazione ci fa dire che la rete familiare ha maggior tenuta rispetto al disagio e che là dove ci sono minori, essi stessi possono essere una risorsa invece che un aggravio, seppur non autonomi economicamente. Un terzo pensiero si può fare circa le famiglie extracomunitarie che alle volte hanno in carico non solo figli propri, ma sono famiglie allargate con a carico parenti e conoscenti. C’è una ‘solidarietà etnica’ che ha grande tenuta rispetto alla società europea che, come ben sappiamo, ha un deficit di nascite e una popolazione anziana crescente. Con la quale cresce pure la solitudine, proiettando ombre sugli anni a venire e sugli ultimi anni di vita di una persona. Andrà posta attenzione a questa solitudine per arginarne gli effetti più nocivi. Le donne italiane sole incontrate sono 116 pari al 44% del totale delle donne sole in carico (256), mentre l’incidenza di donne sole per ogni altra nazione scende drasticamente (dall’11% fino al 2%). Gli uomini soli sono il 72% del totale degli uomini incontrati (1033), soprattutto nella fascia di età compresa tra i 25 e i 45 anni. Dato da leggere sul servizio della mensa (dove l’afflusso è di molti giovani soli). A riguardo della solitudine nella fascia degli ultrasessantenni è da rilevare la percentuale che si attesta al 60%, di cui gli italiani sono al 71%. La popolazione italiana va forse in dissolvenza, come in una proiezione di slides che cambiano scenario nel tempo di qualche minuto secondo?”.
Motivo di orgoglio della Caritas diocesana è la struttura di “Ayla - La Casa delle Donne”, inaugurata a novembre 2024 e che ad oggi ha già potuto ospitare 35 donne che hanno trovato conforto in un momento di smarrimento e un trampolino di lancio verso nuove opportunità di inserimento lavorativo e abitativo. La Casa delle donne è diventata un punto di riferimento significativo per il territorio diocesano e per la rete dei Servizi e delle Associazioni che a diverso titolo si occupano dell’universo femminile. “La Caritas diocesana crede che una maggior coesione sociale passi anche dall’attenzione posta al discorso di genere facendo leva sui diritti esigibili dalle donne e sulla dignità di colei che rappresenta l’anello forte di una società inclusiva ed equa”.
CUNEO cuneo - Caritas - Fossano

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