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    CUNEO - Thursday 12 February 2026, 11:34

    Indice Youth Friendly 2025: il Piemonte al quarto posto

    Torino si conferma territorio trainante, ma Cuneo brilla per l'occupazione e le dinamiche giovanili
    Indice Youth Friendly 2025: il Piemonte al quarto posto

    Quarto posto per il Piemonte per l’indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 (ICYF), con un punteggio di 673, ma il dato va letto senza filtri: siamo al 2° posto per Occupazione ma scendiamo al 4° posto per vitalità del sistema produttivo, solo al 10° posto performance del sistema educativo e precipitiamo al 16°posto per capacità amministrativa e inclusione territoriale.

    L’indice elaborato da Confartigianato Imprese misura quanto i diversi territori italiani offrono condizioni favorevoli ai giovani ed è calcolato a partire da 27 indicatori (elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Inps, Istat e Unioncamere), ognuno dei quali standardizzato su una scala compresa tra 100 e 1000 punti dove 1000 rappresenta la condizione più favorevole, 100 quella meno favorevole. Ai primi tre posti per valore dell’ICYF troviamo la Lombardia (con indice pari a 709, il 22,5% superiore alla media nazionale), seguita dall’Emilia-Romagna (con indice pari a 687, il 18,6% superiore alla media nazionale) e il Veneto (con indice pari a 680, il 17,4% superiore alla media nazionale).

    Torino è la provincia più performante della regione dell’indice ICYF 2025 (657 punti, quarta posizione nazionale). Analizzando i singoli pilastri emergono Cuneo per occupazione e dinamiche giovanili e Torino per struttura e vitalità del sistema produttivo, per capitale umano e istruzione e per capacità amministrativa e inclusione territoriale.

    I pilastri nel dettaglio

    Per Occupazione e dinamiche giovanili - categoria che riassume la capacità dei territori di offrire ai giovani opportunità lavorative di qualità (contratti stabili), di contenere la platea di under 30 esclusi da percorsi di studio-lavoro e la proiezione demografica dei prossimi 25 anni della popolazione 25-34 anni - si registrano condizioni migliori per le regioni di Veneto (1° in classifica), Piemonte  (2° in classifica) e Umbria, mentre quelle peggiori si riscontrano Sardegna (20°, ultima in classifica), Campania e Calabria.

    Per Struttura e vitalità del sistema produttivo – categoria che coglie quanto il sistema delle imprese sia in grado di rigenerarsi, crescere e coinvolgere le nuove generazioni e che comprende gli indicatori relativi alla presenza di imprese nuove e giovanili, alla loro capacità di sopravvivenza, al livello retributivo dei dipendenti, nonché alla capacità di apertura del mondo imprenditoriale verso i giovani (diffusione di tirocini e PCTO) - si registrano condizioni migliori per le regioni di Lombardia (1°), Campania (2°), Lazio (3°) e Piemonte (4°) e peggiori per quelle di Valle d’Aosta (20°), Marche e Toscana. Qui il Veneto si ferma al 9°posto.

    Per Capitale Umano e Istruzione – ambito che raccoglie la qualità e le performance del sistema educativo e formativo, la diffusione di competenze alfanumeriche e trasversali tra i giovani, la quantità di laureati, nonché la capacità del territorio di attrarre e valorizzare giovani ad alto titolo di studio - si registrano le condizioni migliori per le regioni di Lombardia (1°), Umbria e Emilia-Romagna, mentre il Piemonte scende al 10° in classifica. Quelle peggiori: Sicilia (20°), Campania e Calabria.

    Infine per il quarto pilastro relativo alla Capacità amministrativa e inclusione territoriale - categoria che valuta quanto l’amministrazione pubblica locale e i servizi territoriali siano efficienti, accessibili e di qualità, contribuendo a creare un contesto favorevole per i giovani e le famiglie e che include gli indicatori relativi alla capacità di conciliare vita-lavoro, alla diffusione dei servizi sociali ed educativi, alle condizioni abitative (affitti/equità abitativa) e alle relazioni digitali con la Pubblica amministrazione - si registrano le condizioni migliori per le regioni di Emilia-Romagna (1ª), Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Il Piemonte è solo al 16° posto. Quelle peggiori: Lazio (20°), Campania e Molise.

    “Oggi il Piemonte è davanti a un bivio: continuare a vivere di rendita, contando su un mercato del lavoro altalenante, oppure elaborare una politica generazionale che rimetta al centro istruzione, servizi, qualità della vita e innovazione produttiva” è la riflessione di Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte.

    “In Italia come in Piemonte e a Torino, il numero dei giovani è crollato in concomitanza con la diminuzione della popolazione giovane e con un impetuoso aumento di anziani. Per questo - continua Felici - riteniamo fondamentale accompagnare le imprese guidate da under 35 attraverso misure concrete che favoriscano l’accesso al credito, la semplificazione burocratica e il supporto alla formazione e all’innovazione. E,’ inoltre, fondamentale riconoscere un credito di imposta per i giovani che vogliono rilevare l’azienda di famiglia, subentrare in un’impresa già avviata o creare una propria attività. Se da un lato settori tradizionali soffrono maggiormente, dall’altro la crescita dei servizi alle imprese e la stabilità di altri settori dimostrano che, con le giuste competenze e opportunità, i giovani possono ancora costruire il proprio futuro da protagonisti”.

    “Il nostro territorio, come tutta l’Italia, ha bisogno di nuove generazioni di imprenditori capaci di portare innovazione e valore aggiunto nei settori ad alta intensità di conoscenza - conclude Felici - Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con politiche mirate, investendo nelle competenze e nella digitalizzazione per rendere più attrattiva e sostenibile la scelta imprenditoriale per i giovani. Non possiamo permetterci di perdere le imprese giovanili: il futuro dell’artigianato e dell’economia del nostro Paese dipende dalla capacità di sostenere chi ha il coraggio di mettersi in gioco”.

    c.s.
    luogo CUNEO
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    cuneo - Attualità - Varie
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