Crisi noccioleti, Cia Cuneo: "Chiediamo alla Regione un bando per rinnovare gli impianti"
Il commento del direttore provinciale Varrone: "Negli ultimi anni il settore vive una fase critica. Le strutture necessitano di un aggiornamento"Un bando regionale per l’estirpo e il reimpianto dei vecchi corileti per ridare nuova linfa ad un settore diventato di primario interesse in provincia di Cuneo: è la richiesta che arriva da Cia Agricoltori italiani di Cuneo, per voce di Lorenzo Traversa, storico rappresentante dell’organizzazione per il comparto corilicolo, e del direttore provinciale Igor Varrone.
Dopo le ultime annate segnate da difficoltà produttive ed economiche, il settore sta attraversando una fase delicata che richiede interventi strutturali: "Molte aziende agricole, soprattutto in Langa e nel Roero, sono in preda allo sconforto e si sentono abbandonate - afferma Traversa -. C’è bisogno di un segnale chiaro da parte della Regione Piemonte. La prima cosa da fare è aprire un bando per la ristrutturazione dei noccioleti".
Secondo Traversa, il tema dell’età degli impianti è centrale: "Nella zona della Langa e del Roero ci sono noccioleti che hanno più di sessant’anni: sono vecchi e stanchi. Serve metterci mano non solo sostituendo le piante, ma rinnovando gli impianti con tecniche moderne, impollinatori adeguati e cloni migliori. È fondamentale dare un segnale concreto per evitare che prevalga il pessimismo. Basterebbe promuovere, attraverso un bando specifico, il reimpianto di 3-5 ettari all’anno per azienda, per un periodo di 3-5 anni. È un provvedimento di cui si era già parlato, ma che negli ultimi anni sembra essere inspiegabilmente caduto nel dimenticatoio".
Sulla stessa linea il direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone, che sottolinea come la crisi abbia diverse cause: "Negli ultimi anni il settore sta vivendo una fase critica, soprattutto dove gli impianti sono più vecchi e necessitano di essere sostituiti per ridare vigore alla coltivazione. Le cause non sono solo legate alla vetustà dei noccioleti, ma anche al cambiamento climatico e alla crescente siccità che mette in difficoltà le piante. In alcune zone, a macchia di leopardo, generalmente dove gli impianti sono più recenti, le cose sono andate meglio: questo dimostra che il rinnovamento è una leva strategica".
Per Varrone, il comparto corilicolo piemontese merita una pianificazione di medio-lungo periodo: "Chiediamo un bando per estirpi e rimpianti, come avviene per le vite. In Piemonte si contano ormai oltre 27 mila ettari di noccioleto: non si tratta più di una coltivazione marginale, ma di una produzione primaria a tutti gli effetti e come tale va trattata, offrendo ai produttori la possibilità di programmare investimenti e strategie nel tempo".
Accanto al sostegno agli impianti, Cia Cuneo richiama anche la massima attenzione al tema dell’innovazione: "Parallelamente - conclude Varrone - non vanno trascurati gli investimenti pubblici sulla ricerca, attraverso fondi adeguati per le sperimentazioni attuate da Agrion in Piemonte. Occorre un impegno strutturale su rinnovo, ricerca e innovazione per restituire fiducia alle aziende e consolidare il futuro della corilicoltura piemontese".
CUNEO cuneo - Cia - Varie

Condividi