Duce sulla lapide a Piozzo, il caso approda in Consiglio comunale. L'opposizione: "Potevate dircelo"
Il sindaco, Sergio Lasagna, ha ribadito ancora una volta come l'unico scopo fosse quello di ricordare i piozzesi mandati in guerraLa recente seduta del Consiglio comunale di Piozzo è stata segnata da un confronto riguardante la targa commemorativa installata per onorare i soldati del paese in occasione delle celebrazioni del 25 aprile.
Il sindaco, Sergio Lasagna, ha aperto il dibattito leggendo un comunicato ufficiale relativo alla disputa sulla lapide, la quale presenta le fotografie dei compaesani partiti per il fronte ma include anche riferimenti iconografici che hanno suscitato forti proteste.
La consigliera di minoranza Tatiana Malacrida ha espresso disappunto per la mancanza di un dialogo preventivo con l'opposizione, sostenendo che una discussione collegiale avrebbe potuto evitare l'insorgere di un caso mediatico così divisivo.
La polemica ha assunto una dimensione nazionale a seguito dell'intervento della deputata Chiara Gribaudo, che ha aspramente criticato la presenza del volto di Mussolini sulla targa, ricevendo come replica dal comune e dall'associazione coinvolta l'accusa di voler cancellare la storia in modo superficiale.
All'interno dell'aula, il capogruppo di opposizione Antonio Acconciaioco ha rimarcato la netta distinzione che deve intercorrere tra la conservazione della memoria storica e le celebrazioni istituzionali della liberazione, mettendo in dubbio l'opportunità di affiancare figure legate al fascismo e alla monarchia a una ricorrenza democratica.
La maggioranza e il primo cittadino si sono detti rammaricati per le contestazioni, ribadendo la totale assenza di intenti celebrativi e confermando che l'unico scopo dell'iniziativa era quello di ricordare i piozzesi mandati in guerra attraverso un recupero della documentazione fotografica dell'epoca.
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