L'Asti-Cuneo c'è, ma i rincari fanno paura: "Se non cambiano certe regole ci aspetta un'estate complicata"
All'inaugurazione della A33 Salvini punta il dito contro l'UE: "Vogliamo aiutare famiglie e imprese, ma il Patto di Stabilità non ce lo permette". Cirio si gode il traguardo: "Sanata una ferita"Da oggi, lunedì 20 aprile, è pienamente operativa l’autostrada A33 Asti-Cuneo. L’evento, atteso dal territorio per oltre trent’anni, è stato celebrato con un evento a Roddi, a cui ha preso parte anche il Ministro Matteo Salvini, oltre a una folta schiera di amministratori e rappresentanti del mondo produttivo piemontese. La tratta era stata aperta in tutta la sua lunghezza già lo scorso dicembre, ma finora si procedeva su una sola corsia tra Alba Ovest e Cherasco. Oggi il definitivo completamento con l'apertura a doppia corsia per senso di marcia.
Un percorso travagliato, quello che ha portato al risultato odierno, - con un iter avviato negli anni ’90, i primi finanziamenti arrivati nel 1998 e i primi lavori iniziati a luglio del 2000 - arrivato fino ad oggi tra stop, ripartenze, modifiche ai progetti iniziali e difficoltà nel reperire i finanziamenti: l’ultima svolta con il meccanismo di cross financing messo a punto per realizzare l’Asti-Cuneo con i proventi della Torino-Milano, un metodo più volte richiamato (ed elogiato) durante gli interventi della mattinata.

Ad aprire l’evento - che ha visto simbolicamente sul palco anche una rappresentanza delle maestranze che hanno concretamente lavorato alla realizzazione dell’opera - Bernardo Magrì, amministratore delegato della società Asti-Cuneo: "Un impegno assunto tempo fa è stato mantenuto, oggi la Asti-Cuneo è una realtà. Tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di quest’opera vanno ringraziati, a partire dal presidente Cirio, che ha visitato personalmente e costantemente questo cantiere. Le difficoltà che si sono susseguite non hanno dissuaso il territorio, ma hanno rafforzato la volontà di portare a termine questa infrastruttura”.
Una frecciata polemica da parte dell’ad di Astm Umberto Tosoni: “Mi avvilisce leggere ancora articoli che mettono in dubbio l'utilità delle opere. Significa non avere visione del futuro: le infrastrutture precedono e rendono possibile lo sviluppo di un Paese”.
Poi l’intervento del sindaco di Cherasco Claudio Bogetti, che ha parlato di “giornata di festa per l’intero territorio”, del vicepresidente della provincia di Asti Simone Nosenzo.

Il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo, ex collaboratore di Cirio, ha ricordato come l’Asti-Cuneo sia sempre stata la “priorità delle priorità” per il governatore presentando alcuni dati che permettono di "toccare con mano" gli effetti dell'apertura della A33: “A maggio del 2025 i veicoli sulla provinciale 7 erano 15.600 al giorno, il 29 gennaio 2026, un mese dopo l'apertura dell'autostrada, ne abbiamo registrati poco più di 9 mila. Una differenza che ci fa capire bene l’importanza di quest’opera”. Da Robaldo anche un elogio a Matteo Salvini: “Con lui abbiamo notato un’attenzione diversa”.
Sul palco anche alcuni rappresentanti delle aziende del territorio, chiamati a loro volta a testimoniare il valore di questo traguardo per il tessuto produttivo: da uno di loro, Valter Lannutti, anche un suggerimento diretto a Salvini, invitato a riprendere in mano il progetto per il traforo del Mercantour.
Cirio: “Un giorno storico”
Soddisfatto, quasi emozionato, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: “È davvero un giorno storico non solo per questa parte di Piemonte, ma per il nostro Paese. Ci tengo a dire che se noi non avessimo avuto un Ministro come Matteo Salvini, la Asti-Cuneo non l'avremmo completata".

“Qui - ha detto il governatore ripercorrendo la storia dell’Asti-Cuneo - avevamo un progetto che non si poteva fare perché troppo caro, fatto in altri tempi. Serviva rimodularlo con buon senso, noi abbiamo fatto la nostra parte. Nel 2018 la svolta, con il sistema di cross financing con la Torino-Milano: così abbiamo trovato soldi che prima non c'erano per realizzare concretamente l’opera. Il progetto in prima battuta ebbe parere contrario dal ministero della Cultura: in condizioni normali si sarebbe chiusa la procedura, noi siamo riusciti a riaprire il tavolo grazie all'impegno del Ministro Sangiuliano e di questo Governo”.
“L'Italia è un Paese complesso, c'è sempre chi dice no, noi invece siamo per il sì, per il fare. Oggi sono contento: nella vita di un amministratore pubblico terminare un'opera non è mai un risultato scontato. Abbiamo sanato una ferita”, ha chiuso il presidente della Regione.

Salvini: “Celebriamo chi non si arrende”
“C’è grande soddisfazione, arriviamo alla fine di un percorso trentennale. Il ringraziamento va a chi non ha mai mollato, alle amministrazioni locali di qualunque colore politico e ai giubbotti gialli e arancioni che incontro in ogni cantiere”, ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aprendo il suo intervento.

“Oggi celebriamo donne e uomini che non si arrendono e non si fermano, mentre altrove abbiamo realtà come la Tav, dove ci sono 400 uomini e donne delle forze dell'ordine al lavoro per difendere mezzi e operai dagli attacchi dei delinquenti dei centri sociali”, ha proseguito il vice premier puntando il dito contro quella che ha definito “L’Italia del no”: “Qualcuno in Piemonte ha privato questa terra di un evento come le Olimpiadi perché costavano troppo. Ma la domanda che ci si dovrebbe porre è: quanto porta sul territorio un evento come quello? E quando si parla di opere bisognerebbe chiedersi non quanto costano, ma quanto costa non avere collegamenti efficaci e garantiti”.
L’intervento di Salvini si è poi inevitabilmente spostato sull’attualità e sulla situazione dei rincari legati alla crisi in Medio Oriente. “C’è grande preoccupazione per le associazioni dell’autotrasporto: l’esplosione dei costi non è più controllabile, noi siamo stati tra i primi Governi europei a intervenire per cercare di contenerla. Facciamo i conti con una stramaledetta guerra di cui nessuno sentiva il bisogno”. Le accuse più pesanti, però, sono rivolte all’Unione Europea: “Noi oggi, con due guerre in corso e una crisi energetica gravissima, come Governo saremmo disponibili ad aiutare bilanci di imprese ed enti locali, ma il Patto di Stabilità e Crescita non ce lo permette. Da Bruxelles ci dicono che per far fronte alla crisi serve lavorare meno, illuminare di meno le città, consumare di meno, viaggiare meno. Una risposta che darebbe un bambino di 5 anni, non un'istituzione seria. Se si ferma l’autotrasporto, a cascata, il problema è per grande distribuzione, per i negozi, per l'Italia. Io non voglio prendere in considerazione chiusure e lockdown. Chiediamo solo di poter usare i soldi degli italiani per aiutare gli italiani in questo momento di difficoltà”.
Il futuro, secondo Salvini, in ogni caso è fosco per famiglie e imprese: “I prossimi mesi rischiano di essere più pesanti di quelli del lockdown. Se non cambiano certe regole ci aspetta un'estate molto complicata”. Insomma: poco tempo per godersi l’Asti-Cuneo, c’è ben altro di cui preoccuparsi.
RODDI Alberto Cirio - Asti-Cuneo - Matteo Salvini







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