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    GARESSIO - martedì 5 maggio 2026, 09:47

    "La presenza dell’infermiere non può essere interpretata come una riduzione della qualità del servizio"

    Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche intervengono nella polemica sulla riorganizzazione del 118 a Garessio: "Il tema non è la presenza del medico, ma l’efficacia del modello organizzativo"
    Cuneodice.it "La presenza dell’infermiere non può essere interpretata come una riduzione della qualità del servizio" Cuneodice.it

    Il dibattito sulla riorganizzazione del servizio 118 a Garessio, che prevede l’assenza del medico nei fine settimana e nei giorni festivi, riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione dell’emergenza-urgenza sul territorio.

    A intervenire sono Remo Galaverna, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cuneo, e Ivan Bufalo, presidente del Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Piemonte, che invitano a riportare il confronto su basi tecniche e organizzative.

    "Ci rammarichiamo che, prima di sollevare pubblicamente preoccupazioni sulla sicurezza del servizio, non sia stato avviato un confronto con gli Ordini professionali, che rappresentano un riferimento tecnico e istituzionale su questi temi", dichiarano, richiamando la necessità di un dialogo strutturato.

    Il nodo, secondo gli Ordini, è spesso mal posto nel dibattito pubblico: "La discussione di questi giorni rischia di essere fuorviante se viene ridotta a una contrapposizione tra medico e infermiere. Il sistema 118 non si basa sulla presenza indistinta del medico su ogni mezzo, ma su protocolli e algoritmi che definiscono con precisione quando è necessario un intervento avanzato".

    Un elemento centrale, evidenziano, è che questo percorso non nasce oggi: "Già nel settembre 2024, durante il confronto istituzionale promosso dalla Regione Piemonte sugli algoritmi clinici assistenziali del 118, è stato avviato un lavoro condiviso tra Ordini degli Infermieri, Ordini dei Medici, Azienda Zero e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di aggiornare il modello organizzativo alla luce dell’evoluzione delle competenze professionali".

    In quel contesto, spiegano, è stata tracciata una direzione chiara: "Gli algoritmi del sistema 118 sono stati progressivamente orientati a valorizzare le competenze avanzate infermieristiche, prevedendo una maggiore autonomia decisionale e una responsabilità più ampia per gli infermieri, sempre all’interno di un sistema integrato e condiviso".

    Un chiarimento ritenuto necessario anche per evitare percezioni distorte: "Nella maggior parte degli interventi è l’infermiere il primo professionista sanitario a intervenire sul territorio. Si tratta di una figura con competenze consolidate, formata per gestire situazioni complesse e per operare in integrazione con il sistema di emergenza, anche attraverso strumenti di supporto remoto".

    La presenza dell’infermiere, aggiungono, non può essere interpretata come una riduzione della qualità del servizio: "Non si tratta di una soluzione di livello inferiore, ma di un modello organizzativo che negli anni si è evoluto per garantire tempestività, appropriatezza e sostenibilità".

    Il tema centrale resta quindi quello della tenuta del sistema, in particolare nei territori più complessi: "È fondamentale garantire un presidio efficace sul territorio, soprattutto in aree montane come quella di Garessio, dove tempi di intervento e distribuzione delle risorse sono elementi determinanti. Il confronto deve concentrarsi su questi aspetti, evitando semplificazioni che rischiano di generare allarme senza affrontare il problema reale".

    In questo contesto, concludono Galaverna e Bufalo, è necessario mantenere un approccio basato su evidenze e responsabilità condivise: "Il sistema di emergenza-urgenza richiede scelte fondate sui dati e una piena integrazione delle competenze. Per questo è essenziale che il confronto pubblico avvenga coinvolgendo chi, ogni giorno, opera all’interno del sistema".

    c.s.
    luogo GARESSIO
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    Tag:
    Garessio

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