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    CUNEO - Sunday 11 January 2026, 18:25

    “La riforma della Provincia? Ha allontanato i cittadini dalla politica”

    Un gruppo di amministratori ed ex amministratori reclama il ritorno dell’ente di area vasta alle sue funzioni: “Si accorpino le province più piccole per risparmiare”
    “La riforma della Provincia? Ha allontanato i cittadini dalla politica”

    Riceviamo e pubblichiamo:

    Egregio direttore,
    merita riconoscimento il presidente dell’Unione Province Italiane per avere richiamato l’attenzione governativa sulla improcrastinabile riforma dell’ente Provincia. Fra l’altro ha dichiarato: “Se vogliamo dare dignità all’ente dobbiamo assicurarne le risorse, che sono legate alle funzioni che intendiamo attribuirgli”.

    Chi scrive ha esperienze di amministratore di Destra negli enti locali e intende avvertire aprioristicamente che la rinascita dell’ente di “area vasta” (viabilità, scuola, irrigazione) non può essere in primo luogo, come sembrano indicare l’UPI e i partiti di centrosinistra in primo luogo, una questione di risorse finanziarie, da cui fare dipendere le funzioni da stabilire. Noi crediamo che a livello istituzionale e soprattutto a livello di opinione pubblica, è necessario specificare e convenire sulle indispensabili funzioni che vanno espletate, sul vuoto progettuale e operativo da colmare.

    La Provincia è una forma di organizzazione decentrata del territorio che appartiene alla storia del nostro Paese. Questo ente intermedio fra Regione e Comuni, riconosciuto dalla Costituzione, ha un forte radicamento territoriale. Nel sistema delle autonomie la Provincia argina i rischi del centralismo regionale che spesso rivela una insensibilità politica e una non conoscenza o una lontananza dai problemi della periferia che ricadono soprattutto sui piccoli Comuni. Solo la Provincia può svolgere un ruolo di programmazione fra soggetti pubblici e privati, di coordinamento e di proposte per lo sviluppo del territorio. Altresì la Provincia è in grado di realizzare studi e progetti, e favorire la collaborazione fra aree geografiche confinanti che non sempre appartengono alla medesima Regione. Inoltre, deve potere fornire supporto tecnico alle Unioni montane.

    Con la legge Delrio - voluta dal governo di centrosinistra Renzi - si è privato i cittadini del diritto di andare a votare direttamente i consiglieri provinciali: con questa espropriazione della democrazia partecipativa si è ulteriormente allontanato i cittadini dalla politica, e, tra l’altro, si è impedito che qualificati esponenti della politica locale e della società civile potessero essere eletti in Consiglio provinciale, per affidare questa possibilità solo ai consiglieri comunali già eletti. Dobbiamo ridare ai residenti di ogni area del territorio provinciale il diritto democratico di eleggere direttamente i loro rappresentanti in Provincia.

    Per il contenimento dei costi e un migliore utilizzo delle risorse esistenti si deve ricorrere ad un processo di razionalizzazione delle dimensioni delle circoscrizioni provinciali attraverso l’accorpamento delle Province più piccole ed omogenee, individuando indici demografici, economici affini e di estensione geografica, che tengano conto delle peculiarità storiche e territoriali di ogni regione.

    Infine, riduciamo al minimo il compenso agli assessori, diamo ai consiglieri eletti solo rimborsi spese effettive, eliminiamo le figure retribuite del presidente e del vicepresidente del consiglio - create all’insegna della spartizione dei poteri fra i partiti – le cui funzioni un tempo erano bellamente svolte dal presidente della Giunta provinciale.

    Per la rinascita della Provincia è ovvio che sono necessarie risorse finanziarie adeguate, ma ancora prima è necessario convenire specificando il suo ruolo e le sue indispensabili funzioni al servizio del territorio, dei cittadini e degli amministratori locali. Insistiamo, la Provincia deve rinascere con precise e risolutive funzioni.

    Grazie per l’attenzione, distinti saluti.

     

    Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale), Guido Giordana (sindaco Valdieri), Emiliano Negro (sindaco Roburent), Maurizio Occelli (consigliere comunale Savigliano), Paolo Barabesi (consigliere comunale Cavallermaggiore), Alberto Anello (ex consigliere provinciale), Elia Farinelli (consigliere comunale Torre M.vì), Federico Porta (consigliere comunale Torre M.vì)

     

    Redazione
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Provincia - politica - Amministrazione - Riforma - Enti pubblici
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