Primo caso di Psa nella Granda, la Provincia: "Non siamo impreparati"
Un esemplare di cinghiale rivenuto nel territorio di Cravanzana è risultato positivo al virus. Robaldo e Dovetta: "Passaggio delicato ma non imprevisto, lo Stato garantisca coordinamento"Primo caso di peste suina africana africana in Provincia di Cuneo. A confermarlo è il Centro di Referenza Nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus di Perugia: un esemplare di cinghiale rivenuto nel territorio del Comune di Cravanzana è risultato positivo al virus della PSA. Finora la Granda era rimasta indenne, mentre erano già stati riscontrati numerosi casi nelle province limitrofe, con una diffusione in estensione verso il Cuneese. Ora la nostra provincia rischia restrizioni, anche se si auspica che riguardino solo la zona di Cravanzana e dintorni.
“Ciò che temevamo è purtroppo accaduto, ma non ci ha colti impreparati – commentano il presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo e il consigliere delegato alla PSA Silvano Dovetta –. Negli ultimi anni la Provincia di Cuneo ha attivato un sistema articolato di prevenzione e contenimento, fondato su un intenso lavoro di coordinamento istituzionale e operativo. Attraverso la Cabina di regia per la gestione della PSA, istituita nel 2023, è stato garantito un confronto costante tra tutti i soggetti coinvolti: Asl, Provincia, associazioni agricole, comparto suinicolo e mondo imprenditoriale, oltre ai rappresentanti venatori. Parallelamente sono state adottate misure stringenti di biosicurezza negli allevamenti e sono state potenziate le attività di controllo della popolazione di cinghiale, con il coinvolgimento della Polizia provinciale e dei cacciatori abilitati. I risultati di questo impegno sono concreti e documentati: nel periodo 2022–2025 i danni economici da cinghiale si sono ridotti di oltre il 60%, la superficie agricola colpita è diminuita di circa l’80% e, nel solo 2025, si è registrata una riduzione di circa 500.000 euro rispetto al 2022”.
"Nonostante il lavoro svolto a livello territoriale, - proseguono Robaldo e Dovetta - la situazione attuale presenta elementi di forte criticità sul piano nazionale. Alla data odierna non risulta in carica un Commissario Straordinario per l’emergenza PSA e l’ordinanza commissariale che disciplinava le misure di biosicurezza, le restrizioni territoriali e il controllo nelle zone di restrizione I, II e III è scaduta il 12 maggio scorso senza essere rinnovata. Tale condizione determina un evidente vuoto normativo e di coordinamento, in una fase in cui, al contrario, sarebbe necessaria la massima continuità delle azioni di contrasto alla diffusione della malattia”.
Per il presidente “l’individuazione del primo caso di PSA sul nostro territorio rappresenta un passaggio delicato, ma non imprevisto. In questi anni la Provincia di Cuneo ha lavorato con determinazione, costruendo un sistema di prevenzione e contenimento solido e condiviso. Oggi chiediamo con forza che lo Stato garantisca il necessario coordinamento, attraverso la tempestiva nomina di un nuovo Commissario Straordinario e il ripristino di strumenti normativi efficaci. Non possiamo permettere vuoti decisionali in una fase così critica per la salute animale e per il nostro sistema produttivo”.
“Il lavoro svolto in questi anni - chiude Dovetta - è stato imponente e ha visto il coinvolgimento attivo di tutte le componenti del territorio. I risultati raggiunti in termini di riduzione dei danni e di controllo della popolazione di cinghiali dimostrano la validità delle strategie adottate. Ora è fondamentale proseguire con la stessa intensità, evitando rallentamenti dovuti all’assenza di un quadro normativo aggiornato. La risposta deve essere immediata, coordinata e all’altezza della sfida”.
CUNEO psa

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