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    CUNEO - Tuesday 20 January 2026, 16:13

    Sanità, Marro sollecita Amos e Regione: "I dati non ci sono o non vogliono essere trasmessi?"

    L'intervento della consigliera regionale di AVS dopo le mancate risposte ricevute: "Senza dati accessibili non è possibile programmare, valutare né esercitare un controllo efficace"
    Giulia Marro
    Giulia Marro

    “Sto chiedendo una cosa semplice: dati. Non opinioni, non slogan, non rassicurazioni. Dati. Perché parliamo di sanità pubblica, un ambito in cui oggi le persone sono spesso disorientate, lasciate sole di fronte a percorsi complessi, prenotazioni che non funzionano e risposte che non arrivano. Non possiamo pretendere che siano i pazienti, soprattutto quelli in maggiore difficoltà, a doversi attivare o a districarsi in un sistema opaco. La sanità dovrebbe essere chiara, leggibile e trasparente per chi la utilizza. Ma se oggi non lo è nemmeno per chi ha il compito istituzionale di controllare e chiedere conto, allora il problema è evidente. Accanto ai tanti comitati e collettivi di cittadine e cittadini che stanno nascendo, l’unico strumento possibile resta il ruolo di chi rappresenta le istituzioni: chiedere dati, pretendere spiegazioni, esercitare controllo”. Così Giulia Marro, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, interviene dopo le risposte ricevute dalla Direzione Sanità della Regione Piemonte e da AMOS, società consortile a responsabilità limitata a totale partecipazione pubblica (100%), il cui perimetro di funzioni si è ulteriormente ampliato dopo l’ingresso di Azienda Zero nella compagine societaria.

    “Parliamo di due interlocutori diversi, ma di un problema identico: l’opacità nell’accesso a informazioni fondamentali per esercitare un controllo pubblico reale sulla sanità regionale. Un problema che diventa ancora più rilevante oggi, alla luce del rafforzamento del ruolo di AMOS e della concentrazione di funzioni strategiche”. Nel primo caso, Marro spiega di aver presentato alla Direzione Sanità “una richiesta tecnica chiara, circostanziata e pienamente gestibile” per accedere ai dati sulle prescrizioni registrate nel Sistema Informativo Regionale di Prescrizione Elettronica e Dematerializzata, nel periodo 30 giugno 2018 – 30 giugno 2025. “Ho chiesto variabili essenziali per analizzare prenotazioni, erogazioni, tempi e priorità, in formato elettronico aperto. Ho dato disponibilità ad aumentare il livello di aggregazione delle classi di età per garantire la massima anonimizzazione e ho indicato un consulente tecnico disponibile a interloquire con gli uffici per facilitare l’estrazione dei dati. La risposta è stata un rifiuto”.

    “Non stiamo parlando di una richiesta irragionevole - sottolinea Marro -. Si tratta di informazioni che dovrebbero essere tracciate, disponibili e verificabili, anche perché parte di questi flussi alimenta sistemi di monitoraggio nazionali. Se la Regione non è in grado di fornire questi dati, il problema è serio. Se invece i dati esistono ma non vengono consegnati, il problema è ancora più grave”.

    Uno schema che, secondo la consigliera, si ripete nel caso di AMOS. “Ho chiesto ad AMOS informazioni di base: organizzazione interna, organigrammi per servizio e commessa, numeri del personale, contratto collettivo applicato, accordi sindacali, premi, relazione sulla performance e sul benessere organizzativo. Informazioni che, al momento della richiesta, non risultavano disponibili nemmeno sul sito. Dopo un primo diniego, e anche grazie al richiamo da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale – che ringrazio – alcuni dati sono stati trasmessi. Ma non tutti. E parliamo di una società interamente pubblica, oggi ancora più centrale nel sistema sanitario regionale: è inaccettabile che informazioni essenziali non siano immediatamente disponibili”.

    “Questa mancanza di trasparenza - prosegue Marro - non è un tema astratto. Ne discuterò giovedì in Consiglio regionale con un question time che riguarda l’affidamento ad AMOS degli operatori sociosanitari del reparto SPDC dell’Ospedale di Mondovì. Una scelta che solleva interrogativi seri: dalla coerenza con l’indirizzo regionale di reinternalizzazione dei servizi, al rispetto delle relazioni sindacali, fino alla continuità assistenziale in un reparto particolarmente delicato. Anche in questo caso, senza dati chiari e informazioni accessibili, ogni valutazione diventa impossibile”.

    “In ogni caso - annuncia Marro - in occasione del prossimo bilancio regionale lavorerò per presentare un emendamento finalizzato a potenziare i sistemi di raccolta, gestione e condivisione dei dati sanitari. Senza dati accessibili non è possibile programmare, valutare né esercitare un controllo efficace, come abbiamo purtroppo visto accadere molte volte”.

    Conclude la consigliera regionale cuneese: "È normale che un Assessorato alla Sanità non abbia o non consegni i dati necessari a capire cosa succede su prenotazioni, erogazioni e percorsi di accesso alle prestazioni? È normale che una società a totale partecipazione pubblica non abbia pronti organigrammi, numeri del personale, contratti applicati e documentazione essenziale sulle commesse per cui riceve soldi pubblici? Davvero dovremmo accettare che esistano aziende che non sanno chi lavora, dove lavora, con quale contratto e con quali obiettivi? La trasparenza non è una concessione, ma un dovere. Continuerò a esercitare fino in fondo il mio ruolo istituzionale, chiedendo dati e chiarimenti e rendendo pubblico ciò che viene fornito e quando invece viene negato. Perché quando mancano i dati manca il controllo, e quando manca il controllo a pagare sono le persone”.

    c.s.
    luogo CUNEO
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    Tag:
    Amos - Piemonte - Giulia Marro - Azienda Zero - avs - Direzione Sanità
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