“Sull’Iran l’ennesimo cortocircuito della sinistra”
Il commento dei consiglieri torresi Porta e Farinelli e del “decano” della destra Chiarenza: “Assordante silenzio sulla politica repressiva verso le proteste”Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio direttore,
chi è schierato a destra avverte l’assoluto assordante silenzio in termini di condanne e di voci “popolari” da parte della sinistra nei confronti dell’Iran e della sua politica repressiva verso le proteste che da giorni si sono espanse a macchia d’olio in tutto il territorio iraniano. Voci che sembrano care alla sinistra tipicamente occidentale solo a fasi alterne e sulla base delle masse che desiderano smuovere.
Assistiamo a manifestazioni in piazza (da parte della sinistra e di certi sindacati), in favore di Gaza, con l’accostamento ossimorico “LGBT for Gaza”, ignorando per assurdo, la feroce repressione e l’odio di Hamas verso la comunità LGBT.
Vediamo appelli per il Venezuela, dove Maduro sarebbe stato “ingiustamente catturato” dagli USA di Trump, tralasciando le irregolarità nelle elezioni che lo hanno portato al potere e pretendendo persino di insegnare la storia del Venezuela agli stessi venezuelani che l’hanno vissuta in prima persona in termini di oppressione, prigione, discriminazione e continua crisi economica - sociale.
Tutto ciò non stupisce. Condannare apertamente l’Iran e invocare una risposta occidentale significherebbe chiedere implicitamente agli Stati Uniti, accusati dalla stessa sinistra di violare il diritto internazionale, di intervenire ancora una volta in uno Stato sovrano. Un passaggio che richiama inevitabilmente il precedente libico: l’intervento NATO del 2011, avvenuto sulla base della risoluzione ONU 1973, oggi spesso additato come esempio di ingerenza occidentale da chi, allora, ne legittimava l’impianto giuridico.
Per la sinistra moderna, sarebbe l’ennesimo cortocircuito: ammettere che il diritto internazionale non è più un insieme di norme e principi condivisi, ma uno strumento flessibile, interpretabile caso per caso a seconda della parte da sostenere.
Ancora una volta, il regime iraniano rivela la propria natura totalitaria: svanita l’apparenza ideologica-religiosa emerge una logica di dominio totale, fondata su repressione sistematica e sottomissione, che antepone il controllo assoluto a ogni principio di libertà, dissenso o diritto umano, pronta a sacrificare vite pur di perpetuare il terrore.
Grato per la pubblicazione
Federico Porta (Consigliere di Torre Mondovì) - Paolo Chiarenza (Busca) - Elia Farinelli (Consigliere di Torre Mondovì)
TORRE MONDOVÌ politica - proteste - Iran - Palestina - venezuela

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