Traforo Armo-Cantarana: via libera regionale con rigorosi vincoli ambientali
La Giunta piemontese esprime parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale, ma impone ad Anas una lunga serie di prescrizioni su risorse idriche e faunaIl traforo Armo-Cantarana, opera infrastrutturale da 9,3 chilometri attesa ormai da decenni, ha ottenuto un via libera fondamentale, seppur vincolato a una fitta rete di clausole ambientali.
La Giunta regionale del Piemonte ha infatti trasmesso al Ministero dell’Ambiente il proprio parere favorevole sulla valutazione di impatto ambientale, ma il verdetto dell'organo tecnico regionale e di Arpa Piemonte è chiaro: il cantiere potrà partire solo se Anas garantirà l'integrità del fragile ecosistema locale.
Il cuore delle prescrizioni riguarda la tutela dell’oro blu. La galleria principale, lunga oltre 3,3 chilometri, dovrà attraversare un sottosuolo ricco di sorgenti che alimentano l’acqua potabile delle borgate piemontesi. Per questo motivo, la Regione esige che le acque intercettate durante i lavori non vadano sprecate né inquinate: dovranno essere trattate e "restituite" alle comunità locali, mantenendo una netta separazione dai flussi di piattaforma sia durante la costruzione che a opera conclusa.
Non solo acqua, ma anche tutela della biodiversità. I tecnici regionali hanno infatti espresso dubbi sull'efficacia degli attuali passaggi previsti per la fauna selvatica, ritenendo le informazioni insufficienti a garantire il transito di grandi mammiferi come il cervo. Tra le nuove condizioni imposte, spicca la richiesta di ridisegnare i corridoi ecologici in fase esecutiva, magari utilizzando barriere verdi e fasce arbustive studiate per guidare gli animali in totale sicurezza.
L'iter burocratico deve altresì fare i conti con la proprietà dei terreni nel Comune di Ormea, dove parte del tracciato potrebbe insistere su aree gravate da usi civici. Anas dovrà ora scavare negli archivi per regolarizzare la posizione prima di procedere.
Nonostante queste complessità, il parere del Piemonte si unisce a quelli già incassati dalla Liguria e dagli enti tecnici ministeriali, segnando un avanzamento concreto per un'opera dal valore stimato di oltre mezzo miliardo di euro che punta a cambiare la viabilità tra entroterra e mare.
ORMEA 
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