Amos in Azienda Zero, i sindacati: "Rischio evidente di cedere sempre più a una gestione privata"
Il direttore generale Adriano Leli in commissione: "La richiesta ha ragioni esclusivamente tecniche"“La richiesta di Azienda Zero di entrare nella compagine societaria di Amos, con una quota del 2,5 per cento del capitale sociale, ha ragioni esclusivamente tecniche”. Lo ha detto in un’audizione della Quarta commissione, presieduta da Luigi Icardi, il direttore generale Adriano Leli. I sindacati segnalano differenze salariali tra i dipendenti pubblici e quelli di Amos, la questione ha attirato critiche anche da parte delle opposizioni.
“Al momento, il servizio di risposta al numero unico di emergenza 112 operato dalla centrale di Saluzzo - ha spiegato - conta 39 lavoratori che sono dipendenti Amos in convenzione con la Asl CN1, a sua volta in convenzione con Azienda Zero. Con l’acquisizione di una quota societaria si eviterebbe un doppio passaggio, senza impatto sui lavoratori che continueranno a dipendere da Amos ma in convenzione direttamente con Azienda Zero”.
Il direttore ha aggiunto che ad Amos verrebbe anche affidata “la gestione logistica del servizio di emergenza-urgenza per la distribuzione di farmaci e dispositivi medici sul territorio, ora gestita mediante convenzione dall’Asl TO3”.
Su richiesta dei gruppi Pd e Avs, sono stati sentiti dalla Commissione anche la direttrice generale di Amos, Mariateresa Buttigliengo, e i rappresentati delle organizzazioni sindacali al fine di approfondire le ricadute sui lavoratori e sull’organizzazione complessiva dei servizi con l’ingresso di Azienda Zero in Amos.
I sindacati hanno espresso preoccupazione "per la progressiva esternalizzazione di attività oggi svolte dal servizio sanitario e per il rischio di 'dumping contrattuale' da parte dell’azienda multiservizi nei confronti dei lavoratori. Le differenze salariali tra chi oggi lavora al 112 con contratti di natura privatistica applicati da Amos e chi opera per lo stesso servizio ma con contratto pubblico sono circa del 35 per cento. L’impatto economico di questa operazione sui lavoratori e il rischio di cedere sempre più ad una gestione privata di servizi sanitari sono evidenti”.
Hanno posto domande i consiglieri Giulia Marro, Alice Ravinale (Avs), Daniele Valle, Gianna Pentenero (Pd), Sarah Disabato (M5s), Davide Buzzi Langhi (Forza Italia).
CUNEO Amos - Azienda Zero

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