"Genitori esclusi e comunicazioni tardive": la protesta all'Istituto Comprensivo di Revello
La lettera del Collettivo composto da padri e madri degli alunni dopo i fatti degli ultimi mesiRiceviamo e pubblichiamo.
Cresce il malcontento tra i genitori dell’Istituto Comprensivo di Revello, sempre più preoccupati per modalità di gestione e comunicazione della Dirigenza che appaiono poco trasparenti e, in alcuni casi, difficilmente comprensibili. Quanto accaduto nelle ultime settimane ha portato il Collettivo Genitori a segnalare agli organi competenti nuovamente la preoccupante situazione in cui si trovano quotidianamente le famiglie. Il disagio nasce da una serie di episodi che non possono più essere considerati isolati. Per la seconda volta in breve tempo, infatti, lo svolgimento del Consiglio di Istituto è avvenuto in condizioni definite dagli stessi genitori “anomale”.
Dopo quanto accaduto il 22 dicembre scorso - quando il Consiglio di Istituto si è tenuto all’esterno dell’edificio scolastico, sotto la pioggia, poiché non è stato autorizzato l’accesso ai locali né ai membri del Consiglio né ai genitori uditori - anche l’ultimo Consiglio straordinario convocato in fretta e furia nella serata del 15 gennaio ha visto la tentata esclusione dei genitori che avevano chiesto formalmente di partecipare come uditori.
In questa occasione infatti alcuni genitori hanno presentato formale richiesta di partecipazione in qualità di uditori, come già fatto per i precedenti Consigli seguendo le indicazioni e fornendo le informazioni personali richieste dalla Dirigenza, attraverso l'invio da parte del Collettivo Genitori di una tabella riepilogativa (in cui sono stati indicati nome e cognome del genitore uditore, recapiti, dati dei figli, classe e plesso di appartenenza).
La Dirigente Scolastica Patrizia Revello, poi risultata assente alla seduta, ha dato parere negativo alla partecipazione dei genitori volendo di fatto negare l’accesso alle famiglie, sostenendo che il “collettivo genitori non esiste” in quanto non identificato e non “correttamente depositato”. Una motivazione che ha lasciato sgomenti i genitori, dal momento che un collettivo - a differenza di un comitato formalmente costituito - non prevede né la nomina di figure istituzionali di riferimento (presidente, vicepresidente, segretario) né il deposito di uno statuto o di un regolamento.
La decisione è stata poi rimessa al Presidente del Consiglio di Istituto che, valutata la documentazione ricevuta e assumendosi la responsabilità della scelta, ha invece autorizzato la presenza dei genitori uditori. Un rimpallo decisionale che ha lasciato sconcertate molte famiglie che si sono sentite ignorate e, di fatto, escluse dalla vita scolastica e dalla comunità educativa, rafforzando la sensazione di una gestione dirigenziale poco chiara e priva di una linea condivisa.
Ma non è solo la questione della partecipazione a generare preoccupazione. Durante la seduta del Consiglio di Istituto è stato presentato il PTOF, e una slide mostrata ai partecipanti alla seduta riportava la paginata della piattaforma ministeriale SIDI in cui appariva che il suddetto documento era già stato approvato sia dal Collegio dei Docenti sia dal Consiglio di Istituto in data 12 gennaio. Ma non era questa del 15 gennaio la seduta preposta all'approvazione del medesimo PTOF? Come poteva già essere stato dichiarato approvato, per di più su una piattaforma ministeriale? Un’incongruenza grave, secondo i genitori, che solleva interrogativi sulla veridicità delle informazioni fornite, semina dubbi sulle indicazioni date, mina alla base la fiducia tra scuola e famiglie.
A tutto questo si aggiunge il tema delle comunicazioni alle famiglie, giudicate sistematicamente tardive e insufficienti. In vista delle iscrizioni scolastiche, la Dirigenza non aveva inizialmente organizzato alcuna riunione orientativa. Solo dopo l’invio di più di 30 mail da parte dei genitori delle classi quinte del plesso di Revello, spedite nel fine settimana scorso, è arrivata una circolare che annunciava una riunione genitori-docenti fissata per il 20 gennaio. Un tempismo che molti genitori leggono come l’ennesima dimostrazione del fatto che le attività, oltreché le informazioni, arrivano solo “se si insiste”, e non come parte di una programmazione strutturata e trasparente.
Il sentimento diffuso tra le famiglie è rappresentato dall'amarezza di non essere ascoltate, di ricevere informazioni incomplete e in ritardo, di ricevere un servizio minimo solo dietro numerosi solleciti e grazie all’impegno e alla perserveranza delle insegnanti che fino ad oggi hanno cercato di fare l’impossibile pur di offrire possibilità agli studenti di ogni ordine di scuola. Ma non è una buona Scuola ciò che dovrebbe essere garantito nella normalità a bambini, ragazzi e famiglie?
I genitori non nascondono grande timore per il futuro e preoccupazione anche in vista del dimensionamento che la Regione ha ratificato nei mesi scorsi. Una dirigenza con queste difficoltà strutturali come può essere in grado di affrontare un'operatività complessa come un istituto comprensivo di circa 1000 studenti e due metodologie didattiche differenti? I genitori vogliono una scuola che funzioni davvero, una scuola che non escluda, che non comunichi “a spinta”, che offra possibilità formative e soprattutto una scuola seria, che non lasci spazio a dubbi sulla veridicità delle informazioni ufficiali.
Collettivo Genitori IC Revello
REVELLO Revello

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