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    SALUZZO - Wednesday 18 February 2026, 15:18

    Il Comitato Alberi di Saluzzo: “Cuneo è imbavagliata sulla questione di piazza Europa”

    Il segretario Edoardo Bonicelli commenta: “I dieci cedri rappresentano un valore per i cittadini non compreso dai rappresentanti della maggioranza”
    Il Comitato Alberi di Saluzzo: “Cuneo è imbavagliata sulla questione di piazza Europa”

    Riceviamo e pubblichiamo:

    La maggioranza della Sindaca Manassero (PD) impone a Cuneo uno spettacolo non all'altezza dei suoi trascorsi democratici di Città sin dal momento della scelta del tipo di Consiglio Comunale da concedere nel caso in specie, dedicato ma non aperto, avvenuta a seguito di pressanti richieste delle minoranze in avvio del Consiglio Comunale precedente del 26 gennaio u.s.

    Una scelta quella del Consiglio “dedicato” effettuata dalla maggioranza, utile soltanto a proteggere se stessa dal confronto diretto ed a sottolineare il disinteresse all'ascolto della cittadinanza. Una scelta che comunica la conclusione del loro percorso mai condiviso ma sempre e solo comunicato e che non ammette ripensamenti o contestazioni.

    Praticamente un salvarsi la faccia democraticamente, concedendo ai consiglieri della minoranza di sfogarsi ancora una volta senza doversi accalorare più che tanto nel dar loro puntuali risposte, ma limitandosi semplicemente a ripetere le loro convinzioni, incondivisibili dal buon senso comune che stanno alla base di tutto: Piazza Europa è una periferia degradata sotto ogni punto di vista, strutturale, ambientale, sociale con niente di importante da salvare, da ridisegnare totalmente per le nuove generazioni, da rifunzionalizzare, da rigenerare secondo le contemporanee visioni senz'altro di qualche “grande archistar locale” che ha partorito un topolino.

    La gente, i cittadini certo possono partecipare a questo spettacolo, anzi partecipare non è il termine esatto, in realtà possono assistere composti ed in assoluto silenzio nel rispetto sacrale del luogo ove si esercita il potere democratico locale e nel rispetto soprattutto delle persone deputate pro tempore ad esercitarlo.

    I cittadini che dovranno subire le scelte di pochi eletti sono imbavagliati dalle regole democratiche opportunamente e scientemente imposte e per dare osservanza del regolamento vigente devono trasformarsi praticamente in mummie con tanto di bende.

    Ed infatti in quello che avrebbe dovuto essere “un ulteriore spazio di dialettica democratica” gentilmente concesso, sin dall'inizio il Presidente del Consiglio, molto ligio ai regolamenti, si è dato da fare per reprimere persino gli applausi a seguito degli interventi dei vari consiglieri di minoranza. La maggioranza dal canto suo aveva subito contribuito a far capire “chi comanda” giungendo ad impedire, con il benestare del Presidente del Consiglio, addirittura la proiezione di due immagini progettuali a corredo della relazione del consigliere Bongiovanni Claudio tenuta in sala che esplicitavano l'inveridicità dell'affermazione cavalcata da sempre dalla stessa maggioranza circa l'impossibilità di fatto di realizzare il progetto voluto dall'Amministrazione comunale senza abbattere i cedri. Immagini pertanto, com'è palese, inopportune per loro. Non si interviene con la stessa solerzia, invece, nel seguito della seduta, verso un esponente della maggioranza che aveva improntato parte del suo intervento sui risultati di “un'indagine demoscopica” fatta in casa propria, da lui stesso, di cui viene permessa l'esposizione con tutte le relative percentuali classiche di indagini di tal tipo senza che il documento per quanto irregolare e quindi non ammissibile, fosse stato depositato agli atti a disposizione dei consiglieri.

    Nonostante l'autocontenimento di molti, la rampogna ai presenti in sala, sollecitata spesso da esponenti della maggioranza, è stata pressochè continua finchè la compressione è saltata per l'esasperazione procurata. All'ennesimo “il pubblico in sala faccia silenzio” finalmente una voce gridata insorge dalla sala con “Noi non siamo il pubblico, noi siamo i cittadini!”. E in realtà è indubbio che in Sala non c'era solo il Pubblico, che può essere indifferente al finale di una qualsiasi rappresentazione, ma c'erano invece i Cittadini trepidanti per le sorti della loro piazza Europa e soprattutto dei loro 10 cedri che rappresentano un valore per la Città, un valore non compreso dai rappresentanti della Maggioranza ma non è assolutamente detto che sia poi anche così per la Maggioranza degli elettori che li ha messi lì ad amministrare.

    I Cittadini e le loro Associazioni costituite sul territorio chiedono Rispetto e Ascolto, non si accontentano di palliativi democratici scritti a tutela e nell'interesse unico della parte dominante, chiedono cambiamenti prima che nella città nei rapporti tra le parti, nei rapporti tra loro e coloro che sono stati eletti, sempre pro tempore, ad amministrare i beni della città che, fino a prova contraria, continuano ad essere proprietà di tutti i Cittadini che quindi hanno più che il diritto di indicare gli indirizzi da seguire.

    I Cittadini e le loro Associazioni non vogliono essere costretti, per far sentire la propria voce, a dover intentare, peraltro a proprie spese, cause legali contro il Comune (un ricorso al Tribunale Civile Ordinario, due ricorsi al TAR, due ricorsi al Consiglio di Stato di cui uno ancora pendente) né far spendere ulteriore denaro pubblico, per la propria parte, al Comune stesso, denaro pubblico che potrebbe aver sicuramente migliore destinazione per poi sentirsi tacciare in modo miope e fazioso per fini deleggittimanti come ostruzionisti seriali, come quelli della politica del no.

    Ma l'Ente di riferimento si è mai chiesto come mai nella città di Cuneo, cosa acutamente osservata anche nello stesso Consiglio comunale, è la prima volta che nell'arco temporale di oltre trent'anni questo accade? Forse addirittura non è mai successo che i Cittadini di Cuneo organizzati abbiano ricorso contro decisioni della propria Amministrazione. Se lo chieda la Maggioranza della Sindaca Manassero e se trova una risposta si potrebbe forse provare a ripartire da lì.

    A volte basta confondere la voce del verbo proporre con la voce del verbo imporre. La cittadinanza chiede rispetto e non accetta il ruolo di pubblico imbavagliato.

    Per il Comitato Alberi di Saluzzo
    Edoardo Bonicelli

    Redazione
    luogo SALUZZO
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    Tag:
    cuneo - Saluzzo - Piazza Europa - Cedri - Comitato Alberi - Edoardo Bonicelli
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