Il Patto Civico porta in Provincia la difesa del 118 di Garessio e dei presidi in val Varaita
Un ordine del giorno sulla sanità montana per garantire presenza medica e servizi territoriali nelle valli cuneesiIl Patto Civico per la Granda accende i riflettori sulla sanità nelle aree montane della provincia, presentando in Consiglio provinciale un ordine del giorno volto a tutelare il servizio di emergenza 118 a Garessio e a salvaguardare i presidi territoriali, con particolare attenzione alle criticità emerse in valle Varaita.
L’iniziativa, promossa dai consiglieri provinciali Pietro Danna, Vincenzo Pellegrino, Silvano Dovetta e Ivana Casale, nasce in risposta alle recenti decisioni organizzative che prevedono la sospensione della presenza del medico a bordo dei mezzi del 118 di Garessio nei fine settimana e nei giorni festivi. A questo si aggiungono le crescenti preoccupazioni espresse da diversi territori montani per il progressivo ridimensionamento dei servizi di continuità assistenziale.
Nel documento si sottolinea come tali scelte rischino di compromettere il diritto alla salute dei cittadini delle aree montane e periferiche, già penalizzate da tempi di percorrenza più lunghi, difficoltà infrastrutturali e una popolazione mediamente più anziana. Il presidio di Garessio viene indicato come un punto strategico per un’area vasta e complessa, che comprende numerosi comuni lontani dai principali centri ospedalieri.
Situazioni analoghe si registrano anche in valle Varaita, dove l’ipotesi di trasferimento della guardia medica ha sollevato forti timori tra amministrazioni e cittadini, evidenziando una criticità strutturale legata alla progressiva riduzione dei servizi sanitari nei territori periferici. Preoccupazioni simili emergono anche in valle Po, in particolare a Paesana, dove il servizio locale del 118 è sostenuto economicamente dal BIM per garantire una copertura continuativa.
Attraverso questo ordine del giorno, il Patto Civico per la Granda chiede alla Provincia di farsi portavoce presso la Regione Piemonte e le autorità sanitarie competenti della necessità di mantenere e rafforzare il servizio di emergenza con presenza medica continuativa, oltre a garantire la salvaguardia dei presidi territoriali esistenti.
Il documento impegna inoltre il presidente della Provincia e il Consiglio a promuovere un confronto istituzionale con Comuni, cittadini e operatori sanitari, per individuare soluzioni condivise ed efficaci.
“Con questo ordine del giorno intendiamo dare voce alle preoccupazioni concrete delle comunità montane, che chiedono semplicemente di non essere lasciate indietro su un diritto fondamentale come quello alla salute. La riduzione della presenza medica sul servizio 118 a Garessio e le criticità emerse in valle Varaita rappresentano segnali che non possono essere sottovalutati. Portando queste vicende all’attenzione del Consiglio provinciale siamo certi che possa aprirsi un confronto serio e concreto tra le amministrazioni locali coinvolte e la Regione”, dichiarano i consiglieri promotori.
Sulla stessa linea il presidente del Patto Civico per la Granda, Alberto Pettavino: “Uno dei grandi vantaggi che abbiamo è la possibilità di parlare con tutti e di tutto. Questo è un tema senza colore ma di fondamentale importanza per la nostra provincia: lasciare indietro le esigenze e le priorità dei territori più lontani dal centro vorrebbe dire creare cittadini di serie A o di serie B. È nostro dovere aprire un dialogo e accompagnare questo percorso. Ringrazio i nostri consiglieri provinciali per la serietà con cui hanno da subito preso in considerazione le esigenze delle comunità montane”.
CUNEO Val Varaita - Garessio - Patto Civico - sanità montana

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