L'IA rivoluziona anche l'ospitalità: "Non deve spaventarci, ma responsabilizzarci"
L'intervento del presidente provinciale dell'Associazione Albergatori Giorgio Chiesa: "La differenza continueranno a farla le persone"L’Intelligenza Artificiale e il suo impatto sul mondo del lavoro sono stati al centro di un recente incontro ospitato presso la Fondazione CRC di Cuneo grazie alla partecipazione di I3P, incubatore del Politecnico di Torino. Un tema sempre più attuale anche per il settore turistico e dell’ospitalità in genere, come sottolineato dal presidente dell’Associazione Provinciale Albergatori ed Esercenti Turistici Giorgio Chiesa, intervenuto a margine dell’iniziativa.
"Quando arrivò il personal computer – osserva – qualcuno disse che avrebbe segnato la fine della scrittura a mano. In parte è stato così: oggi scriviamo meno manualmente. Ma nessuno direbbe che il computer sia stato un errore. In cambio abbiamo guadagnato velocità, efficienza e nuove opportunità. Oggi qualcosa di simile sta accadendo con l’Intelligenza Artificiale". Nel settore dell’ospitalità l’IA è già utilizzata in diversi ambiti: dalla previsione dell’occupazione delle camere all’ottimizzazione delle tariffe, dall’analisi dei flussi turistici alla lettura delle recensioni
online. "Le grandi piattaforme digitali utilizzano algoritmi sempre più sofisticati – prosegue – ma nessun ospite sceglie una struttura per un algoritmo. La sceglie per come vuole sentirsi. L’Intelligenza Artificiale è uno strumento, mentre l’ospitalità resta relazione, empatia e capacità di
ascolto".
Durante l’intervento è stato ricordato anche l’esempio di un piccolo albergatore che, dopo aver introdotto alcuni strumenti digitali per la gestione dei prezzi e delle recensioni, ha migliorato i risultati della propria struttura. "Il cambiamento più importante però non è stato nei numeri – spiega il presidente – ma nel tempo recuperato. Tempo che può essere dedicato agli ospiti, al racconto del territorio e alla cura dell’esperienza".
Secondo Chiesa la vera sfida sarà utilizzare queste tecnologie con equilibrio e consapevolezza. "Un algoritmo può analizzare dati e suggerire strategie, ma non può sostituire l’intuizione, la sensibilità e la responsabilità di chi lavora nell’ospitalità". Il messaggio finale è chiaro: "L’Intelligenza Artificiale non deve spaventarci ma responsabilizzarci. Il futuro del nostro settore non sarà umano o artificiale: sarà umano potenziato dall’Intelligenza Artificiale. E la differenza continueranno a farla le persone".
CUNEO cuneo - intelligenza artificiale

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