Stagionali, il Comune di Saluzzo: "Affrontiamo i problemi senza rinunciare ai valori di una comunità civile"
Le riflessioni dell'amministrazione comunale mentre si apre la rete di accoglienze diffuse: "C’è chi ogni giorno alimenta la paura, noi facciamo parte di un'altra Italia"“C’è un’Italia che, ogni giorno, alimenta la paura e trasforma ogni questione sociale in un problema di ordine pubblico. E c’è un’altra Italia che sceglie di affrontare la realtà, assumendosi responsabilità che spesso lo Stato lascia sulle spalle delle comunità locali. Saluzzo appartiene a questa seconda Italia”. Si apre così il comunicato diffuso dal Comune di Saluzzo sulla chiusura del lavori finanziati dal Pnrr per l’accoglienza dei braccianti stagionali e sull’apertura delle accoglienze diffuse.

“Il fenomeno dei lavoratori stagionali in agricoltura è una sfida complessa che riguarda l’intero Paese e che da anni interessa anche il nostro territorio. Sarebbe stato più semplice voltarsi dall’altra parte, alimentare allarmismi o cercare un facile consenso indicando un nemico. Abbiamo invece scelto una strada più difficile: affrontare i problemi senza negarli, ma anche senza rinunciare ai valori di una comunità civile”, dicono dall’amministrazione saluzzese: “Negli anni sono stati costruiti strumenti concreti che hanno consentito di governare una situazione complessa: il monitoraggio dei flussi dei lavoratori, la collaborazione tra enti e istituzioni, il sostegno alle soluzioni abitative realizzate dalle aziende agricole, la partecipazione a progetti europei e la realizzazione di uno dei pochi interventi finanziati dal PNRR contro gli insediamenti abusivi conclusi in Italia”.

Per questo l’amministrazione comunale desidera ringraziare il prefetto Mariano Savastano, il questore Rosanna Minucci e tutti i soggetti che partecipano al tavolo territoriale: le associazioni datoriali, gli undici Comuni coinvolti nel sistema di accoglienza, il Consorzio Monviso Solidale, la CGIL, la Cooperativa Proposta 80, il Centro per l’Impiego, la Caritas e tutte le altre realtà che, con competenze e responsabilità diverse, hanno scelto di esserci. “Perché governare un fenomeno di queste dimensioni significa costruire ogni giorno collaborazione, non alimentare divisioni. Ogni anno oltre 10 mila lavoratori raggiungono il distretto frutticolo cuneese seguendo il calendario delle raccolte. Più di 300 trovano accoglienza nelle strutture attivate dalla rete pubblica, una quarantina sono presenti nell’area del Parco Gullino e una parte ha trovato una sistemazione autonoma. La maggioranza è ospitata nelle strutture predisposte dalle imprese agricole”.

Questi numeri raccontano una verità spesso dimenticata: senza questi lavoratori una delle filiere agricole più importanti del Piemonte semplicemente non potrebbe funzionare. Proseguono dal Comune: ”Dietro quei numeri non ci sono emergenze da esibire o paure da cavalcare, ma persone che raccolgono la frutta che arriva sulle nostre tavole, che contribuiscono alla ricchezza del territorio e che hanno diritto a condizioni di lavoro e di vita dignitose. La sicurezza non nasce dalla paura. Nasce da comunità vive, da istituzioni presenti, da servizi che funzionano, da luoghi curati e da persone che si conoscono. Per questo un ringraziamento particolare va alla Polizia Locale, ai Carabinieri, alle altre Forze dell’ordine, agli operatori impegnati nella pulizia e nella manutenzione del Parco Gullino, ai volontari e ai tanti cittadini che, con il loro impegno quotidiano, rendono possibile una convivenza che altrove viene raccontata come impossibile. Un pensiero va anche ai residenti, che affrontano con senso civico una situazione complessa e continuano a contribuire alla coesione della comunità. Anche gli interventi realizzati nel Parco Gullino rispondono a questa idea di sicurezza. Illuminazione, manutenzione del verde, cura degli spazi e iniziative rivolte alle famiglie non sono opere di facciata: sono la dimostrazione che la migliore risposta al degrado non è l’abbandono, ma la presenza. Non è la paura, ma la partecipazione. Non è la contrapposizione, ma la costruzione di una comunità più forte. L’esperienza maturata in questi anni dimostra che i territori possono fare molto quando istituzioni, associazioni, imprese e cittadini lavorano insieme. Ma dimostra anche che non è più accettabile lasciare soli i Comuni. Servono politiche nazionali all’altezza della sfida: canali di ingresso regolari ed efficaci, un sistema pubblico capace di far incontrare domanda e offerta di lavoro, soluzioni abitative adeguate e controlli rigorosi contro ogni forma di sfruttamento e di illegalità. Saluzzo continuerà a fare la propria parte, come ha sempre fatto. Perché una comunità si misura non da quanto è capace di gridare di fronte ai problemi, ma da quanto è capace di affrontarli. E in un tempo in cui troppo spesso si semina paura per raccogliere consenso, noi rivendichiamo con orgoglio una scelta diversa: quella della responsabilità, della solidarietà e della forza di una comunità che non si è mai sottratta di fronte ai problemi”.
SALUZZO Saluzzo




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