Viabilità tra Saluzzese e Cuneese, Calderoni: "Servono scelte chiare e una regia condivisa"
Il consigliere regionale del Partito Democratico: "Provincia e Regione si assumano la responsabilità. Un territorio strategico non può restare ostaggio di rinvii"Riceviamo e pubblichiamo.
Mentre l’attenzione mediatica è catalizzata dall’ennesima inaugurazione parziale dell’autostrada Asti–Cuneo e dalle croniche difficoltà del cantiere del Colle di Tenda, la viabilità tra Saluzzese e Cuneese continua a scivolare ai margini dell’agenda politica. Una rete fragile, inadeguata, sempre più malandata, appesantita da anni di sottoinvestimenti nella manutenzione ordinaria e, soprattutto, dall’assenza di una strategia complessiva sui collegamenti della fascia pedemontana. Una situazione che produce disagi quotidiani per cittadini e imprese e che rischia di tradursi in un danno strutturale per uno dei territori più produttivi dell’intera provincia di Cuneo. Le associazioni di categoria lo denunciano da tempo: chiusure e limitazioni sui principali valichi alpini, cantieri permanenti sulla rete autostradale, aumento dei costi logistici e tempi di percorrenza sempre più incerti. Tutti fattori che incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sull’organizzazione del lavoro.
Eppure non si parte da zero. In passato il tema della viabilità pedemontana era stato affrontato con maggiore determinazione. Durante la presidenza della Provincia di Cuneo guidata da Giovanni Quaglia, con Franco Revelli assessore, si lavorò sull’ipotesi della cosiddetta “terza via” lungo l’asse ferroviario Saluzzo–Cuneo. Successivamente, nel 2011, sotto la presidenza di Gianna Gancia e con Luca Colombatto assessore, si parlò apertamente di un collegamento autostradale Pinerolo–Saluzzo–Cuneo e della Pedemontana del Monviso. Studi, confronti e ipotesi progettuali che oggi sembrano essersi dissolti, senza una vera valutazione politica delle ragioni del loro accantonamento.
Oggi, però, il quadro istituzionale imporrebbe un’assunzione di responsabilità ancora più netta. Il Saluzzese esprime tre consiglieri provinciali su dodici – Silvano Dovetta, Ivana Casale e Roberto Baldi – mentre il Cuneese è rappresentato da Vincenzo Pellegrino, capogruppo della maggioranza nel Consiglio comunale del capoluogo. Tutti esponenti della coalizione che governa la Provincia. In Regione, l’assessore Marco Gallo detiene deleghe strategiche come la Montagna e la Programmazione territoriale. È quindi legittimo chiedere se e come intendano farsi carico della questione della viabilità pedemontana tra Saluzzo e Cuneo. Parliamo di un’area che concentra alcune delle realtà economiche più rilevanti della Granda: il primo distretto frutticolo del Piemonte, uno dei principali poli zootecnici regionali, un sistema di valli alpine che negli ultimi anni ha visto crescere in modo significativo l’attrattività turistica. Un territorio che non può continuare a vivere di rattoppi, interventi emergenziali e progettazioni parziali. Alcuni Comuni si sono attivati, investendo risorse importanti in progettualità inserite in una pianificazione di livello provinciale. Ma interventi frammentati, per quanto meritori, non possono sostituire una visione sovracomunale. Serve una regia condivisa, servono priorità chiare, serve una strategia di medio-lungo periodo capace di tenere insieme sviluppo economico, sicurezza, sostenibilità e qualità della vita. Per questo è necessario che Provincia e Regione assumano finalmente un ruolo attivo, promuovendo un confronto serio e strutturato che coinvolga anche le fondazioni bancarie, la Camera di Commercio, Confindustria e le rappresentanze economiche e sociali del territorio. Su questo terreno è il momento di fare squadra, senza bandierine e senza ulteriori rinvii.
Mauro Calderoni
Consigliere regionale del Partito Democratico – Piemonte
SALUZZO Mauro Calderoni

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