Continuano i progetti del PNRR in Piemonte, ma non mancano le difficoltà
Il report pubblicato dalla Corte dei Conti segnala un quadro non omogeneo: Fossano finisce in anticipo, Canale ed Elva tra i sorvegliati speciali nella GrandaDopo la pandemia da Covid-19 il Piemonte ha attivato migliaia di lavori sul territorio grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ma la sfida ora è rispettare tempi e target fissati alla fine di giugno 2026.
Secondo il report “L’avanzamento dei progetti PNRR della Regione Piemonte” pubblicato dalla Corte dei Conti l’11 febbraio, il Piemonte ha ottenuto oltre 17 miliardi di euro dai fondi del PNRR (comprensivi di investimenti interregionali). Una parte significativa dei lavori è gestita direttamente dalla Regione Piemonte, che dispone di oltre 1 miliardo e 700 mila euro per l’avvio di 2.381 progetti. Alla data del 30 settembre 2025, 539 progetti risultano conclusi, 36 avviati e 1.806 ancora in corso. In termini percentuali, il 23% dei progetti sotto il controllo della Regione è già stato completato, mentre la maggior parte è ancora in fase di attuazione.
Fra i settori in cui si registrano progressi ci sono le opere legate a fognature e depurazione. Il report della Corte dei Conti evidenzia che 10 dei 12 interventi analizzati hanno raggiunto almeno il 50% di avanzamento dei lavori. Tra questi, il progetto di Fossano è già stato ultimato nonostante l’avvio con sei mesi di ritardo. Proseguono anche i lavori per il nuovo tratto di collettore fognario tra Limone Piemonte e Vernante, che sostituirà quello danneggiato dall’alluvione di ottobre 2020: al 30 giugno 2025 i lavori erano completati per il 60%.
Altri settori - come la mobilità sostenibile, la digitalizzazione del patrimonio culturale e gli investimenti per nuovi treni e autobus ecologici - sono indicati nel report come interventi in fase avanzata o particolarmente significativi.
Non tutti i progetti procedono allo stesso ritmo. Per esempio, gli interventi a Canale, pensati per razionalizzare il sistema di collettamento e depurazione nei comuni del Roero, risultano completati solo per il 20%.
Un capitolo a parte riguarda Elva, il comune dell’alta valle Maira che ha ottenuto 20 milioni dalla Linea A del “Piano nazionale borghi”, un programma dedicato a determinati territori a rischio spopolamento sempre finanziato con i fondi del PNRR. Secondo il rapporto della Corte dei Conti, la realizzazione dei progetti a Elva ha incontrato diverse criticità e ritardi, sebbene negli ultimi mesi si siano registrati miglioramenti. La Corte sottolinea però che “appare cruciale lo sviluppo delle attività nel prossimo semestre, in cui dovrebbe concentrarsi la realizzazione e conclusione della maggior parte delle attività e il collaudo di tutti gli interventi entro il 30 giugno 2026”. O il rischio sarà quello di compromettere la realizzazione di alcune opere.
In generale, Elva non è l’unica a incontrare difficoltà. Il rapporto segnala che le principali criticità - riscontrate in diversi enti e comuni - riguardano ritardi nell’approvvigionamento di forniture e materiali, problemi di rendicontazione e ostacoli nell’utilizzo della piattaforma ReGiS per tracciare spese e avanzamenti, oltre alla necessità di un monitoraggio più costante delle scadenze.
Il giudizio che emerge per il Piemonte non è di bocciatura, ma di vigilanza. La struttura regionale di monitoraggio è attiva e i progetti sono in larga parte avviati; tuttavia, con le scadenze europee sempre più vicine, il passaggio decisivo sarà trasformare l’avanzamento in opere concluse e spesa rendicontata. La scadenza per il Piemonte - e per la provincia di Cuneo - non è lontana e solo al termine del piano sarà possibile fare un bilancio chiaro dei benefici che il territorio riuscirà a trarre dai fondi del PNRR.
CUNEO lavori - pnrr

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