Nel Cuneese ci sono decine di minori stranieri non accompagnati
Nel 2024 il 54,4% dei ragazzi accolti nella Granda era affiancato da un tutore volontario, una percentuale più alta di quella regionale, ma comunque non sufficienteIn un mondo attraversato da conflitti e instabilità – dalla guerra in Ucraina alla nuova escalation in Medio Oriente, oltre a molte altre crisi meno visibili che attraversano Africa e Asia – migliaia di persone continuano a lasciare il proprio Paese in cerca di una vita migliore. Anche l’Italia è parte di queste rotte migratorie e, sebbene il fenomeno venga spesso raccontato a livello nazionale, riguarda da vicino le singole regioni e province.
In Piemonte e nel Cuneese sono decine i ragazzi arrivati da soli che oggi vivono in comunità e strutture di accoglienza. Sono i minori stranieri non accompagnati (Msna), una delle categorie più vulnerabili tra le persone che migrano. La legge considera minori stranieri non accompagnati i ragazzi e le ragazze sotto i 18 anni che si trovano in Italia senza genitori o altri adulti legalmente responsabili. Spesso hanno alle spalle vissuti complessi: oltre ai rischi e ai traumi legati al viaggio, si trovano da soli in un Paese che non conoscono e in cui non hanno alcun riferimento familiare. Per questo motivo per loro la normativa prevede tutele specifiche e un sistema di accoglienza dedicato.
Secondo i dati del Ministero del Lavoro, analizzati dalla fondazione indipendente Openpolis, al 31 dicembre 2025 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia erano 17.011. Guardando la distribuzione dei minori accolti emerge che anche il Piemonte ha un ruolo nella rete nazionale. La provincia piemontese con il numero più alto di minori stranieri non accompagnati è Torino, dove sono presenti 403 ragazzi, pari al 2,61% del totale nazionale. Seguono Novara con 118 minori e Alessandria con 83. La provincia di Cuneo si colloca al quarto posto in regione, con 78 minori stranieri non accompagnati, pari allo 0,51% del totale nazionale, mentre la provincia con il dato più basso è Vercelli con 22 minori (0,14%). Sono numeri contenuti rispetto ai dati dei grandi centri, come Milano o Roma, ma significativi per un territorio composto in gran parte da comuni di dimensioni medio-piccole.
A livello nazionale, la maggior parte dei Msna ha raggiunto quasi la maggiore età: circa il 56% ha 17 anni e il 22% ne ha 16. Tra gli adolescenti la presenza maschile è prevalente. Tra i più piccoli, invece, il rapporto tra maschi e femmine è pressoché equilibrato. Per quanto riguarda i Paesi di origine, nel 2025 la nazionalità più rappresentata è stata quella egiziana, con 5.159 minori (circa il 30% del totale). Seguono i ragazzi provenienti da Ucraina (17,4%), Bangladesh (10%), Gambia (6,6%), Tunisia (5,5%) e Guinea (5,1%).
L’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia è organizzata su due livelli. La prima accoglienza ha l’obiettivo di identificare e assistere il ragazzo e avviene in strutture specializzate o in centri temporanei attivati dalle prefetture. La seconda accoglienza rappresenta invece la fase più lunga e delicata del percorso di integrazione e si sviluppa principalmente attraverso la rete del Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione.
Al 31 gennaio 2026 i posti disponibili nella rete Sai erano 41.475 su tutto il territorio nazionale, di cui 6.655 dedicati ai minori stranieri non accompagnati. La regione con la maggior disponibilità di posti è la Sicilia, seguita da Lombardia, Campania e Puglia. Il Piemonte, con 2.576 posti complessivi, si colloca all’ottavo posto tra le regioni italiane per capacità di accoglienza.
Accanto al sistema di accoglienza esiste poi una figura fondamentale per la tutela dei ragazzi, quella del tutore volontario. Introdotta dalla cosiddetta “legge Zampa”, questa figura non svolge solo un incarico formale, ma rappresenta un punto di riferimento per il minore. Il tutore è un cittadino che, dopo aver seguito un periodo di formazione, rappresenta legalmente il ragazzo e lo accompagna nelle decisioni più importanti.
Secondo i dati disponibili, in Italia al momento ci sono 4.588 tutori formati e iscritti negli elenchi dei tribunali per i minorenni. Per quanto riguarda le tutele effettivamente attive, nel 2024 il Piemonte ne contava 164, pari a circa il 5,1% del totale nazionale.
La disponibilità di tutori non è sempre sufficiente a coprire tutte le necessità. Stando ai dati rilasciati dal Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Piemonte Giovanni Ravalli, nel 2024 solo il 46,9% dei minori accolti in Piemonte e Valle d’Aosta era affiancato da un tutore volontario. In provincia di Cuneo la percentuale è più alta della media regionale: il 54,4% dei ragazzi ha un tutore, ma resta comunque significativa la quota di minori senza questa figura di riferimento, soprattutto per la carenza di volontari disponibili.
CUNEO migrazioni - minori stranieri

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